Politica

LA GUERRA DEL CENTRO – Giachetti (Italia Viva) replica alla neo calendiana Bonetti: “Ma davanti allo specchio non ti vergogni”

di Edoardo Sirignano -


Roberto Giacchetti replica all’ex renziana Elena Bonetti, passata ieri tra le file del partito di Calenda. Il deputato di Italia Viva non utilizza giri di parole: ” Ma quando ti alzi la mattina e ti metti davanti allo specchio non provi un po’ di vergogna”. La ministra del governo Draghi, in un’intervista rilasciata al quotidiano L’Identità, spiegando le ragioni dell’abbandono al movimento che l’aveva sponsorizzata in quel di Palazzo Chigi, aveva dichiarato: “Auspico lista comune Azione-+Europa, non ad accozzaglia con Italia Viva”. Una bordata, che secondo voci di palazzo, avrebbe irritato e non poco il gotha della Leopolda.

Diventa, dunque, più difficile l’intesa per il Terzo Polo 2.0. La lista Cottarelli, indiscrezione lanciata su queste colonne, dovrebbe realizzarsi. Resta, però, in dubbio l’apporto del giglio fiorentino, considerando i sempre più frequenti botta e risposta tra i big delle formazioni moderate. Secondo voci di palazzo, Calenda vorrebbe chiudere soltanto con la formazione guidata da Magi, che avrebbe come leader di punta Emma Bonino e con i Popolari Europeisti Riformatori di Rosato e Bonetti. Matteo dello “stai sereno”, invece, starebbe pensando a un’alleanza con Mastella e gli ex piddini Fioroni e Marcucci. Se Carletto della capitale, quindi, sembra intenzionato a blindare un patto di ferro con radicali e scontenti azzurri, l’ex premier, invece, vorrebbe riunire i dissidenti del Nazareno, che dopo la svolta rossa Schlein e il ventilato accordo con i 5 Stelle, in quota riformista, sono all’ordine del giorno. L’unico a essere contrario alla scissione dei moderati è il solo Macron, che vorrebbe un centro forte da anteporre a Meloni e alla sinistra. Dall’Eliseo sarebbe stato inviato Gozi per mediare in tal senso.

Detto ciò, il cammino per la segretaria del Partito Democratico resta in salita. Secondo le ultime statistiche, gran parte dell’universo progressista è contrario alla discesa in campo della segretaria Elly, che al posto di creare entusiasmo, ha finito con l’alimentare malcontenti sopiti.


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