Premio Falleri a L’identità: la squadra funziona
In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale e dalla velocità dei feed digitali, la carta non è più un vecchio supporto ma un nuovo lusso cognitivo.
Il 16 giugno del 2022, con Claudio Capotosti, abbiamo mandato in edicola il primo numero de “L’identità”. Fu un atto di amore e di coraggio che oggi, con questo prestigioso premio, ci vengono riconosciuti.
Non lo abbiamo fatto per nostalgia del passato ma per urgenza del futuro. In un mondo che corre troppo velocemente per capire se stesso, la carta stampata è un atto di ribellione: è l’invito a rallentare, a sedersi e a concedersi il lusso del pensiero critico.
La carta è il “luogo sicuro” contro il sovraccarico informativo: l’Infobesità. Stampare vuol dire assumersi una responsabilità definitiva. Non c’è un tasto “modifica” o “elimina” una volta che la rotativa parte. Il nostro Direttore dalla fondazione del giornale, Tommaso Cerno, amava apostrofare il nostro quotidiano come un “settidiano”: ed è esattamente questa l’anima de L’identità. Un quotidiano che non si limita a rincorrere l’ultima ora ma che offre ai lettori la profondità, l’analisi e la cura estetica di un settimanale ogni singolo giorno.
Noi ci prendiamo la responsabilità di quello che scriviamo.
In un’epoca di modifiche silenziose sul web e di notizie volatili, la pagina stampata è un patto di fiducia immutabile con chi legge.
Questo premio appartiene dunque a chi ha fondato e iniziato e a chi ha creduto e ha voluto dare ulteriore slancio al nostro giornale e penso a Stefano Valore che avendo apprezzato la scelta editoriale, darà un contributo eccezionale allo sviluppo del dialogo dei tre mondi (carta stampata, web e social).
1) La carta stampata non serve più a dare la notizia che è già vecchia in pochi minuti ma a spiegarla: offre autorevolezza ed un ritmo di lettura, è il luogo dell’analisi, dell’editoriale di peso e dell’inchiesta esclusiva.
2) Il sito web è il ponte tra la staticità della carta e la volatilità dei social. Se la carta dà la notizia, il web espande con video, grafici interattivi e link a fonti correlate.
3) I social servono a portare i temi del giornale nel dibattito quotidiano usando linguaggi diversi, reels, infografiche, thread, permettono un feedback immediato trasformando il giornale da monologo a dialogo. Abbiamo così creato un modello a clessidra dove i social attirano l’attenzione e generano dibattito, il web informa in tempo reale e approfondisce, la carta consolida l’opinione e dà autorevolezza.
Un giornale che si chiama “L’identità” ha una missione specifica: costruire un senso di appartenenza.
Questo premio appartiene a tutta la redazione, a chi ogni giorno sfida la velocità del digitale per cercare la verità dei fatti e la bellezza della forma. Ma appartiene, soprattutto, ai nostri lettori: sono loro i veri rivoluzionari. Sono loro che acquistando L’identità scelgono di non essere solo spettatori passivi di un flusso di notizie ma cittadini che pretendono approfondimento, pensiero critico e, appunto, un’identità chiara.
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