L’Uomo Gatto e gli altri tedofori: quando la notorietà prende il posto del merito olimpico
Vi ricordate dell’Uomo Gatto, al secolo Gabriele Sbattella, protagonista di una breve stagione di notorietà grazie a un quiz televisivo? Quei famosi quindici minuti di celebrità che, a quanto pare, possono tornare utili. In questi giorni Sbattella è infatti riapparso sulle cronache per essere stato scelto come tedoforo delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
La sua presenza ha acceso polemiche sui media e sui social, ma è solo una delle opinabili scelte fatte: ex miss Italia, influencer più o meno noti, attrici e registi hanno occupato un ruolo che molti si aspettavano fosse riservato ad atleti, ex campioni e medaglie olimpiche. L’Uomo Gatto è diventato il simbolo di una decisione giudicata grottesca, ma il problema non è lui. Il nodo vero è il criterio: chi rappresenta lo sport italiano? Perché è oggettivamente difficile sostenere che un influencer o un volto dello spettacolo incarnino il senso delle Olimpiadi.
Da questo punto di vista, le differenze fra l’ex concorrente del quiz e un Gazzoli o una Colombari sono minime: tutti arruolati secondo criteri che poco hanno a che fare col merito sportivo o con qualsiasi altro valore identitario legato all’evento. Sulla vicenda sono intervenuti i ministri Matteo Salvini e Andrea Abodi, che hanno convocato una videocall con i soggetti coinvolti nell’ organizzazione dei Giochi per “fare chiarezza su scelte che lasciano fortemente perplessi”.
A fare da contrappunto, la risposta del presidente della Fondazione Milano Cortina, che ha rivendicato la correttezza delle scelte, che nessun atleta verrà escluso e che il progetto della fiamma è pensato per coinvolgere tutti, nel rispetto dei ruoli e delle competenze. Ma il tedoforo non è un figurante qualunque. È un simbolo e privilegiare altri criteri rispetto al merito significa lanciare un messaggio chiaro: conta più essere visibili che aver dedicato anni allo sport. In un Paese che fatica a investire su sport di base e impianti, i simboli non risolvono i problemi, ma li rivelano. E quando fanno così rumore, significa che hanno toccato un nervo scoperto.
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