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Minneapolis: una morte e due versioni

di Cinzia Rolli -


Mercoledì mattina a sud di Minneapolis, un agente dell’ICE, Immigrazione and Customs Enforcement, l’agenzia USA che si occupa di far applicare le leggi sull’immigrazione, ha sparato tre colpi uccidendo una donna. La persona deceduta è Renee Good, trentasette anni, madre di tre figli e cittadina statunitense. La sparatoria, ironia della sorte, è avvenuta a pochi isolati di distanza dal posto dove un agente di polizia di Minneapolis ha ucciso nel 2020 George Floyd.

Le indagini su quanto accaduto sono condotte esclusivamente dall’FBI. Inizialmente il Dipartimento di Polizia Criminale del Minnesota  (BCA) aveva dichiarato di collaborare con l’FBI per l’accertamento dei fatti, ma poi il clima e la situazione generale sono cambiati.

La donna non era un obiettivo della polizia federale, non doveva essere arrestata e questo rende l’accaduto ancora più inquietante. Forse per poter capire correttamente la dinamica di quanto accaduto bisogna considerare anche la storia dell’agente che ha sparato: membro dello Special Response Team dell’ICE Enforcement and Removal Operations (ERO), un’unità specializzata all’interno della stessa ICE, era stato trascinato sei mesi prima da un’automobile mentre cercava di arrestare un uomo in Minnesota.

L’agente che ha sparato è stato identificato: si tratta di Jonathan Ross.

Ci sono diversi video ed immagini di quanto accaduto. I testimoni hanno riferito che una Honda Pilot è stata bloccata da alcuni agenti federali e uno di loro ha cercato di aprire la portiera lato guidatore. La donna nell’auto quindi, dopo aver inserito la retromarcia, decideva di proseguire in avanti. A quel punto l’agente ha sparato tre colpi che hanno colpito frontalmente la vittima e la macchina dopo poco si è andata a schiantare.

Un nuovo filmato di quarantasette secondi girato direttamente dalla camera in dotazione all’agente coinvolto mostra la donna nell’auto che si rivolge a lui dicendogli “Non sono arrabbiata con te”.

Il Segretario del Dipartimento  per la Sicurezza interna degli Stati Uniti Kristi Noem, ha definito l’agire della vittima un atto di terrorismo. Ma i video diffusi e le testimonianze contrastano con questa versione dei fatti.

Il sindaco Jacob Frey ha dichiarato che la versione dell’agenzia federale è semplicemente una sciocchezza. Durante una conferenza stampa ha affermato con estrema durezza che la presenza degli agenti genera solo caos e non sicurezza aggiungendo: “Andatevene da Minneapolis, cazzo(cit. Get the f…out of Minneapolis).

Il contesto in cui avviene l’omicidio è quello dell’invio di 2000 agenti nell’area metropolitana di Minneapolis- Saint Paul. E dopo il grave fatto di sangue sembra che sia previsto l’arrivo di ulteriori cento agenti. C’è chi dice che l’amministrazione Trump abbia preso di mira le città a maggioranza democratica a causa delle loro politiche in materia di immigrazione.

Sul luogo dell’omicidio è stato creato un sito commemorativo in onore di Renee Good recintato e sbarrato. Gli agenti e i pompieri ritengono di dover rimuovere gli sbarramenti sia per motivi di pubblica sicurezza sia a causa della neve.

Dopo il fatto inoltre ci sono state diverse segnalazioni da parte dei residenti di agenti che avrebbero aggredito delle persone nella Roosevelt High School poche ore dopo l’omicidio. I poliziotti riferiscono invece che degli insegnanti li avrebbero attaccati e che in tutta risposta loro non avrebbero usato gas lacrimogeno o altri mezzi pesanti. Il governatore Tim Walz e il sindacato degli insegnanti hanno chiesto all’ICE di tenersi lontano dalle scuole del Minnesota.

Manifestazioni sono previste ovunque in tutti gli Stati americani sotto lo slogan: “ ICE out for Good”.

Una raccolta fondi su GoFundMe per i tre figli di Renee ha superato 1,5 milioni di dollari in meno di 48 ore.

È chiaro che quanto accaduto è solo l’inizio e l’accertamento dei fatti non sarà facile finché le versioni saranno così discordanti tra le diverse parti coinvolte. Unica certezza la perdita di una vita umana, di una donna sposata con tre figli e non di un pericoloso criminale.


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