Economia

Manifattura: così Italia e Spagna salvano l’Ue

di Giovanni Vasso -


Fermi tutti: la manifattura del nostro Paese è uscita dalla recessione e, insieme alla Spagna, l’Italia è l’unica, delle prime quattro potenze economiche della Ue, a poter gonfiare il petto d’orgoglio guardando al futuro con maggiore ottimismo. Questa volta, le buone notizie arrivano dall’indice Pmi Hcob Manufacturing Purchasing Managers’ Index di Standard & Poor’s che, a marzo scorso, ha segnato un valore pari a 50,4 punti, in salita rispetto ai 48,7 registrati a febbraio. Superare l’asticella dei 50 punti rappresenta il confine tra la contrazione e l’espansione. L’Italia è tornata, giusto un anno dopo l’ultima volta, a sorridere. Cosa che, invece, non possono fare le due potenze trainanti dell’economia europea. La Francia e la Germania. Parigi, rispetto a Berlino, sta giusto un po’ meglio. Se la manifattura tedesca precipita a 41,9 punti, quella francese si stabilizza a 46,2. Entrambi i dati, rispetto al mese precedente, sono in discesa. Però, per l’economia transalpina, la contrazione è più pesante dal momento che s’è perso per strada quasi un punto. Festeggia la Spagna che vola oltre i 51 punti. Senza la performance dell’Italia e della stessa Spagna, l’indice della manifattura dell’Eurozona sarebbe precipitato sotto la soglia del 46,1. Un dato che, a una prima lettura, sembra deprimente ma che nasconde come le aspettative fossero addirittura peggiori. Gli analisti, infatti, attendevano un ben più striminzito 45,7. Fuori dall’Ue, la Gran Bretagna dà segnali di risveglio con un indice manifatturiero che scavalla la soglia fatidica e raggiunge quota 50,3.


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