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Attualità

LA GHIGLIOTTINA – Fra la Russia e l’Ucraina no alla pace anche a scherma

di Frida Gobbi -


Altro che nobile arte della scherma: la guerra nel Donbass irrompe ai Mondiali di Milano. La sciabolatrice e pluricampionessa ucraina Olga Kharlan dopo aver vinto contro la russa Anna Smirnova ha mandato in fumo la sua vittoria e ha fatto pure squalificare la squadra ucraina. Il motivo? Al termine dell’incontro si è rifiutata di porgere la mano all’avversaria e anzi ha puntato la sciabola contro di lei. Dopo di che se n’è andata: un gesto come minimo antisportivo, oltre che brutto (visto che aveva pure vinto). La russa allora in segno di protesta si è seduta sulla pedana per 45 minuti, bloccando gli incontri. Ma il punto è che, secondo il regolamento, se dopo il combattimento gli atleti non si stringono la mano, l’incontro non è valido. Pertanto la Federazione internazionale di scherma ha squalificato l’atleta e la squadra ucraina.

Russia e Ucraina in guerra anche a scherma

Prevedibile la reazione di Kiev, secondo cui la squalifica denoterebbe “totale mancanza di empatia, incomprensione del contesto emotivo ed è assolutamente vergognosa”. Ma un conto è il conflitto sul campo di battaglia, un conto un combattimento di scherma, che ha delle regole. Che vanno rispettate, pure in tempo di guerra.


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