Radicalismo islamico: approcci tra Gran Bretagna e Italia
La diffusione del fenomeno ha creato un caso diplomatico tra Abu Dhabi e Londra
Gli Emirati Arabi Uniti hanno rimodulato i finanziamenti statali per i propri cittadini che intendono studiare nelle università britanniche, escludendo gli atenei del Regno Unito dalla lista degli istituti eleggibili per le borse di studio pubblicata a giugno dal ministero dell’Istruzione superiore. Il Financial Times ha spiegato che la decisione è legata alle preoccupazioni di Abu Dhabi per il rischio di radicalizzazione islamista nei campus del Regno Unito, dopo la scelta di Londra di non mettere al bando il movimento dei Fratelli Musulmani.
Il motivo della decisione degli Emirati Arabi Uniti
Secondo fonti informate, alla richiesta di chiarimenti dei funzionari britannici sulla decisione assunta, le autorità emiratine hanno precisato che non si trattava di una dimenticanza fortuita, ma di una scelta consapevole, dettata dal timore dell’esposizione dei ragazzi all’indottrinamento di seguaci dei gruppi islamisti più radicali e violenti. Londra ha sottolineato l’importanza della libertà accademica. Nel 2023-24, settanta studenti iscritti in università britanniche sono stati segnalati per un possibile rinvio al programma governativo Prevent per sospetti segnali di radicalizzazione islamista. Si tratta di numeri raddoppiati rispetto a quelli dell’anno precedente. Gli Emirati hanno adottato una linea molto dura contro i movimenti islamisti. La morbidezza della Gran Bretagna nei confronti della Fratellanza Musulmana, è ritenuta molto rischiosa.
Gli atenei britannici sono tra le destinazioni preferite dagli studenti emiratini, ma i visti di studio concessi ai cittadini degli Eau sono diminuiti da qualche tempo. I titoli rilasciati dalle università non “convenzionate” non vengono riconosciuti.
Il radicalismo islamico in Italia
Il fenomeno del radicalismo islamico è al centro del dibattito pubblico anche in Italia. Nella seduta di mercoledì 14 gennaio, alle ore 17,30, nell’Aula di Montecitorio si terrà un’informativa urgente del Governo con la partecipazione del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sulla vicenda che riguarda Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione palestinesi in Italia. L’appuntamento verrà trasmesso in diretta sulla webtv e sul canale satellitare della Camera anche nella traduzione della lingua dei segni.
“Penso che parte della politica abbia ampiamente sottostimato il fenomeno”, in particolare per il caso “Hannoun, che è stato arrestato insieme ad altre otto persone con l’accusa di finanziamento al terrorismo, anche con le risorse che dovevano servire ad alleviare le sofferenze della popolazione”, ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di inizio anno.
Il cyberterrorismo
Cinquantaquattro persone indagate, 227.375 contenuti web monitorati, altri 533 oscurati. È questo il bilancio dell’attività della polizia postale contro il cyberterrorismo come emerge dal report annuale 2025 della Polizia postale. L’anno scorso, hanno osservato i poliziotti, è stato segnato da un aumento delle minacce ibride legate alle tensioni geopolitiche internazionali, con ricadute sulla sicurezza interna.
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