Il trionfo annunciato dei governatori e il naufragio definitivo dei 5 Stelle
Un copione già scritto: vittorie nettissime per Stefani in Veneto e per Fico e Decaro rispettivamente in Campania e Puglia. Tutto prevedibile? Sì, sia sul fronte dell’astensione, ormai trend fisso ad ogni tornata elettorale, che per quanto riguarda le coalizioni: la partita non è mai stata davvero aperta in nessuna delle tre regioni.
Le sorprese arrivano pero dal voto di lista. In Veneto il paventato sorpasso di FdI sulla Lega non si è verificato: il Carroccio resta primo e doppia il partito della premier. Zaia conferma la sua forza con oltre duecentomila voti alla lista personale e Salvini, dato per “morto” da anni, mostra invece segnali più che vitali. Bene Forza Italia, che in Campania insidia FdI nonostante quest’ultimo esprimesse il candidato governatore.
Malissimo invece il M5S: collassato in Veneto (2,2%), superato ovunque dai partiti del centrodestra e travolto dal Pd sia in Puglia che in Campania nonostante la vittoria di Fico, che ormai del grillino duro e puro, con tanto di slogan anti casta e anti politica, ha ben poco. La nemesi: vince grazie ai voti del sindaco di Napoli Manfredi e di due politici di razza – o cacicchi nella definizione by Schlein – De Luca e Mastella. Nota a margine: dopo l’esclusione in Calabria, Avs resta fuori anche in Puglia, la regione dell’ex presidente Vendola, che non viene eletto.
Del resto da quelle parti Decaro balla da solo: con numeri impressionanti e tanti saluti a tutti. E cari saluti pure a Giuseppe Conte: con questi risultati qualunque ambizione di contendere al Pd – a Elly o a chi verrà- la guida della coalizione alle prossime politiche appare decisamente velleitaria.
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