Nasce in italia l’hub del sapere, il network che riscrive il modo di fare impresa

Dalla trasformazione digitale allo sviluppo di business sostenibile, la fucina dei migliori si confronta ogni giorno con esperti internazionali per anticipare di almeno dieci anni il progresso. Dal Regno Unito alla Svizzera, dagli States all’India, il nostro Paese diventa così concorrenziale e al passo con i tempi

Un hub del sapere su temi delicati come trasformazione digitale e nuovi modelli di business e sviluppo sostenibile. Dall’Italia, un team di esperti sta riscrivendo il modo di fare impresa. Come? Globalizzando le conoscenze: “Abbiamo dato vita -spiega Alberto Arcangeli, personaggio di rilievo nello scenario economico, fondatore di importanti aziende che negli anni hanno lasciato il segno e cofondatore di Credeb- a un network che guarda al mondo e alle novità che esso offre. Un network che si confronta e interagisce, ogni giorno, con importanti aziende e figure professionali, in modo da creare e generare valore nell’intero sistema economico internazionale. Le nostre porte sono sempre aperte perché il nostro hub del sapere sia sempre più innovativo e sappia aprire nuovi mercati sia nell’ambito dei servizi che in quello del commercio, della distribuzione e della produzione, motivo per il quale siamo operativi in diverse business unit e in grado di accogliere ogni proposta alternativa e qualitativamente interessante”.

Succede così che, nel network, arrivino le migliori conoscenze a livello internazionale: “La nostra -continua Arcangeli- ​è una vera e propria fucina dei migliori, un network creato da oltre 20 anni di innovazione. Esperti che si confrontano quotidianamente con il nostro team e che sono in grado di analizzare i dati e sviluppare le strategie migliori dagli USA, sviluppatori di algoritmi e intelligenza artificiale dal Regno Unito, dalla Svizzera o dall’India, programmatori di piattaforme web dal Canada e, ancora, dall’India, esperti in gestione aziendale presenti in tutta Europa. Senza dimenticare i professionisti del diritto preparati su temi innovativi, le tematiche legate all’ambiente e alle energie rinnovabili per le quali ci stiamo confrontando con la Danimarca, la Finlandia, la Germania e con la Spagna”.

Il risultato è che l’Italia diventa catalizzatore delle esperienze più aggiornate a livello tecnico e scientifico, anticipando di decenni progressi che altrimenti sarebbe decisamente più lenti: “La nostra capacità -spiega ancora Arcangeli- è quella di interagire con Paesi all’avanguardia nelle diverse business unit che abbiamo creato. Quello che ne deriva, a livello professionale, è evidente. Riusciamo a intercettare e poi a fare nostre conoscenze che sono ancora al di fuori dei nostri confini nazionali. Il che ovviamente rende il nostro Paese assolutamente concorrenziale e capace di essere al passo con i tempi, di non essere tagliato fuori dalla concorrenza internazionale e da una produzione che sia la migliore possibile”.

Tante opportunità, ma due elementi imprescindibili: la trasformazione digitale e nuovi modelli di business sostenibile: “Secondo i recenti report dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano -ricorda Arcangeli- gli acquisti online, effettuati nel 2021, valgono 39,4 miliardi di euro e registrano un +21% rispetto al 2020, anno in cui il commercio elettronico ha affrontato la sua accelerazione. I dati riportano un costante aumento degli acquisti di prodotti effettuati online, seppur ad un ritmo più contenuto rispetto al 2020, mentre gli acquisti di servizi segnano una ripresa vincente raggiungendo un valore di 8,9 miliardi di euro (+39%). Nel 2021 i web shopper italiani ammontano a 27,7 milioni (+3% rispetto al 2020) e lo shopping online non è più solo un’alternativa per far fronte all’emergenza pandemica ma una vera e propria necessità, parte integrante del processo d’acquisto ed elemento fondamentale per una corretta omnicanalità ed un avvio verso la trasformazione digitale. Le aziende insomma devono adeguarsi, pena l’esclusione dal mercato”.

