L'appuntamento a Palazzo Chigi. In agenda il nodo degli approvvigionamenti e gli aiuti a famiglie e imprese
Meloni vede Eni e Snam. Un incontro a Palazzo Chigi per fare il punto della situazione. Se la guerra non è solo missili e bombe, la sicurezza non può essere affidata esclusivamente agli ombrelli atomici né alle armi. L’elefante nella stanza, oggi più che mai, è la bolletta. Il prezzo dell’energia. Che corre e non accenna nemmeno a fingere di dar respiro e requie ai cittadini. Che rischiano di dover pagare il conto del conflitto tra Iran da una parte e Usa e Israele dall’altra. Giorgia Meloni, per queste ragioni, ha avuto un incontro ieri con gli amministratori delegati di Eni e Snam, rispettivamente Claudio Descalzi e Agostino Scornajenchi. Il summit si è reso necessario per fare il punto della situazione a proposito della situazione energetica nazionale. Per capire se gli approvvigionamenti, con lo Stretto di Hormuz chiuso, sono sicuri e affidabili. Sul tavolo, però, c’era pure la questione delle (eventuali) misure di sostegno alle famiglie e alle imprese. Per farle, il governo ha bisogno della collaborazione delle aziende nazionali del comparto energetico. Soldi ce ne sono pochi e Bruxelles, anzi la Bce, non sarebbe così felice di avallare quelli che riterrebbe sussidi in grado di far alzare l’inflazione. Che fare? Sul piatto c’è il decreto bollette, di fresca approvazione. Che potrebbe subire ulteriori modifiche. Il dibattito politico è avviato, ora la palla è nel campo del governo: il rischio è trovarsi di fronte a una nuova (e forse più esiziale) crisi energetica. Uno scenario di fronte al quale Meloni, insieme a Eni e Snam, vuol farsi trovare preparata.