Mattarella contro “i cesari tiranni”: una risposta a Trump
Le parole del Capo dello Stato non lo nominano mai ma parlano di lui e a lui in ogni sillaba
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'Università di Firenze
In un clima mondiale dominato dalla forza delle armi, a Firenze in occasione della laurea honoris causa consegnatagli dall’Università, le parole di Sergio Mattarella non non nominano mai Donald Trump ma parlano di lui e a lui in ogni sillaba.
Mattarella risponde a Trump
La difesa dell’ordine multilaterale contro l’arbitrio. “Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale… La pretesa, infatti, è di agire al di fuori delle regole degli Stati e di organismi sovranazionali”. Un colpo al cuore della strategia America first con lo smantellamento dei trattati e il disprezzo per organismi come l’Onu o la Nato.
Il presidente avverte che “erodere la sovranità” degli organismi internazionali non porta libertà, ma un caos dove a vincere è solo il più forte. Un richiamo diretto a ciò che in molti continuano ad aspirare per l’Europa. Restare uniti è l’unico modo per non essere travolti da chi vuole riscrivere le regole del mondo a colpi di dazi e tweet.
L’allarme
“Non permettiamo la regressione alla tirannide cesarista”. Forse, la frase più forte e “politica”. In un’epoca di leader carismatici che invocano il rapporto diretto con il popolo per scavalcare pesi e contrappesi istituzionali, il Capo dello Stato dice no al “checks and balances”.
E mette in guardia dal rischio autoritario. Il riferimento al “cesarismo”, la foto perfetta della tendenza a una democrazia illiberale dove il comando di un solo uomo prevale sulle istituzioni democratiche.
Anche dai nuovi padroni del mondo nel tech e la finanza, per lui, bisogna guardarsi. “I protagonisti degli scenari globali… sono soggetti tecnologici e finanziari. Sovente vi si fondono i due aspetti”. Mattarella punta il dito contro quel “mondo forzato” dove non sono solo le armi a dettare legge, ma i giganti del tech, spesso vicini alla nuova amministrazione Usa.
È una critica a un potere che non risponde a nessun elettore e che usa l’intelligenza artificiale e il controllo dei dati come nuovi strumenti di egemonia, trasformando i cittadini in semplici utenti da manipolare.
Il diritto internazionale
Mattarella ricorda i Padri Costituenti e sottolinea che la democrazia nasce dal dialogo e dal “non possedere verità assolute”. In un momento in cui la trasformazione del mondo viene “forzata in nome delle armi”, le oppone la “fatica della mediazione”.
Da Firenze, un messaggio chiaro: l’Italia e l’Europa non possono accettare un ordine mondiale basato sulla sopraffazione. Contro i dazi, l’isolazionismo e il ritorno dei “cesari”, la risposta del Quirinale è il primato del diritto internazionale.
Torna alle notizie in home