Perchè Noi Rischiamo la Recessione

Tutti i nodi vengono al Pnrr. La grande opportunità di rilancio del Paese sta facendo venire a galla tutti i problemi italiani. Dai limiti della pubblica amministrazione e fino all’asfissiante burocrazia pachidermica di uno Stato che, evidentemente insuperabile sulle carte, trova difficoltà insormontabili quando si tratta di tradurre in realtà progetti e programmazioni. E dato che i guai non vengono mai da soli, l’aumento dei costi delle materie prime per le opere sta complicando (e non poco) l’iter dell’intero piano.

L’ultimo allarme è arrivato dai presidenti delle Regioni. Il calabrese Roberto Occhiuto a Tgcom24 ha spiegato: “L’impennata dei prezzi sta bloccando i cantieri, e non solo quelli del Pnrr, che è importante non soltanto per le risorse che assegna ma perché impone alle amministrazioni statali e regionali di doversi riformare. È impossibile mettere a terra le risorse se poi per le autorizzazioni ambientali e paesaggistiche bisogna attendere mesi, soprattutto in ambiti nei quali gli investimenti dovrebbero essere molto più veloci, penso a quelli riguardanti le energie rinnovabili”. Il friulano Fedriga conferma i dubbi del “collega”: “Ci sono due criticità, uno è la capacità operativa e l’altra è l’aumento dei costi”.

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha spiegato che il prossimo governo dovrà sostenere gli enti locali dal momento che “la sfida del Pnrr impone di rafforzare la capacità amministrativa degli Enti. I sindaci devono poter contare su un’effettiva autonomia organizzativa, per poter rendere la macchina più efficiente e portare energie e competenze nuove all’interno della Pubblica amministrazione. L’aumento di risorse per investimenti è prezioso, ma occorre anche considerare la parte corrente necessaria a gestire e valorizzare il patrimonio pubblico”.

Tutti i nodi vengono al Pnrr. La grande opportunità di rilancio del Paese sta facendo venire a galla tutti i problemi italiani. Dai limiti della pubblica amministrazione e fino all’asfissiante burocrazia pachidermica di uno Stato che, evidentemente insuperabile sulle carte, trova difficoltà insormontabili quando si tratta di tradurre in realtà progetti e programmazioni. E dato che i guai non vengono mai da soli, l’aumento dei costi delle materie prime per le opere sta complicando (e non poco) l’iter dell’intero piano.

L’ultimo allarme è arrivato dai presidenti delle Regioni. Il calabrese Roberto Occhiuto a Tgcom24 ha spiegato: “L’impennata dei prezzi sta bloccando i cantieri, e non solo quelli del Pnrr, che è importante non soltanto per le risorse che assegna ma perché impone alle amministrazioni statali e regionali di doversi riformare. È impossibile mettere a terra le risorse se poi per le autorizzazioni ambientali e paesaggistiche bisogna attendere mesi, soprattutto in ambiti nei quali gli investimenti dovrebbero essere molto più veloci, penso a quelli riguardanti le energie rinnovabili”. Il friulano Fedriga conferma i dubbi del “collega”: “Ci sono due criticità, uno è la capacità operativa e l’altra è l’aumento dei costi”.

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha spiegato che il prossimo governo dovrà sostenere gli enti locali dal momento che “la sfida del Pnrr impone di rafforzare la capacità amministrativa degli Enti. I sindaci devono poter contare su un’effettiva autonomia organizzativa, per poter rendere la macchina più efficiente e portare energie e competenze nuove all’interno della Pubblica amministrazione. L’aumento di risorse per investimenti è prezioso, ma occorre anche considerare la parte corrente necessaria a gestire e valorizzare il patrimonio pubblico”.

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