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Economia

Intervista a Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL

di Marco Montini -


Il protrarsi del conflitto in Iran continua a generare tensioni sui mercati energetici internazionali e alimenta timori per nuove spinte inflazionistiche. In questo scenario l’Italia deve affrontare il rischio di un aumento dei costi dell’energia con possibili ricadute su famiglie, lavoratori e sistema produttivo. Ne parliamo con Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL.

Segretario Capone, il conflitto in Iran continua a produrre effetti sui mercati dell’energia. Quali rischi corre l’economia italiana?

Le tensioni geopolitiche stanno dimostrando quanto il sistema energetico globale sia vulnerabile. Quando rotte strategiche e approvvigionamenti vengono messi in discussione, le conseguenze ricadono inevitabilmente sui prezzi dell’energia e quindi sull’inflazione e sul potere d’acquisto delle famiglie. Per un Paese come l’Italia, che dipende ancora in larga parte dalle importazioni energetiche, questo significa anche mettere sotto pressione la competitività delle imprese e la stabilità dell’intero sistema produttivo”.

Segretario, quale è la posizione dell’UGL in merito al Dl carburanti?

Il decreto carburanti va nella direzione giusta. Il Governo è intervenuto con tempestività per dare una risposta concreta e immediata a famiglie, lavoratori e imprese, colpite dall’aumento dei costi energetici. Il taglio delle accise rappresenta un segnale importante, perché consente un alleggerimento diretto dei prezzi alla pompa, con effetti positivi sul potere d’acquisto e sui costi di produzione. Apprezziamo una misura che garantisce un sostegno diffuso in una fase di forte incertezza internazionale. Particolarmente significativo è anche l’impegno del Governo nel contrasto alle speculazioni lungo la filiera. Allo stesso tempo, è importante proseguire su questa linea, accompagnando le misure emergenziali con iniziative condivise a livello europeo, affinché si possano affrontare in modo strutturale le dinamiche dei mercati energetici e garantire stabilità nel medio-lungo periodo, rafforzando la sicurezza degli approvvigionamenti”.

Guardando al futuro, quali scelte strategiche dovrebbe compiere l’Italia sul fronte energetico? 

“È fondamentale proseguire con determinazione sulla strada della diversificazione delle fonti e rafforzare politiche energetiche e industriali di medio e lungo periodo. In questo senso l’UGL auspica la prosecuzione del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali sul tema dell’energia, uno strumento utile per affrontare insieme le sfide della transizione energetica, puntando anche alla creazione di nuovi posti di lavoro e al rafforzamento della competitività del sistema produttivo”.

Segretario Capone, quale è la posizione dell’UGL sul nucleare? 

“Considerato che i consumi elettrici saranno destinati a crescere nei prossimi decenni, a fronte di una produzione interna ancora insufficiente, riteniamo che il nuovo nucleare possa rappresentare una leva strategica per garantire stabilità, sicurezza e programmabilità al sistema energetico nazionale. In tal senso accogliamo positivamente le parole del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha riconosciuto il ruolo dell’energia nucleare come fonte stabile e complementare allo sviluppo delle rinnovabili nel rafforzare la sicurezza energetica europea”.


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