La guerra in Ucraina e il dramma dei bambini scomparsi

L’anno scorso in Italia sono state denunciate 17mila sparizioni di minori, 8.833 dei quali ancora non sono stati ritrovati. I dati fanno rabbrividire e il Telefono Azzurro lancia l’appello a non dimenticarsi dei bambini scomparsi. Intanto in Ucraina, con la guerra in corso, c’è il serio rischio che i minorenni in fuga dal conflitto finiscano nella rete della tratta e dello sfruttamento. In occasione della giornata dedicata proprio ai bambini spariti, Telefono Azzurro ha organizzato a Roma un convegno dal titolo eloquente: “Sui bambini non si tratta. La scomparsa invisibile che fa rumore”. Ad inaugurare i lavori è stata la relazione tenuta dal professore Ernesto Caffo, fondatore e presidente di Telefono Azzurro: “La scomparsa dei bambini rappresenta una delle piaghe più drammatiche della nostra società ed è un tema che si è allargato negli ultimi anni, soprattutto oggi con i bambini che fuggono dalla guerra. Quello che è successo durante le prime ore di questa crisi lo paghiamo come una ferita di conoscenza. Il passaggio dei bambini dai confini dell’Ucraina verso l’Europa ha portato all’entrata nell’area Schengen di tante situazioni talvolta di grande fragilità e sofferenza. A fronte di tutto ciò è necessario trovare delle risposte e questo può avvenire solamente attraverso il coordinamento delle istituzioni pubbliche, delle associazioni no profit e degli enti locali”.I numeri diffusi dal Numero Unico Europeo per i bambini scomparsi 11600, tracciano il quadro drammatico dell’emergenza Ucraina. Ci sono sei milioni di persone in fuga dagli scenari di guerra, di questi tre milioni sono minori. In Italia sono stati accolti 120mila profughi, tra loro ci sono 40mila bambini. Di questi, stando ai dati forniti dal Ministero della Scuola, 22mila hanno iniziato a frequentare le classi in Italia. Per Telefono Azzurro, dunque, c’è bisogno di stare in guardia. Il rischio che tanti, troppi ragazzini ucraini finiscano nelle mani della tratta di bambini è serio. È necessaria, dunque, una strategia europea per far fronte alla potenziale emergenza. Caffo ha spiegato: “Il tema dell’incertezza è estremamente grave, le famiglie ucraine e i bambini vivono in un clima di forte incertezza e attesa. Questo richiede una strategia nazionale ed europea, motivo per cui il 27 maggio Telefono Azzurro sarà presente a Varsavia, sotto l’egida della Società Mondiale di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, nonché di vari organismi internazionali, per costruire insieme in modo coordinato europeo un percorso di aiuto a questi bambini”. Dunque ha aggiunto: “Oggi l’attenzione soprattutto della comunità ucraina è quella di pensare ai bambini, sia per quanto riguarda la loro tutela e la loro sicurezza, sia per quanto riguarda i traumi che hanno e stanno subendo”. La questione però non deve farci dimenticare i problemi di casa nostra. I numeri “italiani” sul fenomeno dei bambini scomparsi fanno paura. Solo nel 2021 sono state denunciate circa 17mila sparizioni di bambini e solo la metà di loro è stata ritrovata.

L’anno scorso in Italia sono state denunciate 17mila sparizioni di minori, 8.833 dei quali ancora non sono stati ritrovati. I dati fanno rabbrividire e il Telefono Azzurro lancia l’appello a non dimenticarsi dei bambini scomparsi. Intanto in Ucraina, con la guerra in corso, c’è il serio rischio che i minorenni in fuga dal conflitto finiscano nella rete della tratta e dello sfruttamento. In occasione della giornata dedicata proprio ai bambini spariti, Telefono Azzurro ha organizzato a Roma un convegno dal titolo eloquente: “Sui bambini non si tratta. La scomparsa invisibile che fa rumore”. Ad inaugurare i lavori è stata la relazione tenuta dal professore Ernesto Caffo, fondatore e presidente di Telefono Azzurro: “La scomparsa dei bambini rappresenta una delle piaghe più drammatiche della nostra società ed è un tema che si è allargato negli ultimi anni, soprattutto oggi con i bambini che fuggono dalla guerra. Quello che è successo durante le prime ore di questa crisi lo paghiamo come una ferita di conoscenza. Il passaggio dei bambini dai confini dell’Ucraina verso l’Europa ha portato all’entrata nell’area Schengen di tante situazioni talvolta di grande fragilità e sofferenza. A fronte di tutto ciò è necessario trovare delle risposte e questo può avvenire solamente attraverso il coordinamento delle istituzioni pubbliche, delle associazioni no profit e degli enti locali”.I numeri diffusi dal Numero Unico Europeo per i bambini scomparsi 11600, tracciano il quadro drammatico dell’emergenza Ucraina. Ci sono sei milioni di persone in fuga dagli scenari di guerra, di questi tre milioni sono minori. In Italia sono stati accolti 120mila profughi, tra loro ci sono 40mila bambini. Di questi, stando ai dati forniti dal Ministero della Scuola, 22mila hanno iniziato a frequentare le classi in Italia. Per Telefono Azzurro, dunque, c’è bisogno di stare in guardia. Il rischio che tanti, troppi ragazzini ucraini finiscano nelle mani della tratta di bambini è serio. È necessaria, dunque, una strategia europea per far fronte alla potenziale emergenza. Caffo ha spiegato: “Il tema dell’incertezza è estremamente grave, le famiglie ucraine e i bambini vivono in un clima di forte incertezza e attesa. Questo richiede una strategia nazionale ed europea, motivo per cui il 27 maggio Telefono Azzurro sarà presente a Varsavia, sotto l’egida della Società Mondiale di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, nonché di vari organismi internazionali, per costruire insieme in modo coordinato europeo un percorso di aiuto a questi bambini”. Dunque ha aggiunto: “Oggi l’attenzione soprattutto della comunità ucraina è quella di pensare ai bambini, sia per quanto riguarda la loro tutela e la loro sicurezza, sia per quanto riguarda i traumi che hanno e stanno subendo”. La questione però non deve farci dimenticare i problemi di casa nostra. I numeri “italiani” sul fenomeno dei bambini scomparsi fanno paura. Solo nel 2021 sono state denunciate circa 17mila sparizioni di bambini e solo la metà di loro è stata ritrovata.

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