Punture di spillo CALABRIA/SANITÀ: UN POLIZIOTTO SOSTITUISCE IL CARABINIERE

Finalmente, dopo gaffes,  rinvii e defezioni,  sembra che il Governo sia riuscito a dare l’ultimo giro di manovella al film sulla sanità in Calabria. La Chiesa annuncerebbe “Habemus Papam”, noi più laicamente diremo: scelto il commissario alla Sanità. Non è stato facile, ci è voluto del tempo e, probabilmente sondati anche i… congiunti (ma questo i Casalino di Palazzo Chigi non ce lo confermeranno mai), la “Creatura” è nata: un poliziotto, il prefetto Guido Longo, ha preso il posto (ironia della sorte) di un carabiniere, Saverio Cotticelli che non sapeva di doversi occupare del piano Covid per l’emergenza, e per questo immediatamente  “dimissionato”  dal Governo. Commissariato da dieci anni , il sistema sanitario calabrese è un caso di scuola di quello che il Governo NON avrebbe più dovuto fare. E invece… Le esternazioni televisive, prima di  Saverio Cotticelli e poi del suo successore in pectore di Giuseppe  Zuccatelli , consigliavano una decisione immediata: E la soluzione,  Giuseppe Conte l’aveva anche trovata: Gino Strada, il fondatore di Emergency, specializzatosi tra l’altro negli anni ’80 anche in chirurgia cardiopolmonare. L’ideale per il riacutizzarsi dell’emergenza Covid e per eventuali allestimenti in Calabria di strutture da campo da affiancare ai Pronto Soccorso e agli Ospedali in crisi.  Ma Gino Strada era forse un nome troppo impegnativo per alcune forze politiche.  E così si è passati all’ex rettore di Roma Eugenio Gaudio che però è risultato indagato dallo scorso anno per una vicenda di concorsi truccati. E le opposizioni, come nelle previsioni più scontate, si sono fatte sentire con pesanti critiche.

E qui soccorre ancora una volta la massima del vecchio Giulio Andreotti: “a pensar male si fa peccato ma…”. Ragioniamoci un momento. Chi è Gino Strada? Un personaggio che negli anni si è distinto per le sue azioni umanitarie  nei teatri di guerra ed anche, con le ONG, nel soccorso dei naufraghi in mare. E chi è il personaggio che per un anno, alla guida del Ministero dell’Interno, ha lucrato consensi nella sua battaglia “personale” contro le organizzazioni umanitarie e gli immigrati? Matteo Salvini. E i suoi voti al Senato, dove la maggioranza da tempo ha margini risicati, sono importanti per consentire al Governo di superare indenne determinati ostacoli. Ebbene, la nomina “secca”  di Gino Strada sarebbe stato un pugno allo stomaco del Capitano e della sua “Ciurma” di Destra che riservatamente  debbono essersi fatti sentire. Meglio forse annacquarla con una meno impegnativa consulenza – deve aver pensato il…”forlaniano” Conte  – affidando l’incarico  all’ex rettore della Sapienza, peraltro indagato che, dopo appena24 ore, ha rinunciato all’incarico. Ma la “casa di produzione cinematografica”, con sede a Palazzo Chigi,  non si è data per vinta ed ha continuato nel “casting”  fino ad arrivare ad un altro rappresentante delle … Forze dell’ordine. Scartata l’Arma per il precedente-Cotticelli, Conte si è rivolto alla Polizia e ha scelto un personaggio che in 40 anni di carriera si è distinto per una serie di arresti eccellenti: da Sandokan (Francesco Schiavone) ad Antonio Iovine, a Michele Zagaria. L’ideale – si direbbe – vista la situazione calabrese. Bisognerebbe vedere cosa ne pensano le cosche calabresi e il mondo della corruzione, sempre attivo! 

Ci sono voluti oltre venti giorni per una scelta che avrebbe richiesto, soprattutto con la pandemia imperante, tempi più rapidi. “Meditate gente, meditate”, diceva Renzo Arbore 35 anni fa in un fortunato spot sulla Birra…

PdA

Finalmente, dopo gaffes,  rinvii e defezioni,  sembra che il Governo sia riuscito a dare l’ultimo giro di manovella al film sulla sanità in Calabria. La Chiesa annuncerebbe “Habemus Papam”, noi più laicamente diremo: scelto il commissario alla Sanità. Non è stato facile, ci è voluto del tempo e, probabilmente sondati anche i… congiunti (ma questo i Casalino di Palazzo Chigi non ce lo confermeranno mai), la “Creatura” è nata: un poliziotto, il prefetto Guido Longo, ha preso il posto (ironia della sorte) di un carabiniere, Saverio Cotticelli che non sapeva di doversi occupare del piano Covid per l’emergenza, e per questo immediatamente  “dimissionato”  dal Governo. Commissariato da dieci anni , il sistema sanitario calabrese è un caso di scuola di quello che il Governo NON avrebbe più dovuto fare. E invece… Le esternazioni televisive, prima di  Saverio Cotticelli e poi del suo successore in pectore di Giuseppe  Zuccatelli , consigliavano una decisione immediata: E la soluzione,  Giuseppe Conte l’aveva anche trovata: Gino Strada, il fondatore di Emergency, specializzatosi tra l’altro negli anni ’80 anche in chirurgia cardiopolmonare. L’ideale per il riacutizzarsi dell’emergenza Covid e per eventuali allestimenti in Calabria di strutture da campo da affiancare ai Pronto Soccorso e agli Ospedali in crisi.  Ma Gino Strada era forse un nome troppo impegnativo per alcune forze politiche.  E così si è passati all’ex rettore di Roma Eugenio Gaudio che però è risultato indagato dallo scorso anno per una vicenda di concorsi truccati. E le opposizioni, come nelle previsioni più scontate, si sono fatte sentire con pesanti critiche.

E qui soccorre ancora una volta la massima del vecchio Giulio Andreotti: “a pensar male si fa peccato ma…”. Ragioniamoci un momento. Chi è Gino Strada? Un personaggio che negli anni si è distinto per le sue azioni umanitarie  nei teatri di guerra ed anche, con le ONG, nel soccorso dei naufraghi in mare. E chi è il personaggio che per un anno, alla guida del Ministero dell’Interno, ha lucrato consensi nella sua battaglia “personale” contro le organizzazioni umanitarie e gli immigrati? Matteo Salvini. E i suoi voti al Senato, dove la maggioranza da tempo ha margini risicati, sono importanti per consentire al Governo di superare indenne determinati ostacoli. Ebbene, la nomina “secca”  di Gino Strada sarebbe stato un pugno allo stomaco del Capitano e della sua “Ciurma” di Destra che riservatamente  debbono essersi fatti sentire. Meglio forse annacquarla con una meno impegnativa consulenza – deve aver pensato il…”forlaniano” Conte  – affidando l’incarico  all’ex rettore della Sapienza, peraltro indagato che, dopo appena24 ore, ha rinunciato all’incarico. Ma la “casa di produzione cinematografica”, con sede a Palazzo Chigi,  non si è data per vinta ed ha continuato nel “casting”  fino ad arrivare ad un altro rappresentante delle … Forze dell’ordine. Scartata l’Arma per il precedente-Cotticelli, Conte si è rivolto alla Polizia e ha scelto un personaggio che in 40 anni di carriera si è distinto per una serie di arresti eccellenti: da Sandokan (Francesco Schiavone) ad Antonio Iovine, a Michele Zagaria. L’ideale – si direbbe – vista la situazione calabrese. Bisognerebbe vedere cosa ne pensano le cosche calabresi e il mondo della corruzione, sempre attivo! 

Ci sono voluti oltre venti giorni per una scelta che avrebbe richiesto, soprattutto con la pandemia imperante, tempi più rapidi. “Meditate gente, meditate”, diceva Renzo Arbore 35 anni fa in un fortunato spot sulla Birra…

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