Nonostante il coronavirus RILANCIARE IL SISTEMA ITALIA PUNTANDO SU TURISMO E CULTURA

La seconda ondata del coronavirus, come era stato previsto da molti, sta sconvolgendo l’Europa e non sembra risparmiare l’Italia che, fino a qualche giorno fa, sperava di averla fatta franca. Il fatto e’ che la pandemia non conosce confini e il periodo delle vacanze, che ha portato ad un rallentamento delle misure precauzionali sia da parte delle autorita’ sia da parte dei singoli, non ha contribuito certo ad impedire il ritorno del Covid. E nella Penisola sta tornando la paura di nuove restrizioni sia nei movimenti che nelle attivita’ lavorative e scolastico-universitarie. Siamo tornati al periodo delle mascherine obbligatorie e sono in molti tra coloro che operano nel settore turistico e culturale a temere un colpo mortale per le loro attivita’, gia’ duramente colpite nei mesi passati. I bilanci della prima fase pandemica e della scorsa estate sono stati contrassegnati da un rosso brillante e le providenze messe in atto dal governo non sono bastate per far risollevare i due settori dalla grave crisi che li ha colpiti. L’Italia, non siamo noi a scoprirlo, e’ il Paese universalmente conosciuto per la bellezza del suo clima, delle sue coste e delle sue montagne e per essere un ambiente culturale che non ha uguali nel mondo. Siamo detentori del 75 per cento dei beni culturali di tutta la Terra. Le nostre citta’ d’arte non hanno uguali ed ogni piccolo centro ha qualche gioiello da esibire, sia esso un monumento, una chiesa, un dipinto, un paesaggio straordinario. Si tratta di tesori veri e propri che non abbiamo saputo sfruttare a pieno, perdendo in molti casi la sfida con altri Paesi ((vedi, Francia, Inghilterra e Spagna) che non possono vantare le nostre stesse bellezze. I nostri cugini d’oltralpe puntano tutto su Parigi e la Costa Azzurra, gli inglesi su Londra, gli spagnoli su Barcellona e le Baleari. Noi, al contrario, non abbiamo solo Roma, Firenze e Venezia, ma anche Milano, Torino, Napoli, Palermo per far alcuni nomi. In effetti, ogni angolo della penisola e delle isole ha i suoi tesori, sia culturali che turistici. Non solamente sole, mare, montagne, ma tutta l’Italia rappresenta una attrattiva. Una attrattiva che va valorizzata ripensando le politiche per il turismo e la cultura, non trattando i due settori come entita’ separate, ma come un tutt’uno. E la rivisitazione richiede tempo per studiare le misure piu’ appropriate per il rilancio dei due settori che costituiscono una parte importante del Pil nazionale. Ecco perche’ non e’ fuori luogo pensare gia’ da oggi, in piena emergenza sanitaria, a cosa fare – e come – per dare nuova linfa alle attivita’ turistiche e culturali e permettere loro di affrontare in sicurezza e con mezzi appropriati almeno la prossima stagione vacanziera. Intanto c’e’ un primo appuntamento alle porte. Il 17-18 ed il 24-25 ottobre si svolgeranno le giornate Fai (Fondo Ambiente Italiano) d’autunno 2020. Sara’ possibile in questa occasione visitare tante “perle” del nostro patrimonio culturale ed ambientale e per molti sara’ la conferma che “l’Italia e’ il Paese piu’ bello del mondo”.

Susanna Ricci

La seconda ondata del coronavirus, come era stato previsto da molti, sta sconvolgendo l’Europa e non sembra risparmiare l’Italia che, fino a qualche giorno fa, sperava di averla fatta franca. Il fatto e’ che la pandemia non conosce confini e il periodo delle vacanze, che ha portato ad un rallentamento delle misure precauzionali sia da parte delle autorita’ sia da parte dei singoli, non ha contribuito certo ad impedire il ritorno del Covid. E nella Penisola sta tornando la paura di nuove restrizioni sia nei movimenti che nelle attivita’ lavorative e scolastico-universitarie. Siamo tornati al periodo delle mascherine obbligatorie e sono in molti tra coloro che operano nel settore turistico e culturale a temere un colpo mortale per le loro attivita’, gia’ duramente colpite nei mesi passati. I bilanci della prima fase pandemica e della scorsa estate sono stati contrassegnati da un rosso brillante e le providenze messe in atto dal governo non sono bastate per far risollevare i due settori dalla grave crisi che li ha colpiti. L’Italia, non siamo noi a scoprirlo, e’ il Paese universalmente conosciuto per la bellezza del suo clima, delle sue coste e delle sue montagne e per essere un ambiente culturale che non ha uguali nel mondo. Siamo detentori del 75 per cento dei beni culturali di tutta la Terra. Le nostre citta’ d’arte non hanno uguali ed ogni piccolo centro ha qualche gioiello da esibire, sia esso un monumento, una chiesa, un dipinto, un paesaggio straordinario. Si tratta di tesori veri e propri che non abbiamo saputo sfruttare a pieno, perdendo in molti casi la sfida con altri Paesi ((vedi, Francia, Inghilterra e Spagna) che non possono vantare le nostre stesse bellezze. I nostri cugini d’oltralpe puntano tutto su Parigi e la Costa Azzurra, gli inglesi su Londra, gli spagnoli su Barcellona e le Baleari. Noi, al contrario, non abbiamo solo Roma, Firenze e Venezia, ma anche Milano, Torino, Napoli, Palermo per far alcuni nomi. In effetti, ogni angolo della penisola e delle isole ha i suoi tesori, sia culturali che turistici. Non solamente sole, mare, montagne, ma tutta l’Italia rappresenta una attrattiva. Una attrattiva che va valorizzata ripensando le politiche per il turismo e la cultura, non trattando i due settori come entita’ separate, ma come un tutt’uno. E la rivisitazione richiede tempo per studiare le misure piu’ appropriate per il rilancio dei due settori che costituiscono una parte importante del Pil nazionale. Ecco perche’ non e’ fuori luogo pensare gia’ da oggi, in piena emergenza sanitaria, a cosa fare – e come – per dare nuova linfa alle attivita’ turistiche e culturali e permettere loro di affrontare in sicurezza e con mezzi appropriati almeno la prossima stagione vacanziera. Intanto c’e’ un primo appuntamento alle porte. Il 17-18 ed il 24-25 ottobre si svolgeranno le giornate Fai (Fondo Ambiente Italiano) d’autunno 2020. Sara’ possibile in questa occasione visitare tante “perle” del nostro patrimonio culturale ed ambientale e per molti sara’ la conferma che “l’Italia e’ il Paese piu’ bello del mondo”.

Susanna Ricci

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