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Tutto pronto: chi è Margaritora che opererà il Papa

È nota la sua abitudine di visitare personalmente i degenti anche due o tre volte al giorno e la capacità di stemperare l'ansia preoperatoria dei pazienti con un rassicurante tocco di humor

di Daniel Walker -


L’intervento a Papa Leone XIV: l’équipe del Gemelli sarà guidata dal professore Stefano Margaritora, pioniere della chirurgia toracica mininvasiva.

L’équipe medica

L’intervento per l’asportazione del nodulo polmonare a cui viene sottoposto Papa Leone XIV al Policlinico Gemelli è affidato alle mani del professore Stefano Margaritora. E’ Ordinario di Chirurgia Toracica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Toracica del nosocomio romano.

Con oltre 35 anni di esperienza, il clinico è una figura di riferimento assoluto nella chirurgia oncologica di polmoni, esofago e mediastino.

Consulente del Tribunale di Roma e attivo anche presso il centro clinico di Villa Stuart, vanta un profilo scientifico di prestigio internazionale, appartenendo a societa scientifiche d’élite quali l’American Association for Thoracic Surgeons e la European Society of Thoracic Surgery.

Curiosità, formazione e dettagli dell’équipe: la scuola americana

Dopo la formazione medica a Roma, nel 1988 Margaritora ha affinato le sue competenze negli Stati Uniti presso la University of Michigan nell’équipe di Mark B. Orringer, uno dei padri della chirurgia toracica moderna.

Pionieri della tecnica “uniportale” e robotica

L’Unità Operativa del Gemelli da lui diretta è tra i centri apripista in Italia e in Europa per la chirurgia mininvasiva Vats uniportale. Consente di operare attraverso una sola micro-incisione di pochissimi millimetri senza divaricare le costole. Per la chirurgia robotica toracica, tecniche che riducono al minimo il trauma chirurgico e accelerano il recupero.

Il “Percorso Polmone”

Nel 2006 ha fondato al Gemelli il primo Percorso Polmone della Regione Lazio, un programma multidisciplinare dedicato alla diagnosi tempestiva e alla cura di precisione dei noduli e delle lesioni toraciche sospette.

L’approccio umano in corsia

Oltre all’autorevolezza accademica, colleghi e pazienti ne sottolineano frequentemente la spiccata empatia. È nota la sua abitudine di visitare personalmente i degenti in reparto anche due o tre volte al giorno e la capacità di stemperare l’ansia preoperatoria dei pazienti con un rassicurante tocco di humor.


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