Price cap, basta la parola: giù il prezzo del gas

di ANNAMARIA DE FALCO
Price cap, basta la parola. Come in quella vecchia pubblicità di Carosello. È bastato che i leader Ue si decidessero, finalmente, a mettere su un meccanismo di controllo dei prezzi del gas anche solo vagamente capace di incidere effettivamente sulla realtà delle cose per vedere crollare il costo della materia prima energetica per eccellenza. La bolla si va sgonfiando: il prezzo del gas, al Ttf di Amsterdam, è repentinamente sceso addirittura sotto i cento euro al megawattora. Non accadeva da giugno, quando la spirale speculativa dei prezzi aveva iniziato ad avviarsi sull’Europa.
La seduta, sulla piazza di scambio olandese, s’era aperta a 103 euro. Una somma già in netto ribasso rispetto a quella che serviva, solo nel fine settimana scorso, per acquistare un Mhw di gas e cioè 135 euro. Nella giornata di ieri, la quotazione del gas è sprofondata a 98 euro, un tracollo pari a poco meno del 7%. E, probabilmente, non è che l’inizio. Anche perché, durante le contrattazioni, il prezzo in alcuni frangenti è sceso addirittura a 96 euro.
Il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha spiegato in commissione alla Camera: “Il price cap non è la definizione del prezzo del gas, il cap è una misura anti-speculazione. Il prezzo del gas è dettato dal rapporto tra compratore e venditore. Per rendere l’idea, il cap funziona come in borsa quando viene sospeso un titolo per eccesso di rialzo o ribasso.
Decidere di bloccare la speculazione permetterà agli stati di poter intervenire per calmierare i prezzi delle bollette. L’Italia è stata promotrice di questa misura che ha raccolto progressivamente un consenso sempre più ampio”. Sui tempi, il ministro Pichetto Fratin ha chiarito che “il meccanismo si applicherà dal 15 febbraio, 2023 per un anno, per dare tempo alle imprese, alla Commissione e ai mercati di adattarsi al nuovo meccanismo” e dunque ha ribadito come “il tetto al prezzo serva per evitare le fiammate speculative a cui abbiamo assistito in questi mesi, soprattutto ad agosto”.
Il ministro alle politiche Ue, Raffaele Fitto, ha voluto sottolineare il ruolo del governo sul punto: “Sappiamo da quanto tempo si discuteva, dire che insieme ad altri leader l’Italia e il presidente del consiglio abbia avuto un ruolo importante e decisivo è riconoscere quello che è accaduto”. Quindi ha puntualizzato: “Dire che c’è isolamento nei confronti di un presidente mi sembra un’opinione di parte. L’Italia torna ad avere un ruolo di protagonismo anche perché torna a essere rappresentata da un governo politico, stabile e forte”. Per ora, dunque, ha avuto ragione il governo e soprattutto l’ex premier Mario Draghi che il price cap lo ha fortemente voluto in Ue. In fondo, l’ex governatore Bce sa bene come trattare la speculazione internazionale che, in altri tempi, si sarebbe definita una specie di ruggente tigre di carta.
di ANNAMARIA DE FALCO
Price cap, basta la parola. Come in quella vecchia pubblicità di Carosello. È bastato che i leader Ue si decidessero, finalmente, a mettere su un meccanismo di controllo dei prezzi del gas anche solo vagamente capace di incidere effettivamente sulla realtà delle cose per vedere crollare il costo della materia prima energetica per eccellenza. La bolla si va sgonfiando: il prezzo del gas, al Ttf di Amsterdam, è repentinamente sceso addirittura sotto i cento euro al megawattora. Non accadeva da giugno, quando la spirale speculativa dei prezzi aveva iniziato ad avviarsi sull’Europa.
La seduta, sulla piazza di scambio olandese, s’era aperta a 103 euro. Una somma già in netto ribasso rispetto a quella che serviva, solo nel fine settimana scorso, per acquistare un Mhw di gas e cioè 135 euro. Nella giornata di ieri, la quotazione del gas è sprofondata a 98 euro, un tracollo pari a poco meno del 7%. E, probabilmente, non è che l’inizio. Anche perché, durante le contrattazioni, il prezzo in alcuni frangenti è sceso addirittura a 96 euro.
Il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha spiegato in commissione alla Camera: “Il price cap non è la definizione del prezzo del gas, il cap è una misura anti-speculazione. Il prezzo del gas è dettato dal rapporto tra compratore e venditore. Per rendere l’idea, il cap funziona come in borsa quando viene sospeso un titolo per eccesso di rialzo o ribasso.
Decidere di bloccare la speculazione permetterà agli stati di poter intervenire per calmierare i prezzi delle bollette. L’Italia è stata promotrice di questa misura che ha raccolto progressivamente un consenso sempre più ampio”. Sui tempi, il ministro Pichetto Fratin ha chiarito che “il meccanismo si applicherà dal 15 febbraio, 2023 per un anno, per dare tempo alle imprese, alla Commissione e ai mercati di adattarsi al nuovo meccanismo” e dunque ha ribadito come “il tetto al prezzo serva per evitare le fiammate speculative a cui abbiamo assistito in questi mesi, soprattutto ad agosto”.
Il ministro alle politiche Ue, Raffaele Fitto, ha voluto sottolineare il ruolo del governo sul punto: “Sappiamo da quanto tempo si discuteva, dire che insieme ad altri leader l’Italia e il presidente del consiglio abbia avuto un ruolo importante e decisivo è riconoscere quello che è accaduto”. Quindi ha puntualizzato: “Dire che c’è isolamento nei confronti di un presidente mi sembra un’opinione di parte. L’Italia torna ad avere un ruolo di protagonismo anche perché torna a essere rappresentata da un governo politico, stabile e forte”. Per ora, dunque, ha avuto ragione il governo e soprattutto l’ex premier Mario Draghi che il price cap lo ha fortemente voluto in Ue. In fondo, l’ex governatore Bce sa bene come trattare la speculazione internazionale che, in altri tempi, si sarebbe definita una specie di ruggente tigre di carta.
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