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Politica

Referendum, seggi aperti: conterà l’affluenza

Si vota fino alle 23. E lunedì dalle 7 alle 15

di Giorgio Brescia -


L’Italia è al bivio: oggi, domenica 22 marzo, seggi aperti per il Referendum costituzionale sulla Giustizia, a contare sarà l’affluenza. Nonostante la legge non preveda un quorum per la validità della consultazione, il valore politico di questa giornata risiede tutto nei numeri della partecipazione. A segnalarlo, il ministro Carlo Nordio che lo ha detto chiaramente. L’auspicio è una mobilitazione di massa che superi la soglia psicologica del 60%, per dare alla riforma una “patente di sovranità” indiscutibile.

La sfida della legittimazione contro il disinteresse

Mentre tecnicamente il “Sì” vince anche con un solo voto di scarto, politicamente un’affluenza bassa renderebbe la riforma fragile. O comunque contribuirebbe ad alimentare polemiche a strascico.

Il fronte del Sì punta dunque a una partecipazione massiccia per dimostrare che il Paese vuole voltare pagina. Superare il 60% per smentire i critici che parlano di una riforma “imposta” dall’alto, trasformandola in una scelta sentita da tutto il corpo elettorale. Lo dirà l’affluenza ai seggi del referendum per confermare o negare la riforma della giustizia.

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La maratona dei dati: l’affluenza alle ore 12, 19, 23 e il finale alla chiusura dei seggi alle 15 di lunedì

Il polso della nazione verrà misurato domenica in tre momenti cruciali dal ministero dell’Interno.

Alle ore 12:00: se il dato sarà vicino al 18-20%, l’obiettivo del 60% finale sarà ancora possibile.

Alle ore 19:00: la rilevazione pomeridiana chiarirà se il voto d’opinione si è mobilitato.

Alle ore 23:00: la chiusura della prima giornata (domani si vota dalle 7:00 alle 15:00) indicherà probabilmente il sentiment degli italiani nella condivisione della necessità di una sentita partecipazione all’espressione del voto.

(in aggiornamento)


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