LA GHIGLIOTTINA – Canone in bolletta e mondiali senza Italia

La tassa più odiosa e odiata dagli italiani resta in bolletta: il ministero dell’Economia annuncia che il canone Rai non sarà scorporato, in barba alla volontà del governo precedente di applicare un sistema di riscossione diverso. Oltre al danno, la beffa: mamma Rai ci chiede i soldi per pagare (anche) la diretta dei Mondiali del Qatar, dove non ci siamo qualificati. Non sia mai che la tv pubblica resti senza finanziamenti dei cittadini. E’ il cruccio che più angustia i dipendenti. I sindacati Rai infatti chiedono un incontro urgente al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per esporre le loro preoccupazioni in merito. Parliamo di ben otto sigle: Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Fnc, Snater, Libersind Confsal, Adrai e Usigrai. E’ a rischio il futuro stesso della Rai, avvertono i sindacati. Il terrore è palpabile: stipendi e posti di lavoro sarebbero in bilico. Paura più che giustificata: se il pagamento non fosse obbligatorio, quanti cittadini pagherebbero fior di quattrini per il servizio radiotelevisivo pubblico? Al di là della buona o cattiva volontà, la qualità del prodotto giustifica il costo? Non chiedetelo ai sindacati…

La tassa più odiosa e odiata dagli italiani resta in bolletta: il ministero dell’Economia annuncia che il canone Rai non sarà scorporato, in barba alla volontà del governo precedente di applicare un sistema di riscossione diverso. Oltre al danno, la beffa: mamma Rai ci chiede i soldi per pagare (anche) la diretta dei Mondiali del Qatar, dove non ci siamo qualificati. Non sia mai che la tv pubblica resti senza finanziamenti dei cittadini. E’ il cruccio che più angustia i dipendenti. I sindacati Rai infatti chiedono un incontro urgente al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per esporre le loro preoccupazioni in merito. Parliamo di ben otto sigle: Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Fnc, Snater, Libersind Confsal, Adrai e Usigrai. E’ a rischio il futuro stesso della Rai, avvertono i sindacati. Il terrore è palpabile: stipendi e posti di lavoro sarebbero in bilico. Paura più che giustificata: se il pagamento non fosse obbligatorio, quanti cittadini pagherebbero fior di quattrini per il servizio radiotelevisivo pubblico? Al di là della buona o cattiva volontà, la qualità del prodotto giustifica il costo? Non chiedetelo ai sindacati…

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