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Siamo alle solite: nessuno vuole il rigassificatore. Dopo la richiesta di proroga avanzata da Snam, che vorrebbe mantenere la struttura di Piombino fino a luglio, arriva una valanga di proteste e di piovono i “no”. A cominciare dalla Liguria. La Regione, infatti, ha espresso il suo rifiuto al trasferimento della nave a Vado Ligure. Fatto, questo, che ha indotto l’azienda energetica a chiedere una proroga che il presidente della Toscana, Eugenio Giani, non è intenzionato a concedere. Almeno fino a che lui sarà il commissario. Perché l’accordo iniziale, ha tuonato il governatore toscano, prevedeva un’intesa su tre anni. Non prorogabili.
Nessuno vuole il rigassificatore
E quindi ha attaccato il governo, affermando che Chigi è un “partner non credibile”. La battaglia tra Toscana e Liguria si gioca a colpi di carte bollate. Il consiglio regionale toscano ha approvato una mozione per il trasferimento. Il presidente ligure Marco Bucci ha scritto al Mase dicendo che nessuno ha intenzione di accogliere il rigassificatore. Adduce, Bucci, rilievi di natura tecnica. Dice che, a Vado Ligure, la nave sarebbe troppo distante dalla dorsale del gas e bisognerebbe spendere fino a 450 milioni di euro per allacciarla. Risorse, sottolineano da Genova, che così andrebbero “sprecate”. E mentre in Italia le Regioni combattono, in Germania il governo ha siglato un accordo con la Commissione Europea per ospitare più centrali elettriche a gas. Che poi, per carità, potranno essere riconvertite a idrogeno entro il 2045. Ma intanto saranno allestite. Siamo alle solite. Nessuno, in Italia, vuole il rigassificatore. Altrove, invece, si lavora per allestirne di nuovi.