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Piantedosi lavora, la Sinistra annuisce e Renzi scopre l’ovvio

Piantedosi lavora, la Sinistra twitta indignata e Renzi scopre l’ovvio: sicurezza reale contro show da divano e doppio standard politico.

di Anna Tortora -


Piantedosi lavora, la Sinistra prende appunti

A Roma il Viminale non fa annunci da salotto: fa pulizia.
Task force della Polizia di Stato sulla rotta Viminale – Esquilino, dieci giorni di controlli e Matteo Piantedosi che, con la calma chirurgica di chi lavora davvero, snocciola numeri che fanno tremare i sacerdoti della “percezione”:
“20 persone arrestate e altrettante denunciate. 1.500 i soggetti identificati.”
Sequestri di droga, contanti sporchi, attività commerciali irregolari chiuse, bonifiche con AMA.
“Una strategia che testimonia l’impegno costante delle Forze dell’ordine nel presidiare i quartieri più sensibili della Capitale.”
Tradotto: lo Stato c’è, e non ha paura di sporcarsi le mani dove serve.
Un problema sicurezza, dunque, esiste eccome.
Una notizia sconvolgente per quella parte di sinistra che per anni ha preferito raccontarsi la favola “il degrado non esiste, sono gli altri che vedono male”.
Quelli che se qualcuno viene borseggiato in metro rispondono: “Eh, ma il contesto?”.
Il contesto adesso ha un nome: operazione di polizia.
E funziona.
Piantedosi, per non farsi mancare nulla, osa perfino toccare il tema che alla Sinistra causa reazioni cutanee immediate: le aree interne.
“Il declino delle aree interne è un fenomeno tutt’altro che ineluttabile.”
Panico.
“Questi territori possiedono talenti, professionalità ed energie…”
Ansia.
“L’attenzione del Governo è massima.”
E qualcuno cade dalla sedia: perché per la sinistra tutto ciò che non è urbano, radical chic e semicentrale è destinato per definizione all’estinzione.
Basta volerlo, dice invece il ministro. E soprattutto: basta lavorarci.

Renzi, Cicalone e l’indignazione a comando

E mentre il Governo produce fatti, ecco la stella cometa dell’ironia politica: Matteo Renzi.
Con la faccia da “ora vi stupisco” proclama:
“La sinistra deve recuperare la parola sicurezza.”
Detto con l’enfasi di chi sta reinventando la ruota… peccato fosse già stata inventata da decenni.
Renzi ha questo talento unico: arrivare sempre dopo tutti, ma parlare sempre come se fosse arrivato prima.
Ogni volta sembra convinto di aver avuto un’epifania mistica.
In realtà ha solo scoperto l’ovvio e lo fa con entusiasmo teatrale.
Poi arriva il caso Cicalone. Un’aggressione violenta, filmata, evidente.
E la Sinistra?
Non condanna gli aggressori: no, quello sarebbe troppo semplice. Preferisce prendersela con chi li filma.
Il problema non è la violenza, è la videocamera.
È la loro specialità: rovesciare la realtà come un tappeto pieno di polvere.
E mentre il Paese ancora ride per l’ennesima acrobazia logica, arriva l’ennesima prova di indignazione selettiva, disciplina olimpica della Sinistra:
Tajani e Meloni, al Palapartenope di Napoli, saltellano sulle note di “Chi non salta comunista è” in sostegno a Edmondo Cirielli per le regionali in Campania.
Apriti cielo.
Editoriali in stile tragedia greca, monologhi indignati, svenimenti morali e appelli alla civiltà.
Sembrava avessero dichiarato guerra a un continente.
Ma quando Elly Schlein si arrampica su un carro del Gay Pride, balla (malissimo), canta (peggio) e si esibisce in quella che potrebbe essere classificata come tortura ritmica…
Silenzio.
Tutti muti. Nemmeno una riflessione.
Nemmeno un sorrisetto imbarazzato. Niente.
È il grande tabù: criticare la leader che non sbaglia mai, anche quando sbaglia tutto.
Perché la sinistra l’indignazione non la usa come bussola morale: la usa come accessorio.
La indossa solo quando conviene. La toglie quando non serve.
Patetici.
Non c’è parola più precisa.

La Sinistra e il divano del reale

Intanto Piantedosi manda agenti, fa controlli, ripulisce quartieri e sigilla attività illegali.
La sinistra? Tweet, riflessioni e indignazione da divano.
E il Paese? Guarda, ride e lavora.
Perché la realtà non aspetta chi scopre i problemi a comando.
E la sicurezza non si “recupera”: si pratica.

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