L’Ue apra gli occhi: l’unica regola di Trump è che non ci sono regole
Donald Trump ha svuotato i consessi internazionali uno dopo l’altro, dall’Onu alla Nato (ora tocca a Davos), trattandoli come orpelli di un ordine che non riconosce più (e forse sorpassato dagli eventi). La sua politica estera procede per atti unilaterali, annunci improvvisi e rapporti di forza espliciti.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Washington agisce in totale autonomia e, almeno per ora, senza reali contrappesi. Né Mosca né Pechino sembrano intenzionate a sfidare apertamente questa postura, preferendo prendere tempo. In questo scenario, l’Unione europea è definitivamente marginalizzata. Priva di una voce unica e incapace di azioni che possano avere un peso reale, si rifugia nel richiamo alle regole. Ma l’appello al diritto internazionale (rispettato dai deboli e violato dai forti) alla luce dei fatti diventa esercizio sterile. Ancora più deleterio è rispondere alla minaccia dei dazi Usa con controdazi Ue.
Oggi gli States dettano il ritmo, gli altri inseguono. Continuare a fingere che l’ordine multilaterale funzioni come prima significa condannarsi all’irrilevanza: l’Ue apra gli occhi.
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