Maturità, la protesta degli studenti

Non si è fatta attendere la reazione degli studenti all’annuncio del Ministro dell’Istruzione, Bianchi, sul ripristino delle prove scritte al prossimo esame di maturità. Una levata di scudi unanime da parte delle associazioni studentesche, che puntano l’indice contro le decisioni del titolare del Dicastero, colpevole, a loro dire, di non aver tenuto conto del biennio trascorso tra lockdown e dad e della situazione attuale, che fa registrare ancora una grande quantità di contagi e una conseguente situazione di disagio per l’organizzazione didattica.

E’ soprattutto il tentativo di tornare alla “normalità”, anche se graduale, manifestato da Bianchi ad entrare nel mirino degli studenti, che considerano assurdo parlare di normalità in tempi come questi e minacciano uno sciopero per il prossimo 4 febbraio.

In questa vicenda gli alunni sono spalleggiati anche dai presidi, per i quali pure l’annuncio del Ministero è considerato fuori luogo. Lo fa presente il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli. “Negli ultimi due anni non abbiamo fatto scritti, il ritorno alla normalità deve essere graduale. In fondo quest’anno vanno a sostenere la maturità dei ragazzi che hanno avuto problemi per tre anni di seguito poiché si sono fatti tutto il triennio con la pandemia”.

La soluzione, sostiene Giannelli, ci sarebbe: “Piuttosto che reintrodurre la seconda prova scritta, avrei optato per un solo scritto e un colloquio orale basato sulla presentazione di una tesina, così come è stato fatto negli ultimi due anni”.

Non si è fatta attendere la reazione degli studenti all’annuncio del Ministro dell’Istruzione, Bianchi, sul ripristino delle prove scritte al prossimo esame di maturità. Una levata di scudi unanime da parte delle associazioni studentesche, che puntano l’indice contro le decisioni del titolare del Dicastero, colpevole, a loro dire, di non aver tenuto conto del biennio trascorso tra lockdown e dad e della situazione attuale, che fa registrare ancora una grande quantità di contagi e una conseguente situazione di disagio per l’organizzazione didattica.

E’ soprattutto il tentativo di tornare alla “normalità”, anche se graduale, manifestato da Bianchi ad entrare nel mirino degli studenti, che considerano assurdo parlare di normalità in tempi come questi e minacciano uno sciopero per il prossimo 4 febbraio.

In questa vicenda gli alunni sono spalleggiati anche dai presidi, per i quali pure l’annuncio del Ministero è considerato fuori luogo. Lo fa presente il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli. “Negli ultimi due anni non abbiamo fatto scritti, il ritorno alla normalità deve essere graduale. In fondo quest’anno vanno a sostenere la maturità dei ragazzi che hanno avuto problemi per tre anni di seguito poiché si sono fatti tutto il triennio con la pandemia”.

La soluzione, sostiene Giannelli, ci sarebbe: “Piuttosto che reintrodurre la seconda prova scritta, avrei optato per un solo scritto e un colloquio orale basato sulla presentazione di una tesina, così come è stato fatto negli ultimi due anni”.

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