Servono dunque strategie più innovative ed integrate che raccolgano il meglio delle competenze e delle tecnologie presenti a livello internazionale: “In un mondo digitale dove tutto è connesso -afferma Arcangeli- la trasformazione digitale ha un ruolo significativo nelle imprese perché consente loro di diventare più efficienti che mai, contribuendo a raggiungere una portata più alta e un pubblico più vasto. La digitalizzazione, la trasformazione digitale e la sostenibilità si sono trasformate da qualcosa di opzionale a una componente necessaria per tutti i business e tutti i settori, sia online che offline. E non basta un sito web, servono competenze specifiche che creino una nuova modalità di fare business. Le aziende che non sono completamente digitalizzate o che hanno appena iniziato il processo di trasformazione digitale, ma che vogliono continuare a crescere ed evitare di perdere opportunità di business, devono necessariamente fare i conti con l’assunzione di tali nuove figure professionali capaci di creare benefici a lungo termine, ed è fondamentale che le aziende non digitali e tradizionali comincino ad avere una visione che comprenda e includa tali figure. Questo importante passaggio dovrà essere intrapreso però con professionisti reclutati con competenze specifiche e necessarie, contestualizzati all’interno di un contesto in organica evoluzione digitale”.

L’altro fronte è legato al business sostenibile e alle fonti rinnovabili di energia: “Anche qui l’hub del sapere ha un valore fondamentale -conclude Arcangeli- guardando all’inverno difficile che ci aspetta e alle conseguenze sui consumi energetici della guerra in Ucraina oltre alla chiara direzione che il Pianeta ci chiede da tempo. Non possiamo più aspettare. Sviluppare questo settore diventa a questo punto strategico e l’hub del sapere ha la forza di introdurre anche in Italia quelle tecnologie avanzate presenti in vari Paesi del mondo. Non si può perdere ulteriore tempo e, per anticipare un percorso da percorrere ormai al galoppo, serve confrontarsi anche con chi, in termini di sviluppo e capacità, può insegnarci qualcosa. Questo è il nostro ruolo, catalizzare il meglio che esiste e metterlo al servizio dell’Italia. Questo è il nostro contributo, il contributo di cui siamo orgogliosi”. 

Non è il più forte a sopravvivere, ma chi è più veloce ad adattarsi: lo dice la teoria dell’evoluzione

Dalla trasformazione digitale allo sviluppo di business sostenibile, la fucina dei migliori si confronta ogni giorno con esperti internazionali per anticipare di almeno dieci anni il progresso. Dal Regno Unito alla Svizzera, dagli States all’India, il nostro Paese diventa così concorrenziale e al passo con i tempi

Un hub del sapere su temi delicati come trasformazione digitale e nuovi modelli di business e sviluppo sostenibile. Dall’Italia, un team di esperti sta riscrivendo il modo di fare impresa. Come? Globalizzando le conoscenze: “Abbiamo dato vita -spiega Alberto Arcangeli, personaggio di rilievo nello scenario economico, fondatore di importanti aziende che negli anni hanno lasciato il segno e cofondatore di Credeb- a un network che guarda al mondo e alle novità che esso offre. Un network che si confronta e interagisce, ogni giorno, con importanti aziende e figure professionali, in modo da creare e generare valore nell’intero sistema economico internazionale. Le nostre porte sono sempre aperte perché il nostro hub del sapere sia sempre più innovativo e sappia aprire nuovi mercati sia nell’ambito dei servizi che in quello del commercio, della distribuzione e della produzione, motivo per il quale siamo operativi in diverse business unit e in grado di accogliere ogni proposta alternativa e qualitativamente interessante”.

Succede così che, nel network, arrivino le migliori conoscenze a livello internazionale: “La nostra -continua Arcangeli- ​è una vera e propria fucina dei migliori, un network creato da oltre 20 anni di innovazione. Esperti che si confrontano quotidianamente con il nostro team e che sono in grado di analizzare i dati e sviluppare le strategie migliori dagli USA, sviluppatori di algoritmi e intelligenza artificiale dal Regno Unito, dalla Svizzera o dall’India, programmatori di piattaforme web dal Canada e, ancora, dall’India, esperti in gestione aziendale presenti in tutta Europa. Senza dimenticare i professionisti del diritto preparati su temi innovativi, le tematiche legate all’ambiente e alle energie rinnovabili per le quali ci stiamo confrontando con la Danimarca, la Finlandia, la Germania e con la Spagna”.

