Meloni-Macron, tregua al telefono prove di alleanza per contrastare Berlino

Meloni e Macron tornano a parlarsi. Per farlo, hanno scelto il luogo neutro per eccellenza: il telefono. La premier italiana e il presidente francese hanno riannodato i fili di un confronto che aveva subito una scossa profonda, mesi fa, dopo le decisioni di Roma sul tema migranti che avevano fatto infuriare Parigi. Non è dato sapere chi ha chiamato chi, si sa, invece, quello che si sono detti. Meloni e Macron hanno parlato dei “principali temi al centro dell’agenda europea e internazionale”, come ha spiegato una nota diramata da Palazzo Chigi.
In particolare, la premier italiana e il presidente francese si sono confrontati sull’Ucraina e sul futuro del tessuto produttivo e industriale europeo. Ovviamente, Meloni e Macron non hanno finto che nulla fosse accaduto tra loro. E hanno parlato anche di migranti e di strategie di contenimento. La nota ufficiale racconta che “è stata ribadita la volontà di garantire il pieno sostegno all’Ucraina e l’urgenza di individuare a livello europeo soluzioni efficaci per sostenere la competitività delle imprese europee”. Tra le righe, si legge l’ipotesi di un’alleanza (o quantomeno di un’intesa) tra Francia e Italia sul tema della replica europea all’Ira americana. Se è vero che le economie italiana e francese sono molto più interconnesse di quanto si pensi, lo è altrettanto che il tema della revisione delle regole sugli aiuti di Stato può dare alla Germania molta più forza di quanta ne avrebbero gli altri Paesi. Non fosse altro che per lo spazio fiscale e la profondità di bilancio che Berlino, a differenza di Roma e in un certo senso anche di Parigi, può mettere in campo.
Una parte importante del confronto telefonico è stata sull’argomento che li aveva fatti litigare tempo fa e che aveva rotto quello che sembrava un (apparente) asse nascente tra le due nazioni latine. La presidente italiana e quello francese hanno convenuto sul fatto che “per contrastare l’immigrazione illegale attraverso un effettivo controllo delle frontiere esterne dell’Unione europea”. Insomma, l’Ue deve iniziare a prendere sul serio quello che accade nel Mediterraneo e a far sentire la sua presenza, dando concretezza alle parole e agli accordi che da anni si ascoltano su uno degli argomenti più sensibili. Giorgia ed Emmanuel ci hanno preso gusto, forse hanno trovato anche una quadra e così “hanno concordato di continuare a confrontarsi su queste tematiche largamente condivise”.
Meloni e Macron tornano a parlarsi. Per farlo, hanno scelto il luogo neutro per eccellenza: il telefono. La premier italiana e il presidente francese hanno riannodato i fili di un confronto che aveva subito una scossa profonda, mesi fa, dopo le decisioni di Roma sul tema migranti che avevano fatto infuriare Parigi. Non è dato sapere chi ha chiamato chi, si sa, invece, quello che si sono detti. Meloni e Macron hanno parlato dei “principali temi al centro dell’agenda europea e internazionale”, come ha spiegato una nota diramata da Palazzo Chigi.
In particolare, la premier italiana e il presidente francese si sono confrontati sull’Ucraina e sul futuro del tessuto produttivo e industriale europeo. Ovviamente, Meloni e Macron non hanno finto che nulla fosse accaduto tra loro. E hanno parlato anche di migranti e di strategie di contenimento. La nota ufficiale racconta che “è stata ribadita la volontà di garantire il pieno sostegno all’Ucraina e l’urgenza di individuare a livello europeo soluzioni efficaci per sostenere la competitività delle imprese europee”. Tra le righe, si legge l’ipotesi di un’alleanza (o quantomeno di un’intesa) tra Francia e Italia sul tema della replica europea all’Ira americana. Se è vero che le economie italiana e francese sono molto più interconnesse di quanto si pensi, lo è altrettanto che il tema della revisione delle regole sugli aiuti di Stato può dare alla Germania molta più forza di quanta ne avrebbero gli altri Paesi. Non fosse altro che per lo spazio fiscale e la profondità di bilancio che Berlino, a differenza di Roma e in un certo senso anche di Parigi, può mettere in campo.
Una parte importante del confronto telefonico è stata sull’argomento che li aveva fatti litigare tempo fa e che aveva rotto quello che sembrava un (apparente) asse nascente tra le due nazioni latine. La presidente italiana e quello francese hanno convenuto sul fatto che “per contrastare l’immigrazione illegale attraverso un effettivo controllo delle frontiere esterne dell’Unione europea”. Insomma, l’Ue deve iniziare a prendere sul serio quello che accade nel Mediterraneo e a far sentire la sua presenza, dando concretezza alle parole e agli accordi che da anni si ascoltano su uno degli argomenti più sensibili. Giorgia ed Emmanuel ci hanno preso gusto, forse hanno trovato anche una quadra e così “hanno concordato di continuare a confrontarsi su queste tematiche largamente condivise”.
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