“La Versilia e il cuore” di Salvatori, in mostra tele pittoriche e sculture

 

Apre il 14 gennaio la mostra di Umberto Salvatori “La Versilia e il cuore” , con le opere pittoriche e scultoree dell’artista nella Sala delle Grasce , al Centro culturale Luigi Russo di Pietrasanta.
Versiliese di origine, con le sue opere d’arte arriva nelle case dei collezionisti di tutto il mondo. Dice di lui il critico Lodovico Gierut:
“Ritrovo Umberto Salvatori dopo molto tempo, direi anni, ma di lui ho un vivo ricordo quando partecipava a mostre di gruppo nella cosiddetta “Versilia Medicea”, presentando più soggetti pittorici legati soprattutto alla paesaggistica locale: oliveti di Querceta, la Ceragiola del versante di Seravezza, angoli dello strettoiese…
Poi – la vita ci porta talvolta a distacchi più o meno lunghi – seppi direttamente da lui, nel corso di una visita ad una collettiva a Pietrasanta a cui però non partecipava, che aveva deciso di “continuare a dipingere e a scolpire, ma per sé” senza esporre.
E’ stato coerente.
Di tempo ne è passato e finalmente, sollecitato anche da amici comuni che ne avevano visto le opere in quel di Pozzi, dove abita, ha cambiato idea dicendomelo per telefono, tant’è che giorni fa, nel corso di un intero pomeriggio, mi ha fatto vedere tutto quello che aveva prodotto.
Le tematiche si sono notevolmente ampliate, dedicate alle figure femminili, alle spiagge versiliesi e al mare dove alberga con mutazioni cromatiche una perenne “vela”, ma non sono stati dimenticati quegli “angoli interni di una Versilia mitica”, tali mi piace definirli, tanti cari ad Enrico Pea, a Silvano Alessandrini, a Franco Miozzo e ad altri.
La vela per Umberto Salvatori è, in fondo, il simbolo del suo viaggio interiore, finanche la fantasia di andare oltre ma volutamente fermata da quell’innamoramento – una scelta – d’essere e di vivere in perfetta serenità nei propri amati luoghi.
Si tratta di una vela che mi ricorda alcuni ormai storici lavori di Carlo Carrà, il famoso artista che ha dedicato proprio alla Versilia indelebili sinfonie pittoriche, autentici messaggi d’amore per un Eden oggi in buona parte mutato che fortunatamente resiste nonostante l’egoismo e la grettezza di certuni.
Umberto Salvatori, dunque.
Molto interessanti, ottimamente patinate, le sue sculture raffiguranti torsi di donna: note classicheggianti ben modulate con gusto, comunque la vela, e torno per un attimo a questa sua sorta di archetipo, si ritrova incisa su tondi di terracotta e persino su una scultura di non grandi proporzioni arricchita all’intorno da improbabili creature marine.

I cieli, le barche e i blocchi di marmo sulla spiaggia, arricchiscono i suoi temi senza fronzoli, dipinti con acutezza ma in modo tale che, se lo si conosce come me e altri, è facile notarne il carattere meditativo”.

 

Apre il 14 gennaio la mostra di Umberto Salvatori “La Versilia e il cuore” , con le opere pittoriche e scultoree dell’artista nella Sala delle Grasce , al Centro culturale Luigi Russo di Pietrasanta.
Versiliese di origine, con le sue opere d’arte arriva nelle case dei collezionisti di tutto il mondo. Dice di lui il critico Lodovico Gierut:
“Ritrovo Umberto Salvatori dopo molto tempo, direi anni, ma di lui ho un vivo ricordo quando partecipava a mostre di gruppo nella cosiddetta “Versilia Medicea”, presentando più soggetti pittorici legati soprattutto alla paesaggistica locale: oliveti di Querceta, la Ceragiola del versante di Seravezza, angoli dello strettoiese…
Poi – la vita ci porta talvolta a distacchi più o meno lunghi – seppi direttamente da lui, nel corso di una visita ad una collettiva a Pietrasanta a cui però non partecipava, che aveva deciso di “continuare a dipingere e a scolpire, ma per sé” senza esporre.
E’ stato coerente.
Di tempo ne è passato e finalmente, sollecitato anche da amici comuni che ne avevano visto le opere in quel di Pozzi, dove abita, ha cambiato idea dicendomelo per telefono, tant’è che giorni fa, nel corso di un intero pomeriggio, mi ha fatto vedere tutto quello che aveva prodotto.
Le tematiche si sono notevolmente ampliate, dedicate alle figure femminili, alle spiagge versiliesi e al mare dove alberga con mutazioni cromatiche una perenne “vela”, ma non sono stati dimenticati quegli “angoli interni di una Versilia mitica”, tali mi piace definirli, tanti cari ad Enrico Pea, a Silvano Alessandrini, a Franco Miozzo e ad altri.
La vela per Umberto Salvatori è, in fondo, il simbolo del suo viaggio interiore, finanche la fantasia di andare oltre ma volutamente fermata da quell’innamoramento – una scelta – d’essere e di vivere in perfetta serenità nei propri amati luoghi.
Si tratta di una vela che mi ricorda alcuni ormai storici lavori di Carlo Carrà, il famoso artista che ha dedicato proprio alla Versilia indelebili sinfonie pittoriche, autentici messaggi d’amore per un Eden oggi in buona parte mutato che fortunatamente resiste nonostante l’egoismo e la grettezza di certuni.
Umberto Salvatori, dunque.
Molto interessanti, ottimamente patinate, le sue sculture raffiguranti torsi di donna: note classicheggianti ben modulate con gusto, comunque la vela, e torno per un attimo a questa sua sorta di archetipo, si ritrova incisa su tondi di terracotta e persino su una scultura di non grandi proporzioni arricchita all’intorno da improbabili creature marine.

I cieli, le barche e i blocchi di marmo sulla spiaggia, arricchiscono i suoi temi senza fronzoli, dipinti con acutezza ma in modo tale che, se lo si conosce come me e altri, è facile notarne il carattere meditativo”.
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