Iran: missili e ritorsioni allontanano sempre più la fine del conflitto
Putin telefona al presidente iraniano Pezeskhian
L’Iran ha condotto attacchi missilistici contro città israeliane e obiettivi statunitensi nella regione. I Guardiani della rivoluzione hanno precisato che nell’ultimo lancio sono stati usati missili strategici, come i Fattah, Emad e Khaibar. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha scritto su X che il nemico deve sapere “che qualunque cosa faccia, avrà indubbiamente una risposta proporzionata e immediato”.
Il nodo dello Stretto di Hormuz
La fine della guerra non appare così vicina, come ha assicurato il presidente statunitense Donald Trump. “Lo Stretto di Hormuz sarà uno stretto di pace e prosperità per tutti o sarà un stretto di sconfitta e sofferenza per i guerrafondai”, ha avvertito Ali Larijani. La protezione delle navi che passano attraverso lo Stretto è stata al centro di una telefonata tra il primo ministro britannico Keir Starmer, la premier Giorgia Meloni ed il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Un portavoce di Downing Street ha affermato che Londra “sta lavorando con i suoi alleati su una serie di opzioni per sostenere la navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz man mano che il quadro delle minacce si evolve”. Roma sarebbe scettica rispetto alla “scorta navale” a protezione dei mercantili che non riescono ad attraversare Hormuz a causa del conflitto. Il rischio è che le imbarcazioni diventino bersagli per gli iraniani. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, citando Silvano Tosi, ha evidenziato il rischio di un’oscillazione tra libertà e tirannide che conduca a una regressione a uno stato infantile.
Il ministro dell’Energia Usa, Chris Wright, ha reso noto che “la Marina Usa ha scortato con successo una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz per assicurare che il petrolio continui ad arrivare ai mercati globali”. Trump ha fatto della questione una priorità, nel tentativo di rassicurare gli alleati.
La resilienza dell’Iran
Teheran sta rispondendo a Stati Uniti e Israele anche sul piano della propaganda. In un video animato si vedono le versioni “Lego” del presidente americano Donald Trump e del premier israeliano Benjamin Netanyahu mentre ordinano bombardamenti contro civili iraniani. Il filmato è stato realizzato dall’istituto Revayat-e Fath e trasmesso dalla televisione. Nella scena iniziale Trump appare in lacrime mentre legge un fascicolo intitolato “Epstein files”, consolato da Netanyahu e con il diavolo al loro fianco. Subito dopo decide di premere un pulsante rosso che dà inizio alla devastazione. La sequenza successiva mostra un missile colpire quella che appare come un’aula scolastica gremita di studentesse mentre ascoltano l’insegnante.
Dopo l’esplosione, tra le macerie spuntano uno zaino e un paio di scarpe rosa. Un ufficiale iraniano raccoglie lo zaino e scoppia in lacrime. Poi parte la rappresaglia militare, con le forze iraniane che attaccano obiettivi statunitensi e israeliani nella regione.
Telefonata tra Putin e Pezeskhian
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeskhian, al quale ha confermato “la sua posizione a favore di una rapida de-escalation del conflitto”. La telefonata è avvenuta all’indomani della conversazione che Putin ha avuto con Trump, durante la quale si è parlato anche di Iran.
Tensione tra Ankara e Teheran
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha sentito il collega iraniano, Abbas Araghchi, a cui ha ribadito che le violazioni dello spazio aereo turco sono inaccettabili, in seguito all’intercettazione da parte della Nato di un secondo missile balistico nel sudest del Paese. Fidan ha avvertito Araghchi che la Turchia prenderà le misure necessarie per rispondere alle violazioni. Il capo della diplomazia di Teheran ha assicurato che i missili non sono stati lanciato dal territorio iraniano e garantito indagini accurate. I turchi hanno schierato un sistema di difesa missilistica Patriot a Malatya, dove sorge la base aerea di Kurecik, che ospita un sistema radar di allerta precoce della Nato.
L’Azerbaigian aiuta la Repubblica islamica
Dopo le tensioni dei giorni scorsi, dovute al lancio di droni contro il territorio azero, è arrivata la schiarita nei rapporti tra Baku e Teheran. Il ministero per le Situazione di emergenze dell’Azerbaigian ha dato notizia dell’invio di tonnellate di generi alimentari e medicinali all’Iran.
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