Milano-Cortina, Olimpiadi alla prova della sicurezza
Un piano straordinario per una giornata-evento straordinaria. Ieri sera, in una Milano in grande spolvero, si sono aperti ufficialmente i giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Una giornata intensa per il capoluogo lombardo che si è svegliato con il rumore dei passi della fiamma olimpica ed è andata a dormire sotto le luci di San Siro. In mezzo, una città che cambia volto e si mette in posa.
L’inaugurazione delle Olimpiadi invernali non è solo l’avvio di un grande evento sportivo, ma un test di tenuta per una metropoli che da giorni vive in assetto straordinario. Festa e allerta, celebrazione e controllo. In ogni caso, istituzioni locali e nazionali hanno un mantra comune: nulla deve andare storto. L’apparato di sicurezza messo in campo è imponente e visibile, pensato per reggere una pressione eccezionale e prolungata. Oltre seimila unità di rinforzo affiancano le forze dell’ordine locali, in un sistema che coinvolge uomini, mezzi, tecnologie e cooperazione internazionale. Un dispositivo costruito per funzionare in modo capillare su territori diversi, dalle metropoli alle valli alpine, e capace di adattarsi a scenari in continua evoluzione.
Milano-Cortina alla prova: sicurezza e misure
La città, però, non è solo vetrina. Mentre i leader politici, i capi di Stato e i grandi sponsor si muovono tra cerimonie ufficiali e incontri riservati, Milano mostra anche le sue crepe: le proteste, annunciate, accompagnano l’avvio dei Giochi. L’occupazione del Palasharp, simbolo di un patrimonio pubblico abbandonato, e le manifestazioni studentesche contro la presenza dell’Ice americana raccontano la protesta che usa l’Olimpiade come megafono. Proprio per questo il tema della sicurezza non è rimasto confinato ai perimetri degli impianti sportivi. Il modello adottato è quello delle aree concentriche, con livelli di controllo crescenti, accessi regolati, presidi permanenti.
La prevenzione non riguarda solo l’ordine pubblico tradizionale, ma anche le frontiere, la mobilità, la rete informatica. Perché il rischio è sì fisico, ma anche digitale, verso infrastrutture critiche. Il cuore del dispositivo batte in una rete di sale operative interconnesse, dove si incrociano informazioni, segnalazioni e decisioni in tempo reale. È qui che si gioca la partita più delicata: garantire sicurezza senza trasformare la città in una zona d’eccezione permanente. Una sfida resa ancora più complessa dalla presenza di decine di delegazioni straniere e di personalità di primo piano, che richiedono livelli di protezione elevatissimi. In questo scenario si inserisce anche il momento istituzionale più alto, con l’apertura di Casa Italia alla Triennale di Milano alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un gesto carico di simboli, che richiama l’idea di unità nazionale e di orgoglio collettivo. L’Italia che si racconta al mondo attraverso lo sport, l’efficienza organizzativa e la capacità di fare sistema.
Lo sport oltre tutto
Milano-Cortina parte dunque così: con una cerimonia che celebra lo sport e una città che si muove sotto sorveglianza rafforzata. Il tutto in un contesto – soprattutto politico ma anche sociale – impregnato dal nuovo pacchetto sicurezza varato in Cdm che amplia strumenti di prevenzione e controllo, dalle zone rosse alle misure contro il porto di armi bianche. Un passaggio che trova nelle Olimpiadi una sorta di banco di prova anticipato.
La polemica Ghali
A scaldare ulteriormente il clima dell’antivigilia olimpica, è arrivata anche la polemica legata alla presenza di Ghali sul palco della cerimonia di apertura. Il rapper milanese di origini tunisine, annunciato tra i protagonisti dell’evento, ha affidato a un post sui social un messaggio dai toni amari, destinato a far discutere ben oltre i confini della musica. L’artista racconta di essere stato invitato a recitare una poesia sulla pace, ma denuncia che all’ultimo momento una lingua (l’arabo) sarebbe diventata “di troppo”. La sua presenza era stata accompagnata da una precisazione del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che aveva assicurato come sul palco olimpico Ghali non avrebbe espresso il proprio pensiero politico.
Milano Cortina non solo sicurezza ma anche rappresentazione dell’Italia
Nel momento in cui tutto il mondo guarda Milano, la città si ritrova quindi a gestire non solo un imponente apparato di sicurezza fisica, ma anche una delicata sicurezza simbolica e comunicativa. Ma le Olimpiadi non devono essere ostaggio di conflitti, slogan o provocazioni, ma una celebrazione dello sport e dell’Italia.
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