La stella rampante

La rinascita pentastellata si traduce in un solo nome: Maria Domenica Castellone. La 47enne, capogruppo uscente a Palazzo Madama del Movimento, è la rappresentazione plastica di come “il fine giustifica i mezzi”. Tradisce Giggino, che nel 2018 l’aveva tirata per i capelli in Senato, dandogli il prezioso seggio di Giugliano con solo 49 preferenze ottenute alle parlamentarie, per sposare la causa di Giuseppe Conte e diventarne la “fedelissima”, proprio come la Boschi per Renzi o la Ronzulli per Berlusconi.

Il camice bianco di Villaricca

Mariolina, nata il 3 aprile 1975, sotto il segno dell’ariete a Villaricca, è una ragazza timida, la classica compagna di classe intelligente che parla solo quando occorre. Un modus operandi che le consente di emergere, senza troppe difficoltà nella vita. Si laurea a 25 anni alla Federico II di Napoli, dove consegue anche il titolo di dottorato di ricerca in Oncologia ed Endocrinologia molecolare. Il suo sogno, però, è andare negli States. Lascia, quindi, famiglia e amici e va a lavorare come visiting scientist presso il noto laboratorio Silvio Gutkind. L’esperienza americana, come racconta in diverse interviste, la fortifica e le consente di ottenere diversi riconoscimenti, tra cui quello per Giovani Ricercatori della Fondazione Guido Berlucchi e quello Gaetano Salvatore dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Per un pugno di preferenze

Il sogno nel cassetto della brillante dottoressa, però, è impegnarsi per la propria terra. Ecco perché lascia i colleghi americani, viene assunta al Cnr e ritorna a casa, dove incontra Luigi Di Maio. All’ex capo politico dei gialli occorrono nomi emergenti della società civile. Mariolina, ambientalista della prima ora, accetta la sfida e si propone su Rousseu, dove però non supera le cento preferenze. Nonostante ciò, il leader di Pomigliano crede nelle sue potenzialità e la candida lo stesso in un collegio difficile come quello di Giugliano. Sfruttando l’onda gialla del 2018, ottiene il 52,6% delle preferenze e sconfigge avversari sulla carta più forti come Flora Beneduce e Giovanna Palma.

La senatrice ecologista

Tra i banchi di via del Rinascimento si distingue subito per la sensibilità green. Venendo dall’area vasta che contiene le discariche più pericolose del Paese, che grazie al suo impegno diventano Sito di Interesse Nazionale, la sua prima proposta di legge riguarda appunto l’istituzione della rete nazionale dei registri tumore. Considerando l’ esperienza in ambito sanitario, diventa la voce del Movimento durante la pandemia. Abilità sorprendente, però, è la capacità di trovare convergenze nella Babele pentastellata.

Il matrimonio con Conte

Il rapporto con l’avvocato di Volturara Appula nasce, appunto, per una mediazione. L’ex premier, dopo la bocciatura di Licheri, la promuove per stemperare gli animi con il titolare della Farnesina. Tale strategia, però, si rivela vincente solo per Conte. La Castellone, da prima tifosa dimaiana, si trasforma nell’amazzone del presidente del Consiglio o meglio ancora nel suo megafono. Svolge un ruolo centrale soprattutto nella spaccatura con Draghi. Indimenticabile l’intervento sul decreto aiuti in cui annuncia il non voto dei gialli. In quell’occasione balza ai riflettori il carattere forte, ma a modo. Il suo aplomb la rende gradevole a tanti, a partire da Bruno Vespa. Riesce a essere fine anche quando deve condannare il fondatore di Ic, suo ex riferimento.

La rinascita pentastellata si traduce in un solo nome: Maria Domenica Castellone. La 47enne, capogruppo uscente a Palazzo Madama del Movimento, è la rappresentazione plastica di come “il fine giustifica i mezzi”. Tradisce Giggino, che nel 2018 l’aveva tirata per i capelli in Senato, dandogli il prezioso seggio di Giugliano con solo 49 preferenze ottenute alle parlamentarie, per sposare la causa di Giuseppe Conte e diventarne la “fedelissima”, proprio come la Boschi per Renzi o la Ronzulli per Berlusconi.

Il camice bianco di Villaricca

Mariolina, nata il 3 aprile 1975, sotto il segno dell’ariete a Villaricca, è una ragazza timida, la classica compagna di classe intelligente che parla solo quando occorre. Un modus operandi che le consente di emergere, senza troppe difficoltà nella vita. Si laurea a 25 anni alla Federico II di Napoli, dove consegue anche il titolo di dottorato di ricerca in Oncologia ed Endocrinologia molecolare. Il suo sogno, però, è andare negli States. Lascia, quindi, famiglia e amici e va a lavorare come visiting scientist presso il noto laboratorio Silvio Gutkind. L’esperienza americana, come racconta in diverse interviste, la fortifica e le consente di ottenere diversi riconoscimenti, tra cui quello per Giovani Ricercatori della Fondazione Guido Berlucchi e quello Gaetano Salvatore dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Per un pugno di preferenze

Il sogno nel cassetto della brillante dottoressa, però, è impegnarsi per la propria terra. Ecco perché lascia i colleghi americani, viene assunta al Cnr e ritorna a casa, dove incontra Luigi Di Maio. All’ex capo politico dei gialli occorrono nomi emergenti della società civile. Mariolina, ambientalista della prima ora, accetta la sfida e si propone su Rousseu, dove però non supera le cento preferenze. Nonostante ciò, il leader di Pomigliano crede nelle sue potenzialità e la candida lo stesso in un collegio difficile come quello di Giugliano. Sfruttando l’onda gialla del 2018, ottiene il 52,6% delle preferenze e sconfigge avversari sulla carta più forti come Flora Beneduce e Giovanna Palma.

La senatrice ecologista

Tra i banchi di via del Rinascimento si distingue subito per la sensibilità green. Venendo dall’area vasta che contiene le discariche più pericolose del Paese, che grazie al suo impegno diventano Sito di Interesse Nazionale, la sua prima proposta di legge riguarda appunto l’istituzione della rete nazionale dei registri tumore. Considerando l’ esperienza in ambito sanitario, diventa la voce del Movimento durante la pandemia. Abilità sorprendente, però, è la capacità di trovare convergenze nella Babele pentastellata.

Il matrimonio con Conte

Il rapporto con l’avvocato di Volturara Appula nasce, appunto, per una mediazione. L’ex premier, dopo la bocciatura di Licheri, la promuove per stemperare gli animi con il titolare della Farnesina. Tale strategia, però, si rivela vincente solo per Conte. La Castellone, da prima tifosa dimaiana, si trasforma nell’amazzone del presidente del Consiglio o meglio ancora nel suo megafono. Svolge un ruolo centrale soprattutto nella spaccatura con Draghi. Indimenticabile l’intervento sul decreto aiuti in cui annuncia il non voto dei gialli. In quell’occasione balza ai riflettori il carattere forte, ma a modo. Il suo aplomb la rende gradevole a tanti, a partire da Bruno Vespa. Riesce a essere fine anche quando deve condannare il fondatore di Ic, suo ex riferimento.

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