L’isola dei legumi

di Gianluca Pascutti

Le lenticchie di Ustica sono dei piccoli legumi molto gustosi e nutrienti, una delle leccornie che questa splendida isola produce. Coltivate naturalmente senza l’utilizzo di concimi e erbicidi nel totale rispetto dell’ambiente. Seminate a gennaio, vengono raccolte nelle prime settimane di giugno dopo l’avvenuta essiccazione naturale delle piantine, senza forzature, direttamente nel campo. Fino a qualche decennio fa venivano raccolte e lavorate manualmente come nei secoli scorsi, una suggestiva operazione che impegnava intere famiglie per settimane. Schiacciate da grossi massi trainati dai muli e poi lanciate in aria con delle forche, permettendo al vento di far svolazzare la pagliuzze lasciando in terra i soli legumi. Con l’ingresso nel presidio Slow Food furono introdotte sull’isola le trebbie rendendo così meno faticoso e più rapido il raccolto. Queste lenticchie sono tenere, delicate, dal sapore intenso, ingrediente fondamentale della cucina locale, utilizzate fresche nel periodo estivo o essiccate durante tutto l’anno.

Piccole delizie

Le lenticchie di Ustica sono le più piccole d’Italia. A differenza di altre non hanno bisogno di essere messe in ammollo, la loro cottura è ridotta a circa 45 minuti partendo da acqua fredda. Si presentano di color marrone scuro con leggere sfumature verdognole. Ogni etto di lenticchie contiene 250 calorie, sono ricche di proteine, vitamine e minerali. Alleate del nostro organismo aiutano a perdere peso e abbassano la pressione sanguigna.

La zuppa di lenticchie

Ingredienti (4 pers.): lenticchie (250 g), cipolla (90 g), pomodorini (70 g),1 patata, 2 zucchine, 1 cuore di sedano, 1 carota,1 spicchio d’aglio, 5 foglie di basilico, 1 peperoncino, olio Evo, sale e pepe. Lavare le lenticchie, fare a cubetti le verdure. Mettere tutto in una casseruola con acqua fredda fino a coprire gli ingredienti. Portare a ebollizione e cuocere per 30 minuti. Aggiungere basilico, peperoncino, sale e pepe e cucinare per altri 15. Servire con crostoni di pane caldo e un giro d’olio.

di Gianluca Pascutti

Le lenticchie di Ustica sono dei piccoli legumi molto gustosi e nutrienti, una delle leccornie che questa splendida isola produce. Coltivate naturalmente senza l’utilizzo di concimi e erbicidi nel totale rispetto dell’ambiente. Seminate a gennaio, vengono raccolte nelle prime settimane di giugno dopo l’avvenuta essiccazione naturale delle piantine, senza forzature, direttamente nel campo. Fino a qualche decennio fa venivano raccolte e lavorate manualmente come nei secoli scorsi, una suggestiva operazione che impegnava intere famiglie per settimane. Schiacciate da grossi massi trainati dai muli e poi lanciate in aria con delle forche, permettendo al vento di far svolazzare la pagliuzze lasciando in terra i soli legumi. Con l’ingresso nel presidio Slow Food furono introdotte sull’isola le trebbie rendendo così meno faticoso e più rapido il raccolto. Queste lenticchie sono tenere, delicate, dal sapore intenso, ingrediente fondamentale della cucina locale, utilizzate fresche nel periodo estivo o essiccate durante tutto l’anno.

Piccole delizie

Le lenticchie di Ustica sono le più piccole d’Italia. A differenza di altre non hanno bisogno di essere messe in ammollo, la loro cottura è ridotta a circa 45 minuti partendo da acqua fredda. Si presentano di color marrone scuro con leggere sfumature verdognole. Ogni etto di lenticchie contiene 250 calorie, sono ricche di proteine, vitamine e minerali. Alleate del nostro organismo aiutano a perdere peso e abbassano la pressione sanguigna.

La zuppa di lenticchie

Ingredienti (4 pers.): lenticchie (250 g), cipolla (90 g), pomodorini (70 g),1 patata, 2 zucchine, 1 cuore di sedano, 1 carota,1 spicchio d’aglio, 5 foglie di basilico, 1 peperoncino, olio Evo, sale e pepe. Lavare le lenticchie, fare a cubetti le verdure. Mettere tutto in una casseruola con acqua fredda fino a coprire gli ingredienti. Portare a ebollizione e cuocere per 30 minuti. Aggiungere basilico, peperoncino, sale e pepe e cucinare per altri 15. Servire con crostoni di pane caldo e un giro d’olio.

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