La presa di Soledar

Il ministero della Difesa russo ha rivendicato la caduta di Soledar grazie “al costante fuoco di artiglieria, ai raid aerei e missilistici” che hanno impedito la concentrazione di riserve ucraine nella città. Le smentite Ucraine hanno perso vigore e credibilità con il passare delle ore.
La conferma del successo militare dei soldati di Mosca è arrivata anche dagli Usa. “Soledar probabilmente sotto il controllo russo”. A sostenerlo è l’istituto per lo studio della guerra statunitense (Isw) nel suo ultimo rapporto, in cui si fa riferimento ai “filmati geo localizzati pubblicati l’11 e il 12 gennaio” dai quali si evince “che le forze russe controllano la maggior parte, se non tutta, Soledar ed hanno probabilmente spinto le forze ucraine fuori dalla periferia occidentale dell’insediamento”.
Anche la combattiva vice ministra della Difesa ucraina, Hanna Maliar, pur non ammettendo ancora esplicitamente la sconfitta, su Telegram ha scritto che la situazione “di guerra è difficile”, ma le truppe di Zelensky “stanno cercando coraggiosamente di mantenere le posizioni”.
Nella giornata di ieri, l’allarme aereo è scattato nelle regioni di Kharkiv, Sumy, Poltava e Dnipropetrovsk, dove le sirene sono suonate alle 11 e 15 ora locale.
Helsinki potrebbe fornire un piccolo numero di carri di fabbricazione tedesca Leopard 2 all’Ucraina nel quadro di un’iniziativa più ampia con la partecipazione di più nazioni europee. Ad annunciarlo è stato il presidente finlandese Sauli Niinisto, sottolineando che si tratterebbe di un numero esiguo di mezzi, perché il paese ne ha bisogno per difendere il suo lungo confine con la Russia. “Se si dovessero inviare tank, ha dichiarato Niinisto, citato dall’agenzia STT, questo è il motivo per cui la Finlandia non potrebbe offrirne molti”.
“Fumata grigia” per gli aiuti militari polacchi. Al governo federale tedesco non è stata sottoposta al momento alcuna richiesta ufficiale dalla Polonia relativa alla possibile cessione alle forze ucraine di carri armati “Leopard 2” di fabbricazione tedesca. A renderlo noto è stata una portavoce del governo citata dalla Bild.
“Le esercitazioni russo-bielorusse, che inizieranno il 16 gennaio sul territorio della Repubblica di Bielorussia, non devono essere percepite come una minaccia diretta di un nuovo attacco a Kiev o attacchi missilistici concentrati sulla capitale”. Lo ha detto il capo dell’amministrazione militare della città di Kiev Serhiy Popko.
“La leadership militare e politica dell’Ucraina, ha aggiunto, non esclude tentativi di una nuova ondata offensiva nemica. Secondo i dati dell’intelligence, la Russia sta preparando una nuova mobilitazione. Inoltre, 150.000 persone precedentemente mobilitate sono già in formazione nei campi di addestramento”.
Mosca scarica i “mediatori”. “Se ripresi, i colloqui tra Russia e Ucraina saranno molto probabilmente diretti, senza mediatori, che sarebbe l’opzione migliore”. Lo ha affermato il direttore del secondo dipartimento del ministero degli Esteri russo Alexey Polishchuk in un’intervista alla Tass. Secondo Polishchuk, “sarebbe l’opzione migliore in quanto l’esperienza ha dimostrato che i mediatori occidentali spesso perseguono i propri obiettivi e cercano di influenzare i colloqui, agendo non per la risoluzione dei conflitto, ma nei propri interessi politici ed economici”.
Il ministero della Difesa russo ha rivendicato la caduta di Soledar grazie “al costante fuoco di artiglieria, ai raid aerei e missilistici” che hanno impedito la concentrazione di riserve ucraine nella città. Le smentite Ucraine hanno perso vigore e credibilità con il passare delle ore.
La conferma del successo militare dei soldati di Mosca è arrivata anche dagli Usa. “Soledar probabilmente sotto il controllo russo”. A sostenerlo è l’istituto per lo studio della guerra statunitense (Isw) nel suo ultimo rapporto, in cui si fa riferimento ai “filmati geo localizzati pubblicati l’11 e il 12 gennaio” dai quali si evince “che le forze russe controllano la maggior parte, se non tutta, Soledar ed hanno probabilmente spinto le forze ucraine fuori dalla periferia occidentale dell’insediamento”.
Anche la combattiva vice ministra della Difesa ucraina, Hanna Maliar, pur non ammettendo ancora esplicitamente la sconfitta, su Telegram ha scritto che la situazione “di guerra è difficile”, ma le truppe di Zelensky “stanno cercando coraggiosamente di mantenere le posizioni”.
Nella giornata di ieri, l’allarme aereo è scattato nelle regioni di Kharkiv, Sumy, Poltava e Dnipropetrovsk, dove le sirene sono suonate alle 11 e 15 ora locale.
Helsinki potrebbe fornire un piccolo numero di carri di fabbricazione tedesca Leopard 2 all’Ucraina nel quadro di un’iniziativa più ampia con la partecipazione di più nazioni europee. Ad annunciarlo è stato il presidente finlandese Sauli Niinisto, sottolineando che si tratterebbe di un numero esiguo di mezzi, perché il paese ne ha bisogno per difendere il suo lungo confine con la Russia. “Se si dovessero inviare tank, ha dichiarato Niinisto, citato dall’agenzia STT, questo è il motivo per cui la Finlandia non potrebbe offrirne molti”.
“Fumata grigia” per gli aiuti militari polacchi. Al governo federale tedesco non è stata sottoposta al momento alcuna richiesta ufficiale dalla Polonia relativa alla possibile cessione alle forze ucraine di carri armati “Leopard 2” di fabbricazione tedesca. A renderlo noto è stata una portavoce del governo citata dalla Bild.
“Le esercitazioni russo-bielorusse, che inizieranno il 16 gennaio sul territorio della Repubblica di Bielorussia, non devono essere percepite come una minaccia diretta di un nuovo attacco a Kiev o attacchi missilistici concentrati sulla capitale”. Lo ha detto il capo dell’amministrazione militare della città di Kiev Serhiy Popko.
“La leadership militare e politica dell’Ucraina, ha aggiunto, non esclude tentativi di una nuova ondata offensiva nemica. Secondo i dati dell’intelligence, la Russia sta preparando una nuova mobilitazione. Inoltre, 150.000 persone precedentemente mobilitate sono già in formazione nei campi di addestramento”.
Mosca scarica i “mediatori”. “Se ripresi, i colloqui tra Russia e Ucraina saranno molto probabilmente diretti, senza mediatori, che sarebbe l’opzione migliore”. Lo ha affermato il direttore del secondo dipartimento del ministero degli Esteri russo Alexey Polishchuk in un’intervista alla Tass. Secondo Polishchuk, “sarebbe l’opzione migliore in quanto l’esperienza ha dimostrato che i mediatori occidentali spesso perseguono i propri obiettivi e cercano di influenzare i colloqui, agendo non per la risoluzione dei conflitto, ma nei propri interessi politici ed economici”.
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