Lo spettro di Uvalde terrorizza anche il Canada: ucciso un sospetto armato a Toronto

Il dipartimento di polizia della città canadese ha reso noto su Twitter che gli agenti sono stati chiamati a intervenire nell’area tra Marberley Crescent e Oxhorn Road, poco prima delle tredici di giovedì: secondo le forze dell’ordine vi sarebbero state numerose segnalazioni riguardanti un uomo, descritto come poco più che ventenne, che si aggirava per le strade imbracciando un fucile. Prima che il gesto di un pazzo potesse tramutarsi in tragedia come è accaduto martedì a Uvalde, in Texas, gli agenti hanno ingaggiato una sparatoria con l’uomo: lo scontro ha avuto come risultato la morte del sospetto. Diverse scuole della zona, subito dopo le prime segnalazioni, sono state chiuse in via preventiva. L’uomo, infatti, sembrava diretto alla vicina William G. Davis Junior Public School. “Voglio avvisare i cittadini che non vi è alcuna minaccia per la sicurezza pubblica”, ha detto giovedì pomeriggio il capo della polizia di Toronto James Ramer durante un briefing con i media. “Gli agenti hanno risposto immediatamente all’allarme e, per precauzione, una scuola vicina è stata chiusa. La polizia si è trovata di fronte un individuo armato ma, poiché le circostanze che sono seguite sono oggetto di un’indagine, mi è vietato discutere ulteriormente di ciò che è accaduto”. Ramer ha tuttavia confermato che l’uomo è morto. Sugli eventi indaga la Special Investigations Unit (SIU), un’agenzia indipendente che indaga sulla condotta degli agenti, soprattutto quando un’azione termina con un omicidio. “A causa della vicinanza a una scuola, capisco bene la paura e quanto traumatico questo debba essere stato per il personale, gli studenti e i genitori, visti i recenti eventi accaduti negli Stati Uniti”, ha detto Ramer. “Intensificheremo le pattuglie nell’area e continueremo a lavorare con i nostri partner scolastici e comunitari”. All’inizio di questa settimana, Salvator Ramos ha ucciso 19 studenti e due insegnanti in una scuola elementare in Texas. Adesso sui media e tra la popolazione impazzano le polemiche sui presunti ritardi nell’intervento della polizia: i genitori dei bimbi uccisi sostengono che sia addirittura trascorsa un’ora prima dell’uccisione del killer. Orario che sembra essere stato confermato anche dagli organi di polizia. È ovvio, dunque, che quanto successo negli Stati Uniti stia avendo un’eco anche in Canada. Ramer ha detto che non è ancora chiaro cosa sia successo a Toronto: “Non ipotizzo e suggerisco che sia qualcosa di simile a quello che è successo negli Usa. Ma diciamoci la verità, come dipartimento non possiamo che essere sensibili a questi eventi. Monitoriamo continuamente quanto accade nelle altre nazioni e lavoriamo per intraprendere un’azione proattiva”. I residenti della zona, riporta Global News, asseriscono che il loro è sempre stato un quartiere tranquillo e si dicono scioccati dal pensiero che qualcosa del genere possa accadere sotto i loro occhi. Un passante ha dichiarato di aver visto il sospetto: “Aveva solo un fucile, sembrava un’arma con una specie di mirino, e camminava tenendola sopra la spalla, andando avanti e indietro”, dice l’uomo. “Gli ero passato accanto e sono tornato indietro per vedere meglio: è stato allora che ho deciso di correre verso la scuola dei miei figli per dire a tutti di mettersi al riparo. Sono ancora scioccato da quanto accaduto, ma ora sono solo felice che tutti siano al sicuro. Questa è la cosa più importante”.

Ilaria Paoletti

Il dipartimento di polizia della città canadese ha reso noto su Twitter che gli agenti sono stati chiamati a intervenire nell’area tra Marberley Crescent e Oxhorn Road, poco prima delle tredici di giovedì: secondo le forze dell’ordine vi sarebbero state numerose segnalazioni riguardanti un uomo, descritto come poco più che ventenne, che si aggirava per le strade imbracciando un fucile. Prima che il gesto di un pazzo potesse tramutarsi in tragedia come è accaduto martedì a Uvalde, in Texas, gli agenti hanno ingaggiato una sparatoria con l’uomo: lo scontro ha avuto come risultato la morte del sospetto. Diverse scuole della zona, subito dopo le prime segnalazioni, sono state chiuse in via preventiva. L’uomo, infatti, sembrava diretto alla vicina William G. Davis Junior Public School. “Voglio avvisare i cittadini che non vi è alcuna minaccia per la sicurezza pubblica”, ha detto giovedì pomeriggio il capo della polizia di Toronto James Ramer durante un briefing con i media. “Gli agenti hanno risposto immediatamente all’allarme e, per precauzione, una scuola vicina è stata chiusa. La polizia si è trovata di fronte un individuo armato ma, poiché le circostanze che sono seguite sono oggetto di un’indagine, mi è vietato discutere ulteriormente di ciò che è accaduto”. Ramer ha tuttavia confermato che l’uomo è morto. Sugli eventi indaga la Special Investigations Unit (SIU), un’agenzia indipendente che indaga sulla condotta degli agenti, soprattutto quando un’azione termina con un omicidio. “A causa della vicinanza a una scuola, capisco bene la paura e quanto traumatico questo debba essere stato per il personale, gli studenti e i genitori, visti i recenti eventi accaduti negli Stati Uniti”, ha detto Ramer. “Intensificheremo le pattuglie nell’area e continueremo a lavorare con i nostri partner scolastici e comunitari”. All’inizio di questa settimana, Salvator Ramos ha ucciso 19 studenti e due insegnanti in una scuola elementare in Texas. Adesso sui media e tra la popolazione impazzano le polemiche sui presunti ritardi nell’intervento della polizia: i genitori dei bimbi uccisi sostengono che sia addirittura trascorsa un’ora prima dell’uccisione del killer. Orario che sembra essere stato confermato anche dagli organi di polizia. È ovvio, dunque, che quanto successo negli Stati Uniti stia avendo un’eco anche in Canada. Ramer ha detto che non è ancora chiaro cosa sia successo a Toronto: “Non ipotizzo e suggerisco che sia qualcosa di simile a quello che è successo negli Usa. Ma diciamoci la verità, come dipartimento non possiamo che essere sensibili a questi eventi. Monitoriamo continuamente quanto accade nelle altre nazioni e lavoriamo per intraprendere un’azione proattiva”. I residenti della zona, riporta Global News, asseriscono che il loro è sempre stato un quartiere tranquillo e si dicono scioccati dal pensiero che qualcosa del genere possa accadere sotto i loro occhi. Un passante ha dichiarato di aver visto il sospetto: “Aveva solo un fucile, sembrava un’arma con una specie di mirino, e camminava tenendola sopra la spalla, andando avanti e indietro”, dice l’uomo. “Gli ero passato accanto e sono tornato indietro per vedere meglio: è stato allora che ho deciso di correre verso la scuola dei miei figli per dire a tutti di mettersi al riparo. Sono ancora scioccato da quanto accaduto, ma ora sono solo felice che tutti siano al sicuro. Questa è la cosa più importante”.

Ilaria Paoletti

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