L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Ora tocca a Roma e Berlino rimediare agli errori di Parigi

di Adolfo Spezzaferro -


Al netto dei meme e dei titoloni dei giornali antigovernativi – spesso della stessa risma dei tormentoni social – l’Unione europea che vorrebbero la premier Meloni e il cancelliere Merz è nettamente migliore di quella tagliata fuori dalle trattative che contano, dalle decisioni dirimenti, dalla Storia contemporanea. L’Ue di oggi è “divisa e persa” – come ha rinfacciato l’ingratissimo Zelensky, forse un po’ troppo frustrato dall’incontro con Trump che si era appena consumato a Davos.

Quest’Unione non va da nessuna parte – resterà schiacciata dagli Usa da un lato e dalla Cina dall’altro. L’asse nascente italo-tedesco invece punta a invertire la rotta, a guidare l’Ue verso la sua rinascita. E non è vero che è un’operazione filo-Trump per indebolire Bruxelles. Sta scritto nel documento di sicurezza nazionale Usa che il Potus crede nell’Europa, a patto però che sia forte e autorevole. A forza di sferzarci, a colpi di dazi, a suon di minacce, Trump ha scosso e smosso Bruxelles, le varie von der Leyen e gli altri tecnocrati-burocrati. Ora tocca a Roma e Berlino rimediare agli errori dell’Ue e soprattutto di Parigi.


Torna alle notizie in home