Jindal-Arvedi, pressing della UILM su Giorgetti

Mentre infuriano le indiscrezioni sulla crisi di governo che condurrà Mario Draghi al redde rationem finale in Parlamento mercoledì prossimo, il sindacato non molla la presa sulle vertenze “bollenti” di quest’estate. E la UIL tira per la giacchetta il ministro Giorgetti sulla vicenda Jindal-Arvedi. Alla vigilia della possibile assegnazione della commessa delle rotaie Rfi allo stabilimento di Piombino e soprattutto per assicurare che la fornitura venga realizzata nel nostro Paese, “riteniamo oggi non più sostenibile la dichiarazione del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, rilasciata durante il Question Time alla Camera dei Deputati il 22 giugno scorso, di voler far svolgere al dicastero dello Sviluppo economico il semplice ruolo di osservatore della trattativa Jindal-Arvedi che fonti accreditate, citate dagli organi di stampa, danno per conclusa”. Lo dichiarano Guglielmo Gambardella, coordinatore nazionale Uilm per il settore siderurgico, e Lorenzo Fusco, segretario generale Uilm Piombino.
“Non è più possibile – esortano Gambardella e Fusco – ritenere la trattativa in questione un semplice affare fra soggetti privati, in quanto parte delle aree su cui insistono le attività industriali e di logistica della ex Lucchini sono in concessione demaniale o suolo pubblico”.

“E` chiaro – aggiungono – che qualsiasi accordo di partnership industriale che si possa realizzare fra la multinazionale siderurgica indiana e quella italiana debba prevedere, per avere seguito, la certezza della disponibilità di lungo periodo delle aree in questione per poter assicurarsi il ritorno economico degli ingenti investimenti per la realizzazione di una acciaieria ed eventuali laminatoi, oltre a quelli necessari per il treno rotaie, vergella e barre già installate”. “E` necessario – continuano – chiarire quale eventuale ricaduta potrebbe esserci, sul progetto di reindustrializzazione dell`area ex Lucchini, l`installazione del rigassificatore”.

“Per questi motivi – concludono – chiediamo l`intervento urgente del ministro e del suo dicastero per assumere la regia della vertenza”.

Mentre infuriano le indiscrezioni sulla crisi di governo che condurrà Mario Draghi al redde rationem finale in Parlamento mercoledì prossimo, il sindacato non molla la presa sulle vertenze “bollenti” di quest’estate. E la UIL tira per la giacchetta il ministro Giorgetti sulla vicenda Jindal-Arvedi. Alla vigilia della possibile assegnazione della commessa delle rotaie Rfi allo stabilimento di Piombino e soprattutto per assicurare che la fornitura venga realizzata nel nostro Paese, “riteniamo oggi non più sostenibile la dichiarazione del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, rilasciata durante il Question Time alla Camera dei Deputati il 22 giugno scorso, di voler far svolgere al dicastero dello Sviluppo economico il semplice ruolo di osservatore della trattativa Jindal-Arvedi che fonti accreditate, citate dagli organi di stampa, danno per conclusa”. Lo dichiarano Guglielmo Gambardella, coordinatore nazionale Uilm per il settore siderurgico, e Lorenzo Fusco, segretario generale Uilm Piombino.
“Non è più possibile – esortano Gambardella e Fusco – ritenere la trattativa in questione un semplice affare fra soggetti privati, in quanto parte delle aree su cui insistono le attività industriali e di logistica della ex Lucchini sono in concessione demaniale o suolo pubblico”.

“E` chiaro – aggiungono – che qualsiasi accordo di partnership industriale che si possa realizzare fra la multinazionale siderurgica indiana e quella italiana debba prevedere, per avere seguito, la certezza della disponibilità di lungo periodo delle aree in questione per poter assicurarsi il ritorno economico degli ingenti investimenti per la realizzazione di una acciaieria ed eventuali laminatoi, oltre a quelli necessari per il treno rotaie, vergella e barre già installate”. “E` necessario – continuano – chiarire quale eventuale ricaduta potrebbe esserci, sul progetto di reindustrializzazione dell`area ex Lucchini, l`installazione del rigassificatore”.

“Per questi motivi – concludono – chiediamo l`intervento urgente del ministro e del suo dicastero per assumere la regia della vertenza”.

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