Il risultato è che l’Italia diventa catalizzatore delle esperienze più aggiornate a livello tecnico e scientifico, anticipando di decenni progressi che altrimenti sarebbe decisamente più lenti: “La nostra capacità -spiega ancora Arcangeli- è quella di interagire con Paesi all’avanguardia nelle diverse business unit che abbiamo creato. Quello che ne deriva, a livello professionale, è evidente. Riusciamo a intercettare e poi a fare nostre conoscenze che sono ancora al di fuori dei nostri confini nazionali. Il che ovviamente rende il nostro Paese assolutamente concorrenziale e capace di essere al passo con i tempi, di non essere tagliato fuori dalla concorrenza internazionale e da una produzione che sia la migliore possibile”.

Tante opportunità, ma due elementi imprescindibili: la trasformazione digitale e nuovi modelli di business sostenibile: “Secondo i recenti report dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano -ricorda Arcangeli- gli acquisti online, effettuati nel 2021, valgono 39,4 miliardi di euro e registrano un +21% rispetto al 2020, anno in cui il commercio elettronico ha affrontato la sua accelerazione. I dati riportano un costante aumento degli acquisti di prodotti effettuati online, seppur ad un ritmo più contenuto rispetto al 2020, mentre gli acquisti di servizi segnano una ripresa vincente raggiungendo un valore di 8,9 miliardi di euro (+39%). Nel 2021 i web shopper italiani ammontano a 27,7 milioni (+3% rispetto al 2020) e lo shopping online non è più solo un’alternativa per far fronte all’emergenza pandemica ma una vera e propria necessità, parte integrante del processo d’acquisto ed elemento fondamentale per una corretta omnicanalità ed un avvio verso la trasformazione digitale. Le aziende insomma devono adeguarsi, pena l’esclusione dal mercato”.

Servono dunque strategie più innovative ed integrate che raccolgano il meglio delle competenze e delle tecnologie presenti a livello internazionale: “In un mondo digitale dove tutto è connesso -afferma Arcangeli- la trasformazione digitale ha un ruolo significativo nelle imprese perché consente loro di diventare più efficienti che mai, contribuendo a raggiungere una portata più alta e un pubblico più vasto. La digitalizzazione, la trasformazione digitale e la sostenibilità si sono trasformate da qualcosa di opzionale a una componente necessaria per tutti i business e tutti i settori, sia online che offline. E non basta un sito web, servono competenze specifiche che creino una nuova modalità di fare business. Le aziende che non sono completamente digitalizzate o che hanno appena iniziato il processo di trasformazione digitale, ma che vogliono continuare a crescere ed evitare di perdere opportunità di business, devono necessariamente fare i conti con l’assunzione di tali nuove figure professionali capaci di creare benefici a lungo termine, ed è fondamentale che le aziende non digitali e tradizionali comincino ad avere una visione che comprenda e includa tali figure. Questo importante passaggio dovrà essere intrapreso però con professionisti reclutati con competenze specifiche e necessarie, contestualizzati all’interno di un contesto in organica evoluzione digitale”.

L’altro fronte è legato al business sostenibile e alle fonti rinnovabili di energia: “Anche qui l’hub del sapere ha un valore fondamentale -conclude Arcangeli- guardando all’inverno difficile che ci aspetta e alle conseguenze sui consumi energetici della guerra in Ucraina oltre alla chiara direzione che il Pianeta ci chiede da tempo. Non possiamo più aspettare. Sviluppare questo settore diventa a questo punto strategico e l’hub del sapere ha la forza di introdurre anche in Italia quelle tecnologie avanzate presenti in vari Paesi del mondo. Non si può perdere ulteriore tempo e, per anticipare un percorso da percorrere ormai al galoppo, serve confrontarsi anche con chi, in termini di sviluppo e capacità, può insegnarci qualcosa. Questo è il nostro ruolo, catalizzare il meglio che esiste e metterlo al servizio dell’Italia. Questo è il nostro contributo, il contributo di cui siamo orgogliosi”. 

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