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Il doppio binario dei redditi al Sud: crescono di più ma sono più bassi del Nord

L'indagine Unioncamere-Tagliacarne: nel Mezzogiorno più effervescenza ma il divario resta ampio

di Maria Graziosi -


Sud, redditi a doppio binario. Da un lato crescono di più i redditi per le famiglie meridionali rispetto a quelle del Nord. Dall’altro, invece, va osservato che in termini assoluti i guadagni dei settentrionali rimangono, di gran lunga, superiori a quelli dei cittadini del Mezzogiorno. Il cui reddito resta inferiore, mediamente, della metà rispetto alle famiglie del Nord.

Redditi al Sud a corrente alternata

L’analisi Unioncamere-Centro Studi Guglielmo Tagliacarne inchioda l’Italia al divario per eccellenza. Quello, appunto, dei redditi e delle opportunità. Se è vero che nel Mezzogiorno si registra una certa effervescenza, maggiore in termini di trend percentuali rispetto a quella del Nord, lo è altrettanto il fatto che si guadagna molto meno. Basta prendere a esempio le due città agli antipodi della graduatoria italiana dei redditi. In vetta a tutti c’è la (solita) Milano. Il reddito medio delle famiglie consumatrici per il 2024 è stato parti a 36.188 euro. In fondo alla classifica, invece, c’è la derelitta Foggia.

Il divario tra Milano e Foggia…

Dove, in media, le famiglie non arrivano nemmeno a 15mila euro fermandosi a 14.953 euro. A Milano si guadagna più del doppio che nella Daunia. In mezzo, poi, tutte le sfumature del divario geografico italiano per eccellenza. La Top Three è dominata dal Nord. Dopo Milano ci sono Bolzano (32.680 euro) e Monza Brianza (30.182 euro). Le ultime tre posizioni, invece, sono tutte meridionali. Poco prima di Foggia c’è Agrigento, penultima con un reddito medio pari a 15.059 euro. Poco sotto Caserta dove si guadagnano 15.288 euro. Ma non è (solo) questo il dato. Anzi. Il problema è che tutta la colonna destra della graduatoria, quella dei “meno virtuosi” è occupata quasi militarmente dal Sud. Cagliari, peraltro al 35esimo posto con poco più di 24mila euro di reddito medio, riesce a piazzarsi meglio tra tutte le città meridionali e insulari.

…e quello tra Ragusa e Milano

Questo è il punto di partenza. Perché, poi, c’è il rovescio della medaglia. Al Sud i redditi disponibili crescono più che al Nord. Se al primo posto c’è Rimini e al terzo Venezia (rispettivamente +5,78% e +4,95%), nella Top ten ci sono ben sei città meridionali. Si tratta di Ragusa (seconda, +5,55%), Benevento (terza con +4,85%), poi Teramo (+4,8%) e quindi Caltanissetta e Siracusa (+4,75% e +4,73%) davanti a Bari (+4,68%). Milano, in questa diversa graduatoria, è appena 50esima con una variazione positiva di poco superiore al 3%. Tra le ultime dieci, ben nove sono città del Centro e del Nord, come Mantova, Varese, Fermo, Ferrara, Lodi, Lecco, Rovigo, Ancona, Imperia e Prato. La lettura, alla fine, è più o meno sempre la stessa. Almeno da quando è iniziata la stagione del Pnrr. Il Mezzogiorno cresce più del Nord ma non riesce, ancora, a colmare i divari e, anzi, si mantiene molto lontano (pure troppo) dai livelli reddituali del Settentrione. Il doppio binario del Sud.


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