L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Economia

Il petrolio del Venezuela fa insorgere la Cina: “Bullismo Usa”

Scontro tra Pechino e Washington: "Caracas può decidere di venderlo a chi vuole"

di Cristiana Flaminio -


Gli Usa vogliono il petrolio del Venezuela, la Cina fa muro: “Tipico atto di bullismo”. Lo scontro tra Pechino e Washington è servito. Dopo l’operazione che ha portato in manette il presidente Nicolas Maduro si aprono gli scenari per lo sfruttamento delle risorse energetiche di Caracas. Una torta invitantissima. Che gli americani stanno già progettando di incamerare. Mentre la Cina, che ha perduto uno dei suoi fornitori, alza la voce.

Il petrolio del Venezuela, lo scontro Cina e Usa

Un portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha detto a China Daily che la richiesta di adottare un approccio America First non rappresenta che “un tipico atto di bullismo” che “viola gravemente il diritto internazionale”. Secondo l’analisi di Pechino, il Venezuela è uno “Stato sovrano” e pertanto può vantare “la piena e permanente sovranità sulle proprie risorse naturali”. Nonché “su tutte le attività economiche all’interno del suo territorio”. Insomma, una posizione nettissima.

Che aveva detto Trump

La furia della Cina è esplosa dopo che l’emittente Usa Abc ha riportato i piani americani sul petrolio del Venezuela. Attribuendoli a fonti vicine alla Casa Bianca. Donald Trump, da parte sua, aveva riferito su Truth che Caracas “consegnerà dai 30 ai 50 milioni di barili di petrolio sanzionato di alta qualità”. Prodotti che saranno venduti “al prezzo di mercato”. Il presidente ha inoltre ribadito che gli introiti saranno gestiti dagli americani: “Questo denaro sarà controllato da me, in qualità di presidente degli Stati Uniti, per garantire che venga utilizzato a beneficio del popolo venezuelano e degli Stati Uniti”.


Torna alle notizie in home