Punture di spillo DIMISSIONI ZINGARETTI! E RENZI NON C’ENTRA NIENTE?

Nicola Zingaretti si dimette dalla segreteria del PD e non sono pochi quei maligni che, sulla decisione, non escludono una … responsabilità renziana.  Colpisce infatti – accanto agli inviti, non di circostanza,  di tutti i big ad un ripensamento – il silenzio di Stefano Bonaccini, da tempo in corsa per raccoglierne l’eredità. Ma davvero il presidente della Regione Emilia Romagna, alle prese con una pericolosa ripresa della pandemia  che ha colpito soprattutto molti suoi territori, briga per assumersi sulle spalle anche il gravoso fardello di un Partito in piena crisi? Lui forse no! Ma qualcun altro sta lavorando da tempo per mandare a casa il fratello del commissario Montalbano: Le “pugnalate” in fondo sono la cosa che gli riescono meglio. Parliamo di Matteo Renzi. 

La verità è che il segretario di Italia Viva si è reso conto finalmente del flop politico della sua mini creatura e – contrariamente alle promesse di voler fare altro nella vita – cerca l’occasione per rimettersi in gioco e restare in politica a fare il bello e  cattivo tempo. Come? Diamine! 

Con il suo amico Bonaccini. 

Se diventasse segretario, sarebbe più facile il rientro  in un PD dove ha lasciato alcuni “amici” a presidiar il territorio del Nazareno:  osservatori secondo alcuni, ”guastatori” per altri.  

E con lui potrebbero rientrare i Rosato, le Bellanova, i Faraone, gli Scalfarotto, ma soprattutto Maria Elena Boschi e tutti quei sprovveduti che hanno seguito il “Pifferaio” di Rignano nell’avventura di un Partito che “sognavano” – e gli aveva fato credere – a due cifre.  Un’analisi forzata? Può darsi, ma Andreotti… docet

PdA

 

Nicola Zingaretti si dimette dalla segreteria del PD e non sono pochi quei maligni che, sulla decisione, non escludono una … responsabilità renziana.  Colpisce infatti – accanto agli inviti, non di circostanza,  di tutti i big ad un ripensamento – il silenzio di Stefano Bonaccini, da tempo in corsa per raccoglierne l’eredità. Ma davvero il presidente della Regione Emilia Romagna, alle prese con una pericolosa ripresa della pandemia  che ha colpito soprattutto molti suoi territori, briga per assumersi sulle spalle anche il gravoso fardello di un Partito in piena crisi? Lui forse no! Ma qualcun altro sta lavorando da tempo per mandare a casa il fratello del commissario Montalbano: Le “pugnalate” in fondo sono la cosa che gli riescono meglio. Parliamo di Matteo Renzi. 

La verità è che il segretario di Italia Viva si è reso conto finalmente del flop politico della sua mini creatura e – contrariamente alle promesse di voler fare altro nella vita – cerca l’occasione per rimettersi in gioco e restare in politica a fare il bello e  cattivo tempo. Come? Diamine! 

Con il suo amico Bonaccini. 

Se diventasse segretario, sarebbe più facile il rientro  in un PD dove ha lasciato alcuni “amici” a presidiar il territorio del Nazareno:  osservatori secondo alcuni, ”guastatori” per altri.  

E con lui potrebbero rientrare i Rosato, le Bellanova, i Faraone, gli Scalfarotto, ma soprattutto Maria Elena Boschi e tutti quei sprovveduti che hanno seguito il “Pifferaio” di Rignano nell’avventura di un Partito che “sognavano” – e gli aveva fato credere – a due cifre.  Un’analisi forzata? Può darsi, ma Andreotti… docet

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