Numeri choc: 600 mila pronti a salpare dalla costa

La bufera migranti si continua ad abbattere sulle coste e sulla politica italiana. Dalla Libia è incessante il numero di migranti che è in attesa di partire sulle rotte controllate dai trafficanti. Si parla di numeri da capogiro: oltre 600mila sarebbero gli africani pronti a salpare dalle coste libiche.
Soltanto nel 2022 sono più di 90mila, i migranti e i rifugiati che sono arrivati nell’Unione europea attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, ad esempio attraverso il mare dal Nord Africa in Italia o a Malta, con un aumento del 50% rispetto al 2021. La Libia politicamente sembra un cubo di rubik: sono due governi e sono entrambi deboli. Quello di Tripoli del premier Dbeibah è scaduto a giugno 2021 e non riesce a indire nuove elezioni; quello di Tobruk, affidato a Bashanga, non è riconosciuto dalle Nazioni Unite. E le vittime sono sempre loro, i migranti, che a causa della fame, di conflitti e cambiamenti climatici, si trascinano in Libia per cercare chi un lavoro, chi un passaggio verso l’Europa, chi una possibilità di vita.
Questa difficile situazione sommata ai migranti bloccati in mare dopo che gli è stato negato un luogo sicuro dove sbarcare in Europa ha, ancora una volta, portato in netto rilievo la grave situazione nel Mediterraneo centrale, dove le persone che cercano una via di fuga, affrontano sistematicamente orribili abusi e violazioni dei diritti umani. Non è un segreto il motivo per cui molti sono costretti a fuggire dalla Libia. La realtà è che oggi il Paese rischia di andare incontro a un collasso totale del sistema. Ha ripetutamente rinviato le sue tanto attese (e tanto necessarie) elezioni, i prezzi del carburante e del pane sono alle stelle, gli attivisti e altri, e non per ultimo, le persone, sono sistematicamente esposti a gravi violazioni dei diritti umani, dove le tensioni politiche stanno sempre più ribollendo scontri violenti.
Rifugiati, richiedenti asilo e altri migranti rimangono intrappolati in un circolo vizioso di violenza dal momento in cui arrivano nel paese, spesso soggetti a ripetuti arresti, detenzioni e abusi. Molti si sentono obbligati a recarsi in Europa per cercare sicurezza, ma questa rotta è piena di pericoli.
Finora nel 2022 più di 1.200 persone hanno perso la vita nel tentativo di questo pericoloso viaggio in mare.
Nel frattempo nel sud Italia continuano incessantemente gli sbarchi e prosegue la caccia ai trafficanti di naufraghi. Sono circa 200 i migranti, degli oltre 450 tratti in salvo nelle ore scorse, che sono stati trasferiti ad Augusta, nel Siracusano. Gli stranieri, approdati in queste ore, nella rada di Augusta, sono stati accompagnati nella notte in una struttura a Rosolini. Secondo quanto riferito dalla Questura di Siracusa, nessuno dei migranti versa in condizioni di salute precarie, contestualmente gli stessi agenti di polizia hanno avviato le indagini per verificare se tra gli stranieri si nascondono gli scafisti delle organizzazioni dedite al traffico di migranti. A Catania, invece, è giunta una petroliera con circa 262 persone. La nave, per le sue dimensioni, non poteva entrare in porto e le persone sono state trasbordate e portate a terra da una motovedetta della capitaneria e da un rimorchiatore.
Proprio ieri, invece a Reggio Calabria, le forze dell’ordine hanno fermato, e accompagnato nella casa circondariale di Locri, 7 presunti scafisti collegati agli sbarchi di cittadini extracomunitari avvenuti nel Porto di Roccella Ionica. “Le Forze dell’Ordine sono sommerse dalla crisi migratoria: se il Ministero della Difesa e dell’Interno non prenderanno seriamente in considerazione l’aumento di personale, andremo presto incontro a uno ‘tsunamì organizzativo, penalizzando la salvaguardia del Paese”. Afferma Antonio Nicolosi, segretario generale di Unarma, sindacato che rappresenta i diritti dei Carabinieri. “Questa è un’anticipazione drammatica sulle difficoltà che ci attendono nella gestione dei flussi dal mare, ma anche a terra: la Prefettura di Gorizia, a causa di mancanza di personale, sta impartendo per esempio ordini ai carabinieri per fronteggiare l’emergenza migratoria al posto della Polizia di frontiera. La mancanza di organizzazione e di linee guida sulle modalità d’intervento gettano così le Forze dell’Ordine nel caos totale”. Conclude Nicolosi.

