IT-Wallet per minorenni: dai 14 anni si accede senza consenso dei genitori
L’IT-Wallet apre ai minorenni. Con un emendamento approvato in commissione Bilancio della Camera al decreto PNRR, i ragazzi che hanno compiuto 14 anni potranno accedere al portafoglio digitale italiano in piena autonomia, senza bisogno dell’autorizzazione di genitori o tutori. Una svolta per il Sistema IT-Wallet, che fino a oggi era riservato esclusivamente ai maggiorenni in possesso di identità digitale SPID o CIE.
Cosa prevede l’emendamento
Il testo approvato stabilisce che i minori dai 14 anni potranno accedere al portale digitale anche per ottenere e mostrare attestazioni, titoli e abilitazioni con effetti giuridici, inclusi i documenti disponibili tramite il Sistema IT-Wallet. L’accesso sarà possibile senza il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale, con una sola eccezione: restano esclusi i casi in cui la legge prevede esplicitamente l’intervento di un genitore o tutore per il rilascio di specifiche abilitazioni.
Da 3 a 200 documenti: il portafoglio digitale si espande
Mentre il decreto PNRR estende l’IT-Wallet ai minorenni, il sistema si prepara a una crescita parallela nei contenuti. Oggi l’app IO permette di conservare con valore legale la patente di guida, la tessera sanitaria e la carta europea per la disabilità. Ma la traiettoria è quella di un sistema molto più ampio: entro un anno tutta la Pubblica Amministrazione dovrà adeguarsi, e le fonti da cui IT-Wallet potrà attingere saliranno a 200.
Tra i nuovi documenti in arrivo figurano certificazioni di residenza, titoli di studio, certificazioni ISEE, badge per dipendenti pubblici, patenti speciali e strumenti per verificare l’età senza condividere dati personali.
Dieci milioni di attivazioni: i numeri di un sistema già rodato
La base su cui si innestano queste novità è già solida. Al 17 febbraio scorso l’IT-Wallet aveva superato i 10 milioni di attivazioni su app IO, con oltre 17 milioni di documenti caricati. Un’adozione che conferma come il portafoglio digitale stia entrando stabilmente nella vita quotidiana degli italiani: la patente digitale può già essere mostrata durante un controllo su strada, la tessera sanitaria consente l’accesso ai servizi senza documento fisico.
A gestire questa mole di dati è l’IPZS, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, con un’infrastruttura distribuita su tre data center tra Roma e Foggia: 10.000 sistemi tra server e dispositivi di rete, 3 petabyte di storage e 81 terabyte di RAM.
IT-Wallet e SPID: due strumenti diversi
Vale la pena distinguere IT-Wallet dallo SPID, con cui viene spesso confuso. Lo SPID serve principalmente per autenticarsi online e accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione. IT-Wallet funziona su un piano diverso: è utilizzabile sia nel mondo digitale che in quello fisico, permettendo di esibire documenti durante controlli o accessi in presenza. Un utilizzo ibrido che lo rende uno strumento più versatile.
Alla base del sistema c’è il regolamento europeo eIDAS 2, che definisce il quadro normativo per l’identità digitale a livello comunitario, con l’obiettivo di rendere le credenziali digitali interoperabili in tutti i Paesi dell’Unione.
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