Investimenti green per la strategia delle Nazioni Unite sulle rinnovabili

Gutierres pensa ad una sorta di Piano Marshall globale per lavorare ad un mondo alimentato da energie rinnovabili piuttosto che da carbone, gas e petrolio. E lo strumento potrebbe essere il pooling di brevetti, come fatto dalle principali compagnie farmaceutiche per i vaccini. Per le rinnovabili, Guterres guarda alla questione aperta dello stoccaggio delle batterie, sulla quale chiamare ad un intervento comune dei Governi.
Il solare e l’eolico sono le tecnologie per l’energia pulita in più rapida crescita – questo il dato di partenza – ma lo stoccaggio resta un collo di bottiglia, un ostacolo. Perché l’auspicabile boom delle rinnovabili si trascina dietro la difficoltà di aumentare e diversificare la fornitura di componenti critici e materie prime, come i metalli delle terre rare. Forniture che ad esempio, per il litio (fondamentale per la produzione di batterie per veicoli elettrici) sono quasi monopolio unico della Cina, che ne controlla l’80% della raffinazione globale, secondo BloombergNEF. Con l’Europa che, nei prossimi 30 anni, abbisogna del litio 35 volte in più di quanto non lo faccia ora. Uguale discorso per rame, silicio, nichel, cobalto.
L’espansione della capacità rinnovabile rappresenterà quasi il 95% dell’aumento dell’elettricità globale fino al 2026, secondo l’IEA. Mentre ora l’energia solare ed eolica rappresentano solo l’8% della produzione globale di elettricità. Serve una accelerazione, ma è la stessa IEA a bacchettare l’Europa, frenata nel rilascio di permessi: in media, in Europa, ci vogliono otto anni per l’approvazione di un progetto eolico.
E questa strategia, Guterres lo dice esplicitamente, comprende un deciso cambio di rotta sugli investimenti: “Ogni minuto di ogni giorno, carbone, petrolio e gas ricevono sussidi per circa 11 milioni di dollari. Mentre le persone soffrono per i prezzi elevati alla pompa, l’industria del petrolio e del gas sta raccogliendo miliardi da un mercato distorto. Uno scandalo che deve finire. La finanza pubblica e privata aumenti gli investimenti nel solare e nell’eolico fino ad almeno 4 trilioni di dollari all’anno, più del triplo dei livelli attuali”. L’unica strada per puntare agli obiettivi di temperatura del Trattato di Parigi entro il 2024.

Gutierres pensa ad una sorta di Piano Marshall globale per lavorare ad un mondo alimentato da energie rinnovabili piuttosto che da carbone, gas e petrolio. E lo strumento potrebbe essere il pooling di brevetti, come fatto dalle principali compagnie farmaceutiche per i vaccini. Per le rinnovabili, Guterres guarda alla questione aperta dello stoccaggio delle batterie, sulla quale chiamare ad un intervento comune dei Governi.
Il solare e l’eolico sono le tecnologie per l’energia pulita in più rapida crescita – questo il dato di partenza – ma lo stoccaggio resta un collo di bottiglia, un ostacolo. Perché l’auspicabile boom delle rinnovabili si trascina dietro la difficoltà di aumentare e diversificare la fornitura di componenti critici e materie prime, come i metalli delle terre rare. Forniture che ad esempio, per il litio (fondamentale per la produzione di batterie per veicoli elettrici) sono quasi monopolio unico della Cina, che ne controlla l’80% della raffinazione globale, secondo BloombergNEF. Con l’Europa che, nei prossimi 30 anni, abbisogna del litio 35 volte in più di quanto non lo faccia ora. Uguale discorso per rame, silicio, nichel, cobalto.
L’espansione della capacità rinnovabile rappresenterà quasi il 95% dell’aumento dell’elettricità globale fino al 2026, secondo l’IEA. Mentre ora l’energia solare ed eolica rappresentano solo l’8% della produzione globale di elettricità. Serve una accelerazione, ma è la stessa IEA a bacchettare l’Europa, frenata nel rilascio di permessi: in media, in Europa, ci vogliono otto anni per l’approvazione di un progetto eolico.
E questa strategia, Guterres lo dice esplicitamente, comprende un deciso cambio di rotta sugli investimenti: “Ogni minuto di ogni giorno, carbone, petrolio e gas ricevono sussidi per circa 11 milioni di dollari. Mentre le persone soffrono per i prezzi elevati alla pompa, l’industria del petrolio e del gas sta raccogliendo miliardi da un mercato distorto. Uno scandalo che deve finire. La finanza pubblica e privata aumenti gli investimenti nel solare e nell’eolico fino ad almeno 4 trilioni di dollari all’anno, più del triplo dei livelli attuali”. L’unica strada per puntare agli obiettivi di temperatura del Trattato di Parigi entro il 2024.

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