Kiev addio

Le autorità di Kiev “non escludono lo scenario peggiore” e prendono in considerazione la possibilità di un’evacuazione parziale della capitale, con un “ricollocamento temporaneo di alcuni gruppi nelle periferie e altri luoghi dove i servizi sono disponibili”, se dovessero continuare le interruzioni forzate dei rifornimenti di acqua e corrente elettrica.
Il sindaco Vitaly Klitschko, in un’intervista RBK-Ukraine, ha esortato i residenti a “considerare diversi scenari e a tenersi pronti”, visto che “in base alle informazioni dell’esercito il nemico pianifica attacchi insidiosi contro le infrastrutture per intimidire gli ucraini imponendo loro buio e freddo”.
Klitschko ha chiesto alla popolazione di rifornirsi di vestiti invernali, acqua potabile, cibo, telefoni e computer.
La compagnia energetica Ukrenergo ha annunciato interruzioni di corrente di emergenza in tutto il territorio dell’Ucraina, senza fornire tempi certi sul ritorno alla normalità. “La ragione dell’aumento del deficit di potenza, si legge in un comunicato pubblicato su Facebook dal gestore energetico nazionale, è stata l’arresto di emergenza delle unità in diverse centrali elettriche. Allo stesso tempo, i consumi continuano a crescere a causa del peggioramento delle condizioni meteorologiche. Attualmente, il deficit di capacità è del 27%. Dopo aver eliminato le cause degli arresti di emergenza, le unità torneranno a funzionare, il che ridurrà il deficit del sistema elettrico e ridurrà il volume delle restrizioni ai consumatori”.
Gli arresti controllati, ha spiegato la compagnia, consentono di bilanciare il sistema di alimentazione e prevenire situazioni di emergenza nelle reti. Il deficit è il risultato di sette attacchi missilistici russi alle infrastrutture.
L’intelligence britannica, nel suo rapporto su Twitter, scrive che Kherson è ancora nel raggio dell’artiglieria russa. “La città è vulnerabile, rivela il ministero della Difesa di Londra, perché rimane nel raggio della maggior parte dei sistemi di artiglieria russi, che ora stanno sparando dalla sponda orientale del fiume Dnipro, da dietro le linee difensive recentemente rafforzate. Una parte significativa dei danni compiuti sulla città è stata probabilmente causata dall’uso da parte della Russia di sistemi di missili tipo BM-21 Grad”.
Sono più di 50mila le donne ucraine al fronte nella guerra contro Mosca. “Sono orgogliosa che un terzo del nostro esercito sia composto da donne forti e coraggiose – ha affermato la vice presidente del Parlamento di Kie, Olena Kondratyuk, durante il suo discorso al 6° Congresso delle donne ucraine – Più di 50.000 donne ucraine nei ranghi delle Forze armate ucraine combattono oggi per la pace e la sicurezza in tutta Europa”.
Kondratyuk ha evidenziato questo dato, uno dei più alti tra tutti gli eserciti dei Paesi della Nato: “Questo significa che le donne possono costruire, sviluppare, insegnare, avere una carriera di successo, crescere i figli e, se necessario, proteggere le loro famiglie e il loro Stato”.
Il Cremlino smentisce di voler lasciare la città di Enerhodar e la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Citato da Ria Novosti, il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, ha detto di non cercare segni “dove non ci sono e non possono esserci”. Tale posizione viene ribadita anche dall’amministrazione cittadina.

Le autorità di Kiev “non escludono lo scenario peggiore” e prendono in considerazione la possibilità di un’evacuazione parziale della capitale, con un “ricollocamento temporaneo di alcuni gruppi nelle periferie e altri luoghi dove i servizi sono disponibili”, se dovessero continuare le interruzioni forzate dei rifornimenti di acqua e corrente elettrica.
Il sindaco Vitaly Klitschko, in un’intervista RBK-Ukraine, ha esortato i residenti a “considerare diversi scenari e a tenersi pronti”, visto che “in base alle informazioni dell’esercito il nemico pianifica attacchi insidiosi contro le infrastrutture per intimidire gli ucraini imponendo loro buio e freddo”.
Klitschko ha chiesto alla popolazione di rifornirsi di vestiti invernali, acqua potabile, cibo, telefoni e computer.
La compagnia energetica Ukrenergo ha annunciato interruzioni di corrente di emergenza in tutto il territorio dell’Ucraina, senza fornire tempi certi sul ritorno alla normalità. “La ragione dell’aumento del deficit di potenza, si legge in un comunicato pubblicato su Facebook dal gestore energetico nazionale, è stata l’arresto di emergenza delle unità in diverse centrali elettriche. Allo stesso tempo, i consumi continuano a crescere a causa del peggioramento delle condizioni meteorologiche. Attualmente, il deficit di capacità è del 27%. Dopo aver eliminato le cause degli arresti di emergenza, le unità torneranno a funzionare, il che ridurrà il deficit del sistema elettrico e ridurrà il volume delle restrizioni ai consumatori”.
Gli arresti controllati, ha spiegato la compagnia, consentono di bilanciare il sistema di alimentazione e prevenire situazioni di emergenza nelle reti. Il deficit è il risultato di sette attacchi missilistici russi alle infrastrutture.
L’intelligence britannica, nel suo rapporto su Twitter, scrive che Kherson è ancora nel raggio dell’artiglieria russa. “La città è vulnerabile, rivela il ministero della Difesa di Londra, perché rimane nel raggio della maggior parte dei sistemi di artiglieria russi, che ora stanno sparando dalla sponda orientale del fiume Dnipro, da dietro le linee difensive recentemente rafforzate. Una parte significativa dei danni compiuti sulla città è stata probabilmente causata dall’uso da parte della Russia di sistemi di missili tipo BM-21 Grad”.
Sono più di 50mila le donne ucraine al fronte nella guerra contro Mosca. “Sono orgogliosa che un terzo del nostro esercito sia composto da donne forti e coraggiose – ha affermato la vice presidente del Parlamento di Kie, Olena Kondratyuk, durante il suo discorso al 6° Congresso delle donne ucraine – Più di 50.000 donne ucraine nei ranghi delle Forze armate ucraine combattono oggi per la pace e la sicurezza in tutta Europa”.
Kondratyuk ha evidenziato questo dato, uno dei più alti tra tutti gli eserciti dei Paesi della Nato: “Questo significa che le donne possono costruire, sviluppare, insegnare, avere una carriera di successo, crescere i figli e, se necessario, proteggere le loro famiglie e il loro Stato”.
Il Cremlino smentisce di voler lasciare la città di Enerhodar e la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Citato da Ria Novosti, il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, ha detto di non cercare segni “dove non ci sono e non possono esserci”. Tale posizione viene ribadita anche dall’amministrazione cittadina.

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