Le confessioni di Michel, il parrucchiere dei vip

Dai suoi atelier romani sono passati tutti: da Depp a Orsomando. Sozzani, la leggendaria direttrice di Vogue Italia, lo definì psico coiffeur. Perché guai a chiamarlo parrucchiere. Per lui la Dolce Vita non è mai finita, ricomincia ogni giorno. Michel è confessore e sacerdote di bellezza: per lui non esistono segreti. Dal tempio capitolino di via Salandra, immerso nel leopardato, alle coppie che scoppiano dice: prima dateci un taglio, poi fatevi un taglio nuovo!

Ci spieghi meglio questa sua frase…
Una volta quando stavi in crisi cambiavi il verso ai mobili, spostavi il cassettone, ma rimanevi dov’eri. Oggi cambi immagine. Sono per i capelli corti. Se no, tutte uguali: tutte fatine. Che poi diventano streghe. Tutte con le extention, coperta di Linus che non esiste più. Guardate anche Stone: fece uno 007 in sordina. Si tagliò i capelli ed esplose. Il taglio corto dichiara il lato maschile di una donna, spaventa meno.

Cosa c’è di terapeutico nel cambio di look?
Ricredere in se stessi e non essere più riconoscibili come prima con l’uomo che avevi. Una metamorfosi. Così sei pronta: quando sei troppo “si buana” dopo un po’ stufa anche il più innamorato. Non c’è nulla di maschilista. Sia chiaro. Riporto confessioni, metto in ordine fatti. E tiro le somme.

Ti sei inventato più di trent’anni fa il lavoro di psico coiffeur…
Sozzani coniò questo termine. Mi piace ancora tirar fuori il sommerso, la timorosa, la repressa. E io taglio, specie quando mi dicono che vogliono tenerseli, i mariti. Quando l’uomo cerca i capelli lunghi e la tetta, cerca la mamma. Alla lunga dalla mamma ci si allontana.

Che ne pensi dei seni ritoccati?
Non sono contrario in valore assoluto. Ma vuoi mettere l’eleganza di una seconda o di una terza naturale?+

Tra le dive di cui hai curato il look, chi è stata la più sensuale?
La Koll, l’ho cresciuta. Però devo dire una cosa: non fare mai in modo che qualcuno ti debba dire grazie.

Fine dell’amicizia?
Finì quando fece il film con Brass. Poteva fare molto di più, senza mostrare quel culo stupendo. Glielo dissi.

Cosa è cambiato?
Lei. Quelle tette enormi un po’ alla Sandrelli. Poi quando è uscita la suora laica che c’era in lei, si è fatta divorare dai sensi di colpa, e ha tagliato.

La più elegante?
Catherine Spaak. Avevamo un rapporto speciale. Era più sul maschile. Ma quando era imbarazzata si mordeva il labbro.

La più capricciosa?
Marina Ripa di Meana. Adorabile e unica: se le mettevi la ciocca a sinistra la spostava a destra.

Quella mai capita?
La Pampanini: era vecchia da giovane. Troppi corsetti, troppo travestimento. Si incazzava quando la chiamavano signora. Le chiedevano l’autografo e dicevano che era per la nonna. Andava in bestia!

La più esigente?
Anna Proclemer. Mi adorava. Altra molto esigente era la Orsomando: le triplicavo le ciocche in testa. Tra le viziate Anjelica Huston.

Quella che ti ha fatto arrabbiare, ma che ami?
Sandra Bullock, in 15 giorni a Taormina mi fece impazzire.

La più bella, in assoluto, senza fare torti a nessuno?
Monica Bellucci, che oltre che bella è divertente: da Città di Castello le è venuta la r mosciadi Parigi.

La più spettinata?
Mara Venier. Lo dico con grande amore, divertito: è Anna Magnani in versione bionda. Il più grande complimento che le potrei fare.

Quella che avrebbe bisogno di te?
Catherine Deneuve ha dei capelli splendidi che avrebbe bisogno di tagliare. State alla larga dall’effetto didietro collegiale, davanti ospedale. Poi mi piacerebbe reinventarmi un look per Maria Teresa Ruta.

Che rapporto hanno le donne di spettacolo con l’età che passa?
Terribile. Con la punturina, poi finiscono coi lifting che ti rendono irriconoscibile.

E gli uomini?
Un cantante che ho amato oggi me lo ritrovo con la bocca che arriva 15 minuti prima del resto. Alla mia età ho sempre cercato di avere le stesse rughe che aveva mio padre. Senza riuscirci!

Chi lascia il vecchio per il nuovo cosa trova?
Un nuovo vecchio. Mi ritengo davvero un uomo di fede, di poesia, ma quando le coppie di lunga data si lasciano è quasi sempre questione di sesso.

Dai suoi atelier romani sono passati tutti: da Depp a Orsomando. Sozzani, la leggendaria direttrice di Vogue Italia, lo definì psico coiffeur. Perché guai a chiamarlo parrucchiere. Per lui la Dolce Vita non è mai finita, ricomincia ogni giorno. Michel è confessore e sacerdote di bellezza: per lui non esistono segreti. Dal tempio capitolino di via Salandra, immerso nel leopardato, alle coppie che scoppiano dice: prima dateci un taglio, poi fatevi un taglio nuovo!

Ci spieghi meglio questa sua frase…
Una volta quando stavi in crisi cambiavi il verso ai mobili, spostavi il cassettone, ma rimanevi dov’eri. Oggi cambi immagine. Sono per i capelli corti. Se no, tutte uguali: tutte fatine. Che poi diventano streghe. Tutte con le extention, coperta di Linus che non esiste più. Guardate anche Stone: fece uno 007 in sordina. Si tagliò i capelli ed esplose. Il taglio corto dichiara il lato maschile di una donna, spaventa meno.

Cosa c’è di terapeutico nel cambio di look?
Ricredere in se stessi e non essere più riconoscibili come prima con l’uomo che avevi. Una metamorfosi. Così sei pronta: quando sei troppo “si buana” dopo un po’ stufa anche il più innamorato. Non c’è nulla di maschilista. Sia chiaro. Riporto confessioni, metto in ordine fatti. E tiro le somme.

Ti sei inventato più di trent’anni fa il lavoro di psico coiffeur…
Sozzani coniò questo termine. Mi piace ancora tirar fuori il sommerso, la timorosa, la repressa. E io taglio, specie quando mi dicono che vogliono tenerseli, i mariti. Quando l’uomo cerca i capelli lunghi e la tetta, cerca la mamma. Alla lunga dalla mamma ci si allontana.

Che ne pensi dei seni ritoccati?
Non sono contrario in valore assoluto. Ma vuoi mettere l’eleganza di una seconda o di una terza naturale?+

Tra le dive di cui hai curato il look, chi è stata la più sensuale?
La Koll, l’ho cresciuta. Però devo dire una cosa: non fare mai in modo che qualcuno ti debba dire grazie.

Fine dell’amicizia?
Finì quando fece il film con Brass. Poteva fare molto di più, senza mostrare quel culo stupendo. Glielo dissi.

Cosa è cambiato?
Lei. Quelle tette enormi un po’ alla Sandrelli. Poi quando è uscita la suora laica che c’era in lei, si è fatta divorare dai sensi di colpa, e ha tagliato.

La più elegante?
Catherine Spaak. Avevamo un rapporto speciale. Era più sul maschile. Ma quando era imbarazzata si mordeva il labbro.

La più capricciosa?
Marina Ripa di Meana. Adorabile e unica: se le mettevi la ciocca a sinistra la spostava a destra.

Quella mai capita?
La Pampanini: era vecchia da giovane. Troppi corsetti, troppo travestimento. Si incazzava quando la chiamavano signora. Le chiedevano l’autografo e dicevano che era per la nonna. Andava in bestia!

La più esigente?
Anna Proclemer. Mi adorava. Altra molto esigente era la Orsomando: le triplicavo le ciocche in testa. Tra le viziate Anjelica Huston.

Quella che ti ha fatto arrabbiare, ma che ami?
Sandra Bullock, in 15 giorni a Taormina mi fece impazzire.

La più bella, in assoluto, senza fare torti a nessuno?
Monica Bellucci, che oltre che bella è divertente: da Città di Castello le è venuta la r mosciadi Parigi.

La più spettinata?
Mara Venier. Lo dico con grande amore, divertito: è Anna Magnani in versione bionda. Il più grande complimento che le potrei fare.

Quella che avrebbe bisogno di te?
Catherine Deneuve ha dei capelli splendidi che avrebbe bisogno di tagliare. State alla larga dall’effetto didietro collegiale, davanti ospedale. Poi mi piacerebbe reinventarmi un look per Maria Teresa Ruta.

Che rapporto hanno le donne di spettacolo con l’età che passa?
Terribile. Con la punturina, poi finiscono coi lifting che ti rendono irriconoscibile.

E gli uomini?
Un cantante che ho amato oggi me lo ritrovo con la bocca che arriva 15 minuti prima del resto. Alla mia età ho sempre cercato di avere le stesse rughe che aveva mio padre. Senza riuscirci!

Chi lascia il vecchio per il nuovo cosa trova?
Un nuovo vecchio. Mi ritengo davvero un uomo di fede, di poesia, ma quando le coppie di lunga data si lasciano è quasi sempre questione di sesso.

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