La bufera migranti si continua ad abbattere sulle coste e sulla politica italiana. Dalla Libia è incessante il numero di migranti che è in attesa di partire sulle rotte controllate dai trafficanti. Si parla di numeri da capogiro: oltre 600mila sarebbero gli africani pronti a salpare dalle coste libiche.
Soltanto nel 2022 sono più di 90mila, i migranti e i rifugiati che sono arrivati nell’Unione europea attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, ad esempio attraverso il mare dal Nord Africa in Italia o a Malta, con un aumento del 50% rispetto al 2021. La Libia politicamente sembra un cubo di rubik: sono due governi e sono entrambi deboli. Quello di Tripoli del premier Dbeibah è scaduto a giugno 2021 e non riesce a indire nuove elezioni; quello di Tobruk, affidato a Bashanga, non è riconosciuto dalle Nazioni Unite. E le vittime sono sempre loro, i migranti, che a causa della fame, di conflitti e cambiamenti climatici, si trascinano in Libia per cercare chi un lavoro, chi un passaggio verso l’Europa, chi una possibilità di vita.
Questa difficile situazione sommata ai migranti bloccati in mare dopo che gli è stato negato un luogo sicuro dove sbarcare in Europa ha, ancora una volta, portato in netto rilievo la grave situazione nel Mediterraneo centrale, dove le persone che cercano una via di fuga, affrontano sistematicamente orribili abusi e violazioni dei diritti umani. Non è un segreto il motivo per cui molti sono costretti a fuggire dalla Libia. La realtà è che oggi il Paese rischia di andare incontro a un collasso totale del sistema. Ha ripetutamente rinviato le sue tanto attese (e tanto necessarie) elezioni, i prezzi del carburante e del pane sono alle stelle, gli attivisti e altri, e non per ultimo, le persone, sono sistematicamente esposti a gravi violazioni dei diritti umani, dove le tensioni politiche stanno sempre più ribollendo scontri violenti.
Rifugiati, richiedenti asilo e altri migranti rimangono intrappolati in un circolo vizioso di violenza dal momento in cui arrivano nel paese, spesso soggetti a ripetuti arresti, detenzioni e abusi. Molti si sentono obbligati a recarsi in Europa per cercare sicurezza, ma questa rotta è piena di pericoli.
Finora nel 2022 più di 1.200 persone hanno perso la vita nel tentativo di questo pericoloso viaggio in mare.
Nel frattempo nel sud Italia continuano incessantemente gli sbarchi e prosegue la caccia ai trafficanti di naufraghi. Sono circa 200 i migranti, degli oltre 450 tratti in salvo nelle ore scorse, che sono stati trasferiti ad Augusta, nel Siracusano. Gli stranieri, approdati in queste ore, nella rada di Augusta, sono stati accompagnati nella notte in una struttura a Rosolini. Secondo quanto riferito dalla Questura di Siracusa, nessuno dei migranti versa in condizioni di salute precarie, contestualmente gli stessi agenti di polizia hanno avviato le indagini per verificare se tra gli stranieri si nascondono gli scafisti delle organizzazioni dedite al traffico di migranti. A Catania, invece, è giunta una petroliera con circa 262 persone. La nave, per le sue dimensioni, non poteva entrare in porto e le persone sono state trasbordate e portate a terra da una motovedetta della capitaneria e da un rimorchiatore.
Proprio ieri, invece a Reggio Calabria, le forze dell’ordine hanno fermato, e accompagnato nella casa circondariale di Locri, 7 presunti scafisti collegati agli sbarchi di cittadini extracomunitari avvenuti nel Porto di Roccella Ionica. “Le Forze dell’Ordine sono sommerse dalla crisi migratoria: se il Ministero della Difesa e dell’Interno non prenderanno seriamente in considerazione l’aumento di personale, andremo presto incontro a uno ‘tsunamì organizzativo, penalizzando la salvaguardia del Paese”. Afferma Antonio Nicolosi, segretario generale di Unarma, sindacato che rappresenta i diritti dei Carabinieri. “Questa è un’anticipazione drammatica sulle difficoltà che ci attendono nella gestione dei flussi dal mare, ma anche a terra: la Prefettura di Gorizia, a causa di mancanza di personale, sta impartendo per esempio ordini ai carabinieri per fronteggiare l’emergenza migratoria al posto della Polizia di frontiera. La mancanza di organizzazione e di linee guida sulle modalità d’intervento gettano così le Forze dell’Ordine nel caos totale”. Conclude Nicolosi.

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