Lula e Rosangela: dal carcere al “sì”

Un evento sfarzoso e blindatissimo: così è stato da più parti descritto il matrimonio di Luiz Inacio Lula con la sociologa Rosangela da Silva, conosciuta dall’ex presidente brasiliano mentre era detenuto nel carcere di Curitiba, nel sud del Brasile.
Celebrata pochi giorni fa (18 maggio) in un locale di lusso a San Paolo, la cerimonia si è svolta alla presenza di un parterre di circa 200 invitati altamente selezionati: tra loro Dilma Rousseff (anche lei ex presidente) e Geraldo Akckmin, un tempo acerrimo nemico (politico) di Lula e oggi suo numero due.
Lo sposo, 76 anni, tra circa sei mesi correrà contro Jair Bolsonaro per cercare di ottenere un terzo mandato presidenziale. E sono in molti a pensare che il matrimonio sia anche una mossa politica del leader della sinistra carioca per presentarsi all’elettorato brasiliano come una figura più dolce e amorevole rispetto all’atteggiamento aggressivo del suo avversario Bolsonaro. Una sorta di “captatio benevolentiae” degli elettori dunque, che Lula ha messo in atto probabilmente d’accordo con la moglie cinquantacinquenne, già molto ascoltata ed influente. E anche se non mancano già da ora le polemiche sulla cerimonia, secondo alcuni troppo sfarzosa per chi si propone come rappresentante delle istanze del popolo, quella di sposarsi potrebbe per Lula rivelarsi la mossa giusta.
L’ex presidente, al governo tra il 2003 e il 2010, è stato processato e condannato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta “Lava Jato”, la Mani pulite brasiliana. Proprio in carcere, come accennato, Lula ha conosciuto l’attuale moglie (la terza) che, anche lei militante del Partito dei lavoratori, è andata spessissimo a fargli visita.
Ora, terminata la vicenda politico-giudiziaria, Lula (noto alle cronache italiane per la vicenda legata alla ritardata consegna al nostro Paese del terrorista Battisti) è pronto a tornare alla ribalta nella scena politica con al fianco la nuova moglie. Prima serratissima battaglia, che si annuncia particolarmente difficile, quella contro Bolsonaro, dato in ripresa nei sondaggi.

Un evento sfarzoso e blindatissimo: così è stato da più parti descritto il matrimonio di Luiz Inacio Lula con la sociologa Rosangela da Silva, conosciuta dall’ex presidente brasiliano mentre era detenuto nel carcere di Curitiba, nel sud del Brasile.
Celebrata pochi giorni fa (18 maggio) in un locale di lusso a San Paolo, la cerimonia si è svolta alla presenza di un parterre di circa 200 invitati altamente selezionati: tra loro Dilma Rousseff (anche lei ex presidente) e Geraldo Akckmin, un tempo acerrimo nemico (politico) di Lula e oggi suo numero due.
Lo sposo, 76 anni, tra circa sei mesi correrà contro Jair Bolsonaro per cercare di ottenere un terzo mandato presidenziale. E sono in molti a pensare che il matrimonio sia anche una mossa politica del leader della sinistra carioca per presentarsi all’elettorato brasiliano come una figura più dolce e amorevole rispetto all’atteggiamento aggressivo del suo avversario Bolsonaro. Una sorta di “captatio benevolentiae” degli elettori dunque, che Lula ha messo in atto probabilmente d’accordo con la moglie cinquantacinquenne, già molto ascoltata ed influente. E anche se non mancano già da ora le polemiche sulla cerimonia, secondo alcuni troppo sfarzosa per chi si propone come rappresentante delle istanze del popolo, quella di sposarsi potrebbe per Lula rivelarsi la mossa giusta.
L’ex presidente, al governo tra il 2003 e il 2010, è stato processato e condannato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta “Lava Jato”, la Mani pulite brasiliana. Proprio in carcere, come accennato, Lula ha conosciuto l’attuale moglie (la terza) che, anche lei militante del Partito dei lavoratori, è andata spessissimo a fargli visita.
Ora, terminata la vicenda politico-giudiziaria, Lula (noto alle cronache italiane per la vicenda legata alla ritardata consegna al nostro Paese del terrorista Battisti) è pronto a tornare alla ribalta nella scena politica con al fianco la nuova moglie. Prima serratissima battaglia, che si annuncia particolarmente difficile, quella contro Bolsonaro, dato in ripresa nei sondaggi.

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