Ravenna si indigna per la sentenza che assolve gli stupratori

Sono tantissimi i ravennati che questa mattina, sabato 19 febbraio, hanno aderito alla manifestazione “Il sesso senza consenso è stupro”, indetta dalla Casa delle Donne di Ravenna, dai centri antiviolenza della provincia e da altre realtà associative femminili e femministe della città, in risposta alla sentenza che nei giorni scorsi ha assolto due uomini accusati di violenza nei confronti di una giovanissima, che all’epoca dei fatti aveva appena 18 anni, perché “il fatto non costituisce reato”. “Siamo indignate dalla sentenza che ha assolto due uomini imputati per stupro. Abbiamo letto che la vittima non era in grado di reggersi in piedi perché era ubriaca e stava male. Ci sono video realizzati contro la volontà della vittima che hanno documentato i fatti; eppure, il dispositivo della sentenza recita “il fatto non costituisce reato”. Elisa Cocchi, avvocata che difende la vittima, ha commentato dicendo che si tratta di una “sentenza dal retaggio patriarcale”. Oggi però siamo qui per dare la nostra solidarietà e tutto il nostro sostegno a Adele (nome di fantasia per indicare la vittima, n.d.r.) che dopo la violenza ha deciso di lasciare la città di Ravenna e andare altrove”.

Sono tantissimi i ravennati che questa mattina, sabato 19 febbraio, hanno aderito alla manifestazione “Il sesso senza consenso è stupro”, indetta dalla Casa delle Donne di Ravenna, dai centri antiviolenza della provincia e da altre realtà associative femminili e femministe della città, in risposta alla sentenza che nei giorni scorsi ha assolto due uomini accusati di violenza nei confronti di una giovanissima, che all’epoca dei fatti aveva appena 18 anni, perché “il fatto non costituisce reato”. “Siamo indignate dalla sentenza che ha assolto due uomini imputati per stupro. Abbiamo letto che la vittima non era in grado di reggersi in piedi perché era ubriaca e stava male. Ci sono video realizzati contro la volontà della vittima che hanno documentato i fatti; eppure, il dispositivo della sentenza recita “il fatto non costituisce reato”. Elisa Cocchi, avvocata che difende la vittima, ha commentato dicendo che si tratta di una “sentenza dal retaggio patriarcale”. Oggi però siamo qui per dare la nostra solidarietà e tutto il nostro sostegno a Adele (nome di fantasia per indicare la vittima, n.d.r.) che dopo la violenza ha deciso di lasciare la città di Ravenna e andare altrove”.

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