“Il reddito di cittadinanza uccide la cultura del lavoro al Nord”

Il reddito di cittadinanza uccide la cultura del lavoro al Nord. L’allarme di Viviana Beccalossi, presidente del gruppo misto nel consiglio regionale della Lombardia, apre un nuovo fronte di discussione sulle misure di sostegno al reddito e le loro conseguenze sull’economia reale del Paese. Per Beccalossi, “il reddito di cittadinanza non funziona perché non incentiva l’occupazione, è ad altissimo rischio di abusi e favorisce il lavoro in nero”. E dunque:“I dati ricordati oggi dal presidente Fontana dimostrano che questo provvedimento sta uccidendo la cultura del lavoro perfino nelle regioni del Nord, che storicamente trainano l’economia italiana, dove sempre più persone si stanno abituando a un sussidio che piove dal cielo”.

Secondo l’esponente politica lombarda: “Tutti i giorni sentiamo di grandi aziende o gruppi che non riescono a trovare personale: cito il caso recente di Gardaland, o quello di Marco Bonometti, che guida una delle principali industrie bresciane, pronto ad assumere duecento addetti ma senza riuscirci per mancanza di candidati, per non parlare di turismo e commercio in ginocchio per mancanza di addetti e non certo di prenotazioni”. E quindi ha sentenziato: “Se anche i lombardi chiedono il reddito di cittadinanza rinunciando a cercare lavoro il problema c’è ed è gravissimo”.

Ma non è tutto. Perché Beccalossi non vuole sentire ragioni e alza il dito contro i difensori del reddito di cittadinanza: “E non si dica che il reddito di cittadinanza è un modello utile a reinserire nel mondo del lavoro. Non solo i cosiddetti navigator hanno fallito, ma si sta lanciando un messaggio pericoloso ai giovani, in pratica dicendo loro che tra impegnarsi o stare a casa pagati dallo Stato non c’è differenza”.

Il reddito di cittadinanza uccide la cultura del lavoro al Nord. L’allarme di Viviana Beccalossi, presidente del gruppo misto nel consiglio regionale della Lombardia, apre un nuovo fronte di discussione sulle misure di sostegno al reddito e le loro conseguenze sull’economia reale del Paese. Per Beccalossi, “il reddito di cittadinanza non funziona perché non incentiva l’occupazione, è ad altissimo rischio di abusi e favorisce il lavoro in nero”. E dunque:“I dati ricordati oggi dal presidente Fontana dimostrano che questo provvedimento sta uccidendo la cultura del lavoro perfino nelle regioni del Nord, che storicamente trainano l’economia italiana, dove sempre più persone si stanno abituando a un sussidio che piove dal cielo”.

Secondo l’esponente politica lombarda: “Tutti i giorni sentiamo di grandi aziende o gruppi che non riescono a trovare personale: cito il caso recente di Gardaland, o quello di Marco Bonometti, che guida una delle principali industrie bresciane, pronto ad assumere duecento addetti ma senza riuscirci per mancanza di candidati, per non parlare di turismo e commercio in ginocchio per mancanza di addetti e non certo di prenotazioni”. E quindi ha sentenziato: “Se anche i lombardi chiedono il reddito di cittadinanza rinunciando a cercare lavoro il problema c’è ed è gravissimo”.

Ma non è tutto. Perché Beccalossi non vuole sentire ragioni e alza il dito contro i difensori del reddito di cittadinanza: “E non si dica che il reddito di cittadinanza è un modello utile a reinserire nel mondo del lavoro. Non solo i cosiddetti navigator hanno fallito, ma si sta lanciando un messaggio pericoloso ai giovani, in pratica dicendo loro che tra impegnarsi o stare a casa pagati dallo Stato non c’è differenza”.

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