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Inflazione, anche a gennaio corre il carrello della spesa

Ma a pesare sono le paghe che restano troppo basse

di Martino Tursi -


L’inflazione a gennaio si attesta all’1% ma il carrello della spesa continua a correre: +2,1%. I numeri pubblicati dall’Istat nel primo report provvisorio dell’anno scatenano, al solito, le analisi. Al solito contrastanti. I consumatori deplorano i continui aumenti e temono gli effetti futuri, sui prezzi, dei danni del ciclone Harry e del maltempo. Federdistribuzione riferisce che le oscillazioni del carrello della spesa risentono del “rialzo dei prezzi dei beni alimentari non lavorati, determinato anche dagli effetti di condizioni climatiche avverse”. Confesercenti teme l’andamento dei consumi e ritiene che le famiglie siano sotto pressione mentre Confcommercio rassicura: è tutto sotto controllo e che i livelli di inflazione a gennaio sono più bassi di quelli che si riscontrano altrove in Europa.

Non solo inflazione, anche a gennaio pungono i salari bassi

La questione, come è ovvio, non può essere legata solo ed esclusivamente al livello medio dei prezzi. Ma va legata, fatalmente, alla magna quaestio dei salari. Su cui, ieri, si è espresso l’Ufficio parlamentare di bilancio. Che ha puntato il dito sul fatto che, a complicare tutto, sia il livello basso, fin troppo, delle paghe reali. Che restano sotto i livelli che si registravano prima della pandemia Covid. Un tema, questo, che ha indotto la Cisl a chiamare, fin da subito, in causa il governo. “Nell’immediato – ha tuonato Daniela Fumarola, segretaria generale del sindacato – bisogna rispondere a una urgenza retributiva che ci chiama ad affidamenti reciproci per garantire il rinnovo puntuale di tutti i contratti scaduti, sostenere e incentivare la contrattazione decentrata aziendale e territoriale quale diritto universale di ogni lavoratore, sbloccare investimenti su formazione e innovazione”.


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