Italiani sfiduciati, ma l’economia resiste

Rincara tutto e ovunque. Ma l’economia italiana sembra resistere, anche se va a fondo la fiducia degli italiani. “A luglio cala simultaneamente il clima di fiducia di consumatori e imprese: perdono 3,5 punti i primi e 2,6 punti le seconde” – così Lucio Poma, capo economista di Nomisma commentando l’indice del clima di fiducia dei consumatori e delle imprese pubblicato oggi dall`ISTAT.

“I consumatori avvertono intensamente la diminuzione del potere di acquisto frutto di un`inflazione in ascesa e salari immobili.

Le imprese avvertono l`incalzare dell`aumento dei prezzi energetici, delle materie prime e della logistica, oltre ad avvertire echi di recessione conseguenti alla situazione internazionale e alla politica monetaria restrittiva europea. Per quanto riguarda le imprese, le aspettative stanno giocando un ruolo più consistente rispetto alla situazione reale del Paese.

Se è innegabile la complessa situazione internazionale e la conseguente pressione sui prezzi energetici e delle materie prime, l`economia italiana nel suo complesso non naviga in cattive acque”.

“Ieri è uscito il World Economic Outlook a cura del Fondo Monetario Internazionale, paventando un possibile rischio di recessione e rivedendo verso il basso, di oltre un punto percentuale, la stima del PIL al 2022 delle principali economie rispetto alle stime di aprile. L`Italia è una delle poche economie in controtendenza. Il PIL Italiano per il 2022 è stimato al 3% (con un incremento dello 0,7% rispetto alla stima di aprile), superiore a quello americano (2,3%) simile a quello cinese (3,3%) e quasi tre volte la stima di quello tedesco (1,2%). Restano stime, ma che consegnano fiducia al nostro Paese per il dispiegarsi dei prossimi mesi” – conclude Poma.

Rincara tutto e ovunque. Ma l’economia italiana sembra resistere, anche se va a fondo la fiducia degli italiani. “A luglio cala simultaneamente il clima di fiducia di consumatori e imprese: perdono 3,5 punti i primi e 2,6 punti le seconde” – così Lucio Poma, capo economista di Nomisma commentando l’indice del clima di fiducia dei consumatori e delle imprese pubblicato oggi dall`ISTAT.

“I consumatori avvertono intensamente la diminuzione del potere di acquisto frutto di un`inflazione in ascesa e salari immobili.

Le imprese avvertono l`incalzare dell`aumento dei prezzi energetici, delle materie prime e della logistica, oltre ad avvertire echi di recessione conseguenti alla situazione internazionale e alla politica monetaria restrittiva europea. Per quanto riguarda le imprese, le aspettative stanno giocando un ruolo più consistente rispetto alla situazione reale del Paese.

Se è innegabile la complessa situazione internazionale e la conseguente pressione sui prezzi energetici e delle materie prime, l`economia italiana nel suo complesso non naviga in cattive acque”.

“Ieri è uscito il World Economic Outlook a cura del Fondo Monetario Internazionale, paventando un possibile rischio di recessione e rivedendo verso il basso, di oltre un punto percentuale, la stima del PIL al 2022 delle principali economie rispetto alle stime di aprile. L`Italia è una delle poche economie in controtendenza. Il PIL Italiano per il 2022 è stimato al 3% (con un incremento dello 0,7% rispetto alla stima di aprile), superiore a quello americano (2,3%) simile a quello cinese (3,3%) e quasi tre volte la stima di quello tedesco (1,2%). Restano stime, ma che consegnano fiducia al nostro Paese per il dispiegarsi dei prossimi mesi” – conclude Poma.

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