Ma dovrebbero sfilare con la foto di Berlusconi

Propongo ai pacifisti che scendono in piazza domani di farlo innalzando fotografie di Silvio Berlusconi e in particolare quelle di Pratica di Mare di venti anni fa. Il vero pacifista è proprio lui, più di loro. Tornano le manifestazioni per la pace. Un po’ ci mancavano. Ricordiamo molti anni fa le bandiere multicolori che venivano in alcuni casi anche esposte alle finestre. Non sempre le marce della pace hanno ottenuto risultati. Spesso sono state unilaterali. Ricordiamo marce della pace contro i missili che gli Stati Uniti per fortuna misero in Occidente portando l’Unione Sovietica al crollo e alla resa, ma non vedemmo marce della pace contro le minacce del Patto di Varsavia al mondo libero. Ma si sa. Si è pacifisti in genere a senso unico. Fu anche coniato il termine polemico dei “pacifinti”. Ma io invece reputo utili le iniziative di questi giorni e anche le manifestazioni di domani. Saranno anche unilaterali, saranno promosse solo da alcune forze politiche, eviteranno simboli di partito ma saranno comunque guidate da partiti, ma ben venga una riflessione su quanto sta accadendo nel cuore dell’Europa. La Russia ha aggredito l’Ucraina. Non ci sono dubbi. Il mondo occidentale ha giustamente sostenuto l’Ucraina e ha mandato aiuti di ogni tipo, anche armi. Sono stato relatore in Senato del primo decreto di aiuti all’Ucraina, comprese le armi, e quindi ho sostenuto con convinzione la decisione. Oggi una riflessione a livello internazionale si impone. Ma rilevo una ipocrisia. Quando Berlusconi apre questo dibattito viene aggredito. Quando altri fanno le iniziative per la pace bisogna applaudirli. Ma l’obiettivo in realtà è lo stesso. Passare dal massacro degli ucraini a un momento di dialogo e di confronto. Anche la latitanza europea ha lasciato dei vuoti. L’atteggiamento americano e la debolezza di Biden hanno determinato altre conseguenze negative. Sono apparsi più attivi perfino i turchi, che sono riusciti a realizzare un accordo sul grano e si muovono con uno spirito nostalgico dei tempi dell’Impero Ottomano. Ovviamente per negoziare bisogna che prima ci sia il cessate il fuoco da parte dei russi. Non si può trattare mentre i missili massacrano gli ucraini. Ma a questo si deve arrivare. Uno spiraglio va individuato. La prosecuzione della guerra non solo comporta il massacro degli ucraini, intollerabile e inaccettabile, ma determina conseguenze nefaste per tutte le economie mondiali, compresa quella italiana. Che in quei territori si combatta è una verità amara da secoli. Per la Crimea si combatteva anche a metà dell’ottocento, Cavour mandó i bersaglieri del Regno di Piemonte da affiancare gli inglesi e i francesi. La controparte era la Russia degli Zar. Il conflitto era scoppiato anche prima ed è proseguito anche dopo. Non bisogna rassegnarsi a questo e bisogna auspicare la pace. Ma anche con un negoziato realistico. Ed per questo propongo ai pacifisti una riflessione sui tempi di Pratica di Mare, quando vent’anni fa Berlusconi Presidente del Consiglio mise intorno ad un tavolo, nella località sulle coste laziali, russi e americani, l’oriente e l’occidente. Berlusconi dialogava con Putin ma anche con Gheddafi. Poi quella politica non è stata proseguita e in Libia al posto di Gheddafi, ucciso al termine della guerra, abbiamo due, tre Gheddafi, con i quali è impossibile dialogare. Putin invece di essere attratto nell’orbita dell’Occidente ha ripreso le antiche pulsioni russe degli Zar e poi dell’Unione Sovietica, ed invade le terre confinanti. I fautori della pace di marcino issando cartelloni con l’effigie di Silvio Berlusconi. Il vero pacifista è lui. Va ascoltato, rispettato e seguito. Il mondo sarebbe migliore.

Propongo ai pacifisti che scendono in piazza domani di farlo innalzando fotografie di Silvio Berlusconi e in particolare quelle di Pratica di Mare di venti anni fa. Il vero pacifista è proprio lui, più di loro. Tornano le manifestazioni per la pace. Un po’ ci mancavano. Ricordiamo molti anni fa le bandiere multicolori che venivano in alcuni casi anche esposte alle finestre. Non sempre le marce della pace hanno ottenuto risultati. Spesso sono state unilaterali. Ricordiamo marce della pace contro i missili che gli Stati Uniti per fortuna misero in Occidente portando l’Unione Sovietica al crollo e alla resa, ma non vedemmo marce della pace contro le minacce del Patto di Varsavia al mondo libero. Ma si sa. Si è pacifisti in genere a senso unico. Fu anche coniato il termine polemico dei “pacifinti”. Ma io invece reputo utili le iniziative di questi giorni e anche le manifestazioni di domani. Saranno anche unilaterali, saranno promosse solo da alcune forze politiche, eviteranno simboli di partito ma saranno comunque guidate da partiti, ma ben venga una riflessione su quanto sta accadendo nel cuore dell’Europa. La Russia ha aggredito l’Ucraina. Non ci sono dubbi. Il mondo occidentale ha giustamente sostenuto l’Ucraina e ha mandato aiuti di ogni tipo, anche armi. Sono stato relatore in Senato del primo decreto di aiuti all’Ucraina, comprese le armi, e quindi ho sostenuto con convinzione la decisione. Oggi una riflessione a livello internazionale si impone. Ma rilevo una ipocrisia. Quando Berlusconi apre questo dibattito viene aggredito. Quando altri fanno le iniziative per la pace bisogna applaudirli. Ma l’obiettivo in realtà è lo stesso. Passare dal massacro degli ucraini a un momento di dialogo e di confronto. Anche la latitanza europea ha lasciato dei vuoti. L’atteggiamento americano e la debolezza di Biden hanno determinato altre conseguenze negative. Sono apparsi più attivi perfino i turchi, che sono riusciti a realizzare un accordo sul grano e si muovono con uno spirito nostalgico dei tempi dell’Impero Ottomano. Ovviamente per negoziare bisogna che prima ci sia il cessate il fuoco da parte dei russi. Non si può trattare mentre i missili massacrano gli ucraini. Ma a questo si deve arrivare. Uno spiraglio va individuato. La prosecuzione della guerra non solo comporta il massacro degli ucraini, intollerabile e inaccettabile, ma determina conseguenze nefaste per tutte le economie mondiali, compresa quella italiana. Che in quei territori si combatta è una verità amara da secoli. Per la Crimea si combatteva anche a metà dell’ottocento, Cavour mandó i bersaglieri del Regno di Piemonte da affiancare gli inglesi e i francesi. La controparte era la Russia degli Zar. Il conflitto era scoppiato anche prima ed è proseguito anche dopo. Non bisogna rassegnarsi a questo e bisogna auspicare la pace. Ma anche con un negoziato realistico. Ed per questo propongo ai pacifisti una riflessione sui tempi di Pratica di Mare, quando vent’anni fa Berlusconi Presidente del Consiglio mise intorno ad un tavolo, nella località sulle coste laziali, russi e americani, l’oriente e l’occidente. Berlusconi dialogava con Putin ma anche con Gheddafi. Poi quella politica non è stata proseguita e in Libia al posto di Gheddafi, ucciso al termine della guerra, abbiamo due, tre Gheddafi, con i quali è impossibile dialogare. Putin invece di essere attratto nell’orbita dell’Occidente ha ripreso le antiche pulsioni russe degli Zar e poi dell’Unione Sovietica, ed invade le terre confinanti. I fautori della pace di marcino issando cartelloni con l’effigie di Silvio Berlusconi. Il vero pacifista è lui. Va ascoltato, rispettato e seguito. Il mondo sarebbe migliore.

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