Intervista ad Adriano Bordignon, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari
Adriano Bordignon, trevigiano, sposato e padre di tre figli, da aprile 2021 ricopre la carica di Presidente del Forum delle Associazioni Familiari. Da sempre impegnato nel mondo del sociale, con lui abbiamo parlato della condizione delle famiglie italiane e delle politiche strutturali per il futuro del paese.
Presidente Bordignon, perché oggi è così importante sostenere le famiglie?
“La famiglia è il primo pilastro della società. È lì che si costruisce il futuro delle persone e della comunità. Oggi però le famiglie sono sempre più in difficoltà, tra aumento del costo della vita, precarietà lavorativa e servizi spesso insufficienti. Sostenere la famiglia non è assistenzialismo, ma un investimento sul futuro del Paese”.
Qual è il vostro giudizio sulla Manovra finanziaria 2026?
“Riscontriamo segnali importanti di attenzione verso le famiglie, che tuttavia si trovano con un portafoglio dal potere d’acquisto sempre più esiguo. Nel complesso rileviamo elementi positivi e, allo stesso tempo, riteniamo fondamentale che a queste misure seguano maggiori investimenti e politiche orientate al medio e lungo periodo. Un’occasione persa riguarda la nostra proposta di legare il taglio Irpef ai figli a carico, che sarebbe stata decisiva in ottica di rilancio della natalità”.
Quali sono gli aspetti più significativi delle misure adottate finora dal Governo?
“Siamo favorevoli a misure che sostengono la genitorialità come il rafforzamento del bonus per le mamme lavoratrici e il potenziamento dei congedi parentali, fino alle modifiche sull’Isee. In particolare, salutiamo positivamente una scala di equivalenza più giusta per le famiglie con figli e la parziale sterilizzazione della prima casa, anche se l’esenzione riguarda solo alcune misure come assegno unico e bonus per l’infanzia. È importante il rifinanziamento dei fondi per i servizi educativi, così come la creazione di un fondo stabile per centri estivi e attività per minori. Positivi anche il Bonus libri scolastici per le famiglie con Isee fino a 30 mila euro e i contributi per gli studenti delle scuole paritarie, che rafforzano il diritto alla scelta educativa”.
In che modo il legislatore dovrebbe cambiare approccio verso le politiche familiari?
“Occorre passare da interventi frammentati e spesso emergenziali a politiche strutturali, stabili e generose. Le famiglie hanno bisogno di certezze, di un quadro di riferimento chiaro e duraturo. Ciò significa pensare alla fiscalità, ai servizi, alla conciliazione tra lavoro e vita familiare e al sostegno alla genitorialità come parti di un’unica strategia. La famiglia non può essere una voce residuale della politica economica: deve diventarne uno degli assi portanti”.
Il calo demografico resta una delle grandi emergenze del Paese. Come si può invertire la rotta?
“Il calo demografico non è solo un problema numerico, ma una questione che riguarda il futuro stesso dell’Italia. Non basta incentivare economicamente la nascita dei figli: serve creare un contesto favorevole alla famiglia. Lavoro stabile, servizi per l’infanzia diffusi e accessibili, una fiscalità equa, politiche abitative, sostegno alla maternità e alla paternità. Le coppie devono poter immaginare un futuro sereno. Se fare un figlio significa impoverirsi, il sistema non funziona”.
Quanto conta la difesa della vita nella vostra azione?
“La difesa della vita è un pilastro della nostra visione. Difendere la vita significa tutelarla in tutte le sue fasi, dalla nascita fino alla sua naturale conclusione. Ma significa anche creare le condizioni affinché ogni vita sia accolta e sostenuta, soprattutto quando è fragile. Questo passa attraverso il sostegno alle madri, alle famiglie in difficoltà, ai contesti di marginalità. La cultura della vita si costruisce con politiche di accompagnamento, non con proclami”.
Affidi e adozioni: che ruolo hanno nel sistema di tutela dei minori?
“Affido e adozione sono strumenti straordinari di solidarietà familiare. Sono l’espressione concreta di una società che non lascia soli i bambini più fragili. Tuttavia, il sistema oggi è spesso troppo complesso, lento e burocratico. Servono percorsi più chiari, più rapidi e soprattutto un accompagnamento serio delle famiglie che scelgono di intraprendere questa strada, sia dal punto di vista economico sia da quello psicologico e formativo”.
Qual è la sfida principale che il Forum vede per i prossimi anni?
“È decisivo affrontare in modo efficace le grandi sfide che il Paese ha di fronte, a partire dal calo demografico, dalla conciliazione tra lavoro e vita familiare e dalla povertà educativa. Ribadiamo la necessità di mettere in campo politiche familiari coerenti e coordinate, capaci di accompagnare le famiglie lungo tutto il ciclo di vita e di rafforzarne il ruolo sociale ed economico”.
Uno sguardo all’Europa: quanto è importante la coerenza con le strategie europee?
“Il Forum richiama l’esigenza di mantenere una reale coerenza con le strategie europee, che individuano nel sostegno alla natalità, alla famiglia e nei servizi per l’infanzia leve centrali per uno sviluppo sostenibile. L’Italia deve inserirsi pienamente in questa visione, facendo della famiglia una vera priorità politica, economica e sociale”.
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