QUANDO LA GENTE PERDE LA FIDUCIA

Quando l’ho letto non ci volevo credere e mi è tornato in mente il proverbio popolare secondo il quale “la mamma dei cretini è sempre incinta”. Ad Amatrice, dopo oltre cinque anni dal terremoto, si pretende il pagamento di bollette per case inagibili, o nel frattempo demolite, o crollate nella notte del sisma! Ma allora – mi sono detto – in questa vicenda i cretini non c’entrano nulla. E’ la burocrazia, la mamma di tutti i mali. E questo delle utenze per la burocrazia “ancora attive” non è un caso isolato. Ci sono abitanti che vengono ancora contattati per sapere se vogliono cambiare il gestore del gas. Solo che la casa non c’è più. Oppure casi di terremotati che ricevono una lettera per la sostituzione del misuratore o la richiesta di pagamento delle tasse a chi ha ottenuto contributi a fondo perduto. La cosa grave è che questa burocrazia non ha un nome e cognome, è invisibile, non si riesce a sconfiggerla e – quel che è più grave – mina la fiducia di cittadini. E non si tratta purtroppo di singoli casi. Prendiamo il Comune di Roma che – alla pagina di servizio per il voto dei disabili – sbaglia la data delle elezioni: Si voterà, come è arcinoto da mesi, il 3 e 4 ottobre ma, altre, sono le date del Campidoglio: venerdì 2 e sabato 3. Salvo poi correggere. Possibile che nessuno controlli? Precedenti anche recenti li abbiamo avuti con la targa sbagliata per Carlo Aze(g)lio Ciampi, il video del Campidoglio che confonde il Colosseo con l’Arena di Nimes in Francia e, sempre riguardo al Colosseo, la gaffe di scambiarlo con la Basilica di s. Pietro. Diciamo che errare “umanum est”, perseverare… E che dire della precipitosa marcia indietro della ASL di Civitavecchia che aveva pensato ad una “gitarella” di tre giorni per una settantina di dirigenti sanitari in un relais di lusso nel reatino? Anche in questa occasione “brilla” l’anonimato, almeno nell’imbarazzato comunicato riparatore: Iniziativa “stoppata”, si precisa in uno scarno burocratese, per evitare strumentalizzazioni. Bene! Ma non può sfuggire una particolarità: Mentre l’invito per la vacanza “rigeneratrice” en plein air era stato firmato dalla dirigente, lo stop porta la firma di una generica “direzione generale”. Come dire: ancora una volta manca il nome e cognome!

Quando l’ho letto non ci volevo credere e mi è tornato in mente il proverbio popolare secondo il quale “la mamma dei cretini è sempre incinta”. Ad Amatrice, dopo oltre cinque anni dal terremoto, si pretende il pagamento di bollette per case inagibili, o nel frattempo demolite, o crollate nella notte del sisma! Ma allora – mi sono detto – in questa vicenda i cretini non c’entrano nulla. E’ la burocrazia, la mamma di tutti i mali. E questo delle utenze per la burocrazia “ancora attive” non è un caso isolato. Ci sono abitanti che vengono ancora contattati per sapere se vogliono cambiare il gestore del gas. Solo che la casa non c’è più. Oppure casi di terremotati che ricevono una lettera per la sostituzione del misuratore o la richiesta di pagamento delle tasse a chi ha ottenuto contributi a fondo perduto. La cosa grave è che questa burocrazia non ha un nome e cognome, è invisibile, non si riesce a sconfiggerla e – quel che è più grave – mina la fiducia di cittadini. E non si tratta purtroppo di singoli casi. Prendiamo il Comune di Roma che – alla pagina di servizio per il voto dei disabili – sbaglia la data delle elezioni: Si voterà, come è arcinoto da mesi, il 3 e 4 ottobre ma, altre, sono le date del Campidoglio: venerdì 2 e sabato 3. Salvo poi correggere. Possibile che nessuno controlli? Precedenti anche recenti li abbiamo avuti con la targa sbagliata per Carlo Aze(g)lio Ciampi, il video del Campidoglio che confonde il Colosseo con l’Arena di Nimes in Francia e, sempre riguardo al Colosseo, la gaffe di scambiarlo con la Basilica di s. Pietro. Diciamo che errare “umanum est”, perseverare… E che dire della precipitosa marcia indietro della ASL di Civitavecchia che aveva pensato ad una “gitarella” di tre giorni per una settantina di dirigenti sanitari in un relais di lusso nel reatino? Anche in questa occasione “brilla” l’anonimato, almeno nell’imbarazzato comunicato riparatore: Iniziativa “stoppata”, si precisa in uno scarno burocratese, per evitare strumentalizzazioni. Bene! Ma non può sfuggire una particolarità: Mentre l’invito per la vacanza “rigeneratrice” en plein air era stato firmato dalla dirigente, lo stop porta la firma di una generica “direzione generale”. Come dire: ancora una volta manca il nome e cognome